Skip to main content

DeepSeek, istruzioni per l’uso. Nei giorni della grande avanzata dell’Intelligenza Artificiale cinese, non sono pochi i centri studi che si stanno focalizzando sulla corsa all’alta tecnologia degli Stati Uniti e sulla competizione col Dragone che essa innesca. Tra questi, ci sono gli economisti del Carnegie. “La Cina è il principale concorrente strategico degli Usa e l’accesso dei cinesi ai dati e al controllo del software e della tecnologia connessa agli Stati Uniti fornisce a Pechino potenziali strumenti per condurre spionaggio, influenzare la politica e, in casi estremi, attaccare infrastrutture critiche, reti commerciali e governative all’interno degli Stati Uniti”.

“Vi sono quattro categorie di rischio associate all’accesso della Cina ai dati statunitensi e al controllo da parte delle aziende cinesi di software e tecnologie connesse agli Usa: spionaggio e rischi per la sicurezza dei dati, campagne di influenza, potenziali attacchi informatici alle infrastrutture critiche e alle operazioni governative e potenziale utilizzo di dispositivi connessi per organizzare attacchi fisici all’interno degli Stati Uniti. Sulla prima, i funzionari dell’amministrazione Trump, ad esempio, hanno citato il rischio di spionaggio come una delle principali motivazioni per limitare Huawei e altre società cinesi di infrastrutture di reti di telecomunicazioni”, spiegano da Carnegie.

Mentre sulla seconda categoria principale di rischio, “che è particolarmente associata al controllo cinese delle app dei social media e software simili, c’è il rischio di influenza sull’opinione pubblica statunitense. La Cina è un praticante attivo di operazioni di influenza globale: uno studio pubblicato nel 2024, ad esempio, ha scoperto che la Cina sta aumentando le campagne pubblicitarie e sui social media segrete per veicolare le elezioni statunitensi”. Non è finita.  “A parte queste questioni, ci sono almeno due ragioni per ritenere che le aziende cinesi con accesso diretto ai dati statunitensi o con il controllo di software o tecnologie connesse creino rischi che vanno oltre i rischi intrinseci posti dall’hacking cinese di aziende statunitensi e di altre aziende occidentali”

“In primo luogo, i trasferimenti di dati in massa verso la Cina o il controllo cinese di software o dispositivi offrono un’opportunità per una raccolta di dati significativa e a basso costo. Gli acquisti di dati in massa possono consentire a Pechino o a un altro avversario degli Stati Uniti di procurarsi informazioni sensibili su milioni di individui e possono fornire informazioni sulle loro relazioni e connessioni interpersonali. Un altro fattore che guida le preoccupazioni del governo degli Stati Uniti è il potenziale degli aggiornamenti: quando l’azienda cyber CloudStrike nel luglio 2024 ha distribuito un aggiornamento software malfunzionante ai clienti in tutto il mondo, ha causato danni tra i 5 e i 10 miliardi di dollari al mercato Usa”. Allora forse a Washington fanno bene a essere preoccupati.

DeepSeek ma non solo. Perché per gli Usa è importante difendersi dalle aziende tech cinesi

I dati di milioni americani, ma anche le stesse elezioni, possono essere messe a rischio dalla tecnologia del Dragone. Ecco rischi e contromisure secondo il Carnegie

Aise, la squadra non cambia. Zontilli confermato vice di Caravelli

Con Dpcm, Meloni ha rinnovato di altri quattro anni il mandato del numero due del servizio estero. Da dicembre con la nomina di Figliuolo, l’intera catena di comando a Forte Braschi è nelle mani di generali dell’Esercito Italiano. Da meno di tre settimane Rizzi è al vertice del Dis

Le Alpi come termometro dei cambiamenti climatici. Tutte le sfide della presidenza italiana

Dal 2025 l’Italia guiderà per due anni la Convenzione delle Alpi. Con un piano incentrato su biodiversità, cambiamenti climatici, sviluppo locale e cooperazione internazionale

Dall'incontro Trump-Netanyahu dipende molto del futuro Medio Oriente

La visita di Netanyahu alla Casa Bianca è fondamentale per la tregua a Gaza e per gli equilibri in Medio Oriente. Ecco perché dal rapporto tra Israele e Trump passa il futuro della regione

Così Leonardo e Rheinmetall disegnano la nuova geometria della difesa Ue. L'analisi di Caruso

Di Ivan Caruso

Un investimento da 23,2 miliardi di euro, oltre 1.300 mezzi blindati di nuova generazione, il 60% della produzione in Italia con settemila nuovi posti di lavoro. La joint venture tra Leonardo e Rheinmetall, che ha presentato stamattina a Nettuno le prime valutazioni del cingolato Lynx, ridisegna gli equilibri dell’industria europea della difesa, aprendo nuove prospettive di mercato stimate in 50 miliardi nei prossimi quindici anni. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

La nuova architettura bellica cinese passa dall'Isf. Parola di Singer e Graham

La neonata Information Support Force (Isf) mira a garantire la superiorità informativa e l’integrazione delle operazioni congiunte nella Pla. Ma per farlo, dovrà superare ostacoli decennali

Le munizioni a Kyiv infiammano il dibattito politico di Praga. Ecco perché

Uno dei principali esponenti del partito populista ceco, secondo i sondaggi destinato a trionfare alle prossime elezioni, ha attaccato l’iniziativa promossa dall’attuale governo. Promettendo di porvi fine dopo l’eventuale vittoria elettorale

Essere proattivi per difendere le infrastrutture. La ricetta di Guerini

Di Lorenzo Guerini

Il libro “Domotica, IoT e sicurezza delle infrastrutture: soluzioni avanzate con l’Intelligenza Artificiale” di Alessandro Alongi, Fabio Pompei e Gabriele Scorzini (eCampus University Press) offre una panoramica approfondita sull’Internet delle Cose (IoT) e le sue applicazioni in ambito infrastrutturale e domestico, con particolare attenzione alla sicurezza e all’intelligenza artificiale. Pubblichiamo la prefazione scritta da Lorenzo Guerini, presidente del Copasir e già ministro della Difesa

Caro bollette, approvvigionamento energetico e il possibile ritorno al nucleare. La puntata di Radar su FormicheTv

In questa puntata di Radar i prezzi sempre più elevati delle bollette, la dipendenza energetica dell'Italia da paesi terzi e il possibile ritorno al nucleare. Ospiti: Luca Squeri (Deputato e Responsabile nazionale del dipartimento Energia di Forza Italia), Gian Luca Artizzu (Amministratore Delegato Sogin), Filippo Brandolini (Presidente Utilitalia), Romina Maurizi (Direttrice Quotidiano Energia). Conduce: Gaia De Scalzi

Perché per il centrosinistra (che non c’è) è tutta questione di tattica vincente. L'opinione di Guandalini

Il dibattito nel campo largo, soprattutto nell’area centrista, è come vincere le prossime elezioni politiche. Per Prodi vale la riproposizione dell’Ulivo, uniti si vince. Per Franceschini, ogni partito corre da solo, per mettersi insieme dopo, speranzosi di aver vinto. Si sa, il problema gira tutto intorno a chi farà il premier della coalizione. L’opinione di Maurizio Guandalini

×

Iscriviti alla newsletter