Skip to main content

Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. L’economista e banchiere cattolico, già presidente Ior, ha affidato a un breve saggio le sue valutazioni, che dopo la presentazione del Rapporto a Roma hanno suscitato alcune critiche (qui e qui) insieme a commenti positivi.

Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?

Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione. Ci sono molti punti non chiari su tutti e tre i tabù, ma per rimanere in tema è bene sapere che i dati e le informazioni sulle immigrazioni regolari sono influenzati da accordi o “ricatti economici” con nazioni di partenza migrazioni. I dati e le informazioni sulle immigrazioni irregolari sono ancor meno chiari; si pensi che gli sbarchi irregolari in Italia nel 2016 (181.436) sono stati quaranta volte quelli del 2010 (4.406). E  ci si renda conto che il fenomeno della clandestinità è in aumento e  fuori controllo. Nel 2015 lo status di rifugiato è stato riconosciuto solo per il 5% dei casi, il 36% ha ricevuto assistenza umanitaria ed il 59% è stato rifiutato, ma non si sa dove sia. E si tratta di più di 100mila persone (su 153.842 sbarcati). Nel 2016  il dato è cresciuto, sono arrivate via mare 181.436 persone (18% in più del 2015) e gli irregolari espulsi con riaccompagnamento nel Paese di origine sono stati solo il 5%. In pratica, la cosiddetta clandestinità cresce ad un ritmo di 100mila unità all’anno, e i Paesi confinanti con il nostro ostacolano gli espatri.  Si tratta di dati forniti dall’Alto Commissariato dell’Onu sui rifugiati.

Perché non bastano le ragioni economiche per spiegare il fenomeno migratorio?

Il fenomeno migratorio viene spiegato, o meglio lasciato intuire, con tre principali cause: i conflitti, la povertà, il bisogno di manodopera. E’ evidente che queste tre cause esistono, ma da cosa sono spiegate, e se possano esser risolte, non viene quasi mai discusso. Prendiamo il primo, i conflitti. Fino ad una decina di anni fa venivano “spenti” praticamente sul nascere, poi si direbbe che siano stati tollerati (o persino provocati, si pensi alla Libia), mentre la vendita di armi verso vari Paesi cresceva e si ritiene che queste armi possano esser servite all’Isis. I conflitti che hanno generato migrazioni potevano esser soffocati o no? Prendiamo la seconda causa, la crescita della povertà. Non appare così vero il problema, se guardiamo i flussi migratori. Quelli provenienti da Paesi in vere difficoltà economiche sono tra il 5 e il 10%. Ma è importante notare come questa povertà sia anche dovuta a nostre mancanze negli ultimi dieci anni. Si vada a vedere le conclusioni del famoso G8 per l’Africa dove ci impegnavamo a sostenere investimenti e esportazioni dai Paesi poveri; che abbiamo fatto? Praticamente nulla. Infine, il bisogno di manodopera; il gap di popolazione per il crollo demografico rende necessarie le migrazioni? Ma chi o cosa ha provocato questo gap che oggi pretende di gestire? Chi ha imposto il crollo della natalità in Occidente e ora pensa di compensarlo con immigrazioni? In un momento di crisi economica, con un tasso di disoccupazione nel nostro Paese come l’attuale? Con un costo di accoglimento così gravoso per il nostro bilancio?
Io ho parlato dell’esigenza di chiarire le vere cause del problema, che altrimenti non si risolve, anzi si aggrava. I dubbi sul fatto che si vogliano disconoscere queste vere cause stanno anche nella confusione che regna in Europa. Si è mai pensato come mai i migranti siano prevalentemente giovani e sani? I meno giovani non temono i conflitti e la fame?

Veniamo al punto. Lei ha scritto che c’è un disegno per “ridimensionare il cattolicesimo”, ha parlato di un progetto di re-ingegnerizzazione gnostica del mondo che ha un nemico dichiarato: la Chiesa cattolica, e lo ha fatto citando il segretario dell’Onu Ban Ki-moon e il Rapporto Kissinger del 1974. Perché la Chiesa cattolica è il bersaglio?

Io credo proprio che il fenomeno migrazioni sia una delle (peggiori) conseguenze dei fallimenti del cosiddetto Nuovo Ordine economico Mondiale instaurato negli anni Settanta per regolare il necessario processo di globalizzazione. Invito a riflettere sul fatto che tutti gli obiettivi del Nuovo Ordine non solo non si son realizzati, ma si è prodotto esattamente il contrario: si volevano estinguere tutte la cause di conflitti, diseguaglianze, povertà, intolleranza religiosa, totalitarismi, e si è prodotto il risultato opposto, incluso un processo di migrazione forzato. Il vero grande “successo” del Nuovo Ordine è stato aver creato una crisi economica globale, a sua volta origine di altre conseguenze dannose. Dobbiamo poi riconoscere che c’è stato un altro “vero successo”: quello legato al processo dichiarato di relativizzazione delle fedi religiose, mirante alla laicizzazione delle stesse, con conseguente crollo dei valori morali e cambiamenti all’interno della Chiesa cattolica. Se osserviamo le conseguenze di questi fatti osservati, non possiamo non riflettere sul rischio (per alcuni) o opportunità (per altri) di una processo di reingegneria socio-religiosa ispirata certamente, e direi anche gestita. Se poi avessimo anche la pazienza di andarci a rileggere le dichiarazioni fatte dai leader internazionali negli ultimi quaranta anni, troveremmo materia di analisi sul fatto che “nulla succede per caso”. Non parliamo di teorie di complotto, parliamo di fatti.

Leggendo il suo saggio, viene da pensare che la stessa Chiesa cattolica finita sotto attacco non abbia capito quanto sta accadendo. E’ così?

Il cattolicesimo è una fede assoluta e dogmatica che pretende doveri verso il Creatore. Il mondo laicista non tollera questi “doveri”. Vede, il progetto di Nuovo Ordine Mondiale prevedeva più obiettivi strategici che andavano dal controllo delle nascite ai nuovi paradigmi etici verso le fedi religiose più dogmatiche, al fine di avere una sola grande religione universale. Negli ultimi quarant’anni non si è fatto altro che discutere sui nuovi obiettivi per l’umanità, poi abbiamo avuto l’11 settembre e tutto è cambiato, si è gestita opportunisticamente l’emergenza… Si è lasciato ben intendere che i diritti civili che il mondo meritava non avevano nulla a che fare con quelli insegnati dalla morale cattolica tanto che il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità arrivò a spiegare che l’etica cristiana non avrebbe più dovuto esser applicata in futuro. E Obama nel 2009 dichiarò che la salute è benessere psico-bio-sociale, e via ad aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione cure, negazione al diritto di coscienza. Era evidente che il cattolicesimo era sotto attacco, no? Poi il segretario dell’Onu Kofi Annan nel suo storico discorso ai leader religiosi a New York nel 2000 arrivò a parlare di una esigenza di sincretismo religioso per creare una nuova religione universale, spiegando che i processi di immigrazione avrebbero aiutato questo progetto…

La Chiesa è rimasta a guardare?

Io non mi permetto di criticare le istituzioni ecclesiastiche, tantomeno il Papa; che mai potrebbe dire di diverso il Papa, se non esortare alla carità? Semmai resto perplesso di fronte ad affermazioni fatte da illustri membri di istituzioni che sembrano voler ignorare le cause e fanno proposte genericamente umanitarie, prescindendone. Ha mai visto risolvere un problema agendo sugli effetti anziché sulle cause? Come si può pensare di risolvere problemi di miseria materiale e sociale senza risolvere prima i problemi morali? Ma questi illustri ecclesiastici hanno letto e meditato su Caritas in Veritate e Lumen Fidei? E poi trovo sbagliato usare considerazioni morali-umanitarie facendo riferimenti sacri.

Qualcuno l’ha attaccata dicendo che con le sue teorie va contro il messaggio di Papa Francesco e si avvicina alle tesi di Trump e Salvini. Come risponde?

Avrà notato che da qualche tempo nel nostro Paese si son sviluppati due sport: gli “interpretatori del Santo Padre” e i “cacciatori dei dissidenti” (veri o inventati) del pensiero del Papa. Mancando argomenti inventano similitudini suggestive ed offendenti.

L’immigrazione, la Chiesa e l'Occidente. Parla Ettore Gotti Tedeschi

Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell'Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione.…

Romana Liuzzo

25 anni dopo Maastricht, perché questa Europa non è quella voluta da mio nonno Guido Carli

Di Romana Liuzzo

Venticinque anni fa, la firma del Trattato di Maastricht. In questa importante ricorrenza e a pochi mesi dall’ottava edizione del Premio da me ideato in memoria di Guido Carli (l’11 maggio prossimo a Montecitorio), se mi soffermo a pensare, posso dire con assoluta certezza: non era questa L’Europa che voleva mio nonno. Né immaginava questa Italia che dell’Europa è figlia.…

agricoli

Come va l'agricoltura nel Mezzogiorno?

Sarà la presidente della Camera Laura Boldrini ad aprire il dibattito in programma domani pomeriggio a Montecitorio sull'agricoltura nel sud Italia. Nel corso dell'appuntamento - organizzato dall'Ismea (l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e dalla Svimez (l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) - sarà fatto il punto sulle potenzialità del settore, che - con i giusti interventi di sostegno…

Poste Italiane, ecco le tensioni nel governo sulla privatizzazione

Le tensioni non riguardano solo il ministero dello Sviluppo Economico, con il ministro Carlo Calenda a favore, e il sottosegretario Antonello Giacomelli contro. Divisioni solcano anche il Partito democratico. Ecco chi si è espresso a favore, e chi contro, la seconda tranche di privatizzazione, prevista entro l’estate, di Poste Italiane, la società guidata da Francesco Caio e presieduta da Luisa Todini.…

Exomars

Finmeccanica, cosa succede ai vertici di Leonardo

Il rinnovo del consiglio di amministrazione di Leonardo s’intreccia con la vicenda giudiziaria dell'amministratore delegato Mauro Moretti, mentre gli addetti ai lavori sono interessati all’esito della commessa negli Stati Uniti. Ecco cosa sta succedendo alla società dell'Aerospazio e della Difesa presieduta da Gianni De Gennaro. LE NOMINE Il cda di Leonardo, così come quelli di altre 11 società controllate direttamente dal…

Fca, Peugeot, Opel e Ford. Ecco come sfrecciano le Case in Europa

Se mai l’operazione andrà in porto, Psa-Opel creerà sicuramente il secondo player dell’auto in Europa, ma metterà insieme due case che stanno perdendo terreno nel Vecchio continente. È quanto emerge dai dati di vendita del mese di gennaio dove Psa si è confermata al terzo posto nella classifica delle immatricolazioni europee (si osservi tabella in pagina). La casa del Leone…

iran, europa, al-sisi Usa trump

Perché è urgente ripensare l'Europa

Il 25 marzo 1957 furono firmati i Trattati di Roma, ritenuti l'atto di nascita della grande famiglia europea. Due documenti sottoscritti dagli esponenti dei vari Stati dettero l’avvio alla concreta collaborazione comunitaria. Il primo istituiva la Comunità economica europea (CEE), il secondo la Comunità europea dell'energia atomica, Euratom. La CEE aveva il compito di promuovere, mediante la formazione del mercato…

qui!group, welfare

Cosa faremo dopo l'accordo con Fleetcor. Parla Fogliani (Qui!Group)

"Il nostro obiettivo è portare la società a una dimensione globale”. Così dice a Formiche.net Gregorio Fogliani, presidente e fondatore di Qui!Group che nei giorni scorsi è stata oggetto di interesse da parte di una multinazionale quotata al Nasdaq, Fleetcor, che fornisce prodotti di pagamento in 53 Paesi nel mondo. Un interesse che è sfociato in un accordo lo scorso…

Michele Emiliano

Che cosa hanno detto (e hanno fatto) Emiliano, Rossi e Speranza nell'assemblea Pd

Mossa a sorpresa di Michele Emiliano nel corso dell'assemblea del Pd. Quando tra i renziani maturava l'idea di una scissione imminente da parte della minoranza dem, il governatore della Puglia è intervenuto per certi aspetti a sorpresa nell'assemblea del Partito democratico. Emiliano  ha chiesto di fatto al segretario uscente Matteo Renzi e ai renziani una mossa per evitare una rottura.…

Trump, Terrorismo

Cosa c'è dietro la scelta dell'ambasciatore di Trump in Vaticano

Se a fine maggio Donald Trump, in occasione del viaggio a Taormina per il G7, vorrà volare a Roma per incontrare Papa Francesco (e l'obiettivo è noto in Vaticano), deve accelerare la nomina del suo ambasciatore presso la Santa Sede. Certo: non è un prerequisito necessario, ma una mancata nomina apparirebbe una gaffe. Se non uno sgarbo, in un rapporto da…

×

Iscriviti alla newsletter