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Ci son due visioni del giornalismo. Nella prima usi le tue conoscenze per invitare a pranzo da te il ministro delle telecomunicazioni e il tuo editore, che deve sbloccare un’operazione nelle Tlc che gli frutterà 7,75 miliardi di euro. Poi ti incazzi quando il tuo editore manda un mazzo di fiori alla tua signora come ringraziamento. Forse ti aspettavi qualcosa di più sostanzioso da lui? Nella seconda, a chi ti scrive per ringraziarti di un articolo che è servito a sbloccare decine di contenziosi bancari, rispondi spiegando che hai fatto solo il tuo dovere. Indovinate qual è la mia”.

Questo è il post scritto ieri su Facebook da Nicola Borzi, giornalista del Sole 24 Ore. Borzi è stato l’autore di esposti alla Consob e alla Procura per fare luce sui conti del gruppo editoriale controllato da Confindustria ed è intervenuto anche nell’ultima assemblea della società (qui l’intervento integrale).

Ma a chi si riferiva, seppure indirettamente, Borzi nel suo post? I colleghi del Sole non hanno dubbi. Il destinatario della reprimenda del giornalista del quotidiano confindustriale è Giovanni Valentini, già firma di Repubblica ed ex direttore dell’Espresso, che ha scritto di recente un libro “la Repubblica tradita” di critica serrata a Eugenio Scalfari e Carlo De Benedetti. E proprio su De Benedetti, Valentini nel suo libro ha raccontato l’episodio sunteggiato da Borzi nel suo post su Facebook.

La stoccata all’ex firma di Repubblica nasce – si mormora tra alcuni giornalisti del Sole – da un articolo firmato da Valentini pubblicato sabato scorso dal Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio. Anche se il quotidiano diretto da Marco Travaglio nelle scorse settimana ha pubblicati più articoli a firma di Giorgio Meletti che svelavano notizie e indiscrezioni sullo stato di salute del quotidiano diretto da Roberto Napoletano (nella foto) con critiche anche ai vertici passati del gruppo editoriale controllato dall’associazione degli industriali ora presieduta da Vincenzo Boccia, Valentini sul Fatto, nella sua rubrica, ha implicitamente preso le difese del quotidiano e dei suoi vertici auspicando – come da titolo del Fatto – che “Quel Sole non può essere la voce del padrone”.

Nell’articolo di Valentini è scritto tra l’altro: “Né si può escludere che l’attacco al direttore (Napoletano), sfiduciato nel frattempo dalla maggioranza della redazione, tendesse a preparare o favorire un progetto di fusione con il Corriere della Sera, in modo da bilanciare la controversa operazione denominata Stampubblica, cioè la mega-concentrazione fra il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e quello della Fiat, con l’aggiunta del Secolo XIX di Genova”, ha scritto Valentini, da tempo critico sul Fatto Quotidiano sulla fusione.

Valentini ha anche scritto che “sotto l’attuale direzione, il Sole 24 Ore è diventato un sistema multimediale” e “sul piano contabile questo sforzo d’innovazione e creatività ha consentito – nonostante la caduta della pubblicità – di ridurre le perdite”.

Poco concorde con Valentini è stato, su Facebook, il giornalista di Mf/Milano Finanza, Andrea Montanari, che da anni segue anche i conti del settore editoriale: “Se fossi un giornalista del Sole24Ore – ha scritto Montanari – avrei da che ridire a Giovanni Valentini, fondatore di Repubblica ed ex portavoce dell’Antitrust, per ciò che ha riportato oggi sul Fatto Quotidiano. A parte la difesa estrema di un direttore sfiduciato al 74%, fa finta di non vedere cosa è successo negli ultimi anni, nel bilancio 2015 e soprattutto nella semestrale (49 milioni di euro di perdita) e nella novestrale 2016 (61 milioni di euro di perdita)”.

I conti del Sole 24 Ore, i numeri sul Fatto Quotidiano e gli sbuffi via Facebook

“Ci son due visioni del giornalismo. Nella prima usi le tue conoscenze per invitare a pranzo da te il ministro delle telecomunicazioni e il tuo editore, che deve sbloccare un'operazione nelle Tlc che gli frutterà 7,75 miliardi di euro. Poi ti incazzi quando il tuo editore manda un mazzo di fiori alla tua signora come ringraziamento. Forse ti aspettavi qualcosa…

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