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Il primo che stappa lo champagne a Wall Street nell’era Trump? Chi ha investito nelle carceri private. Lo rileva la rivista Quartz, segnalando che “probabilmente sulla previsione di un aumento delle carcerazioni tra gli immigrati e di un clima migliore per la privatizzazione della giustizia criminale, CoreCivic ha aperto la seduta con un balzo del 34% e Geo Group del 18%, con un S&P 500 essenzialmente piatto”.

SORPRESE

Una sorpresa, come una sorpresa è stata la vittoria di Donald Trump, per la maggior parte di chi, per molti giorni prima dell’elezione, avevano scritto fiumi di inchiostro su come sarebbe stato il mondo dell’era Clinton. Sarà un’America di nuovo grande, come urlava il magnate eletto presidente una manciata di ore fa, di certo sarà un’America diversa. E la sorpresa è, anche, che i mercati non sono crollati. Anzi. E ora si fa la spunta di quali settori e titoli potranno far bene sul listino.

TORNA L’ECONOMIA FOSSILE

Il più avvantaggiato dalla presidenza Trump è quello dell’energia fossile e dello shale gas dalle alterne fortune. Trump non ha mai fatto mistero di essere contrario alla normativa ambientale che è giudicata dal neo-presidente eccessivamente gravosa per le imprese. “La forte opposizione di Trump alla normativa ambientale favorisce i settori che più hanno risentito di queste regole in passato, come i produttori di combustibili (gas e petrolio da scisti)”, scrive Fidelity International. Il mercato si aspetta che saranno rimosse le barriere all’esplorazione e che dunque diventerà più facile trovare la materia prima.

BOOM PHARMA

All’indomani dell’elezione, in ogni caso, i titoli che sono cresciuti di più sono quelli del pharma, della difesa e delle infrastrutture, anche in Europa e a Piazza Affari, che hanno chiuso la prima seduta dell’era Trump con il segno più. Hanno fatto faville titoli come Buzzi Unicem, l’italiana del cemento, la tedesca HeidelbergCement e la francese Lafarge. Il piano di Donald Trump per le infrastrutture prevede 500 miliardi di spesa – il doppio di quella stanziata da Clinton – da finanziare attraverso l’emissione di nuovo debito. “Anche se, a differenza della Clinton, Trump non ha aggiunto molti dettagli a riguardo, la campagna sembra simpatizzare per le infrastrutture coinvolte nell’industria tradizionale dei combustibili fossili – dicono dalla società di investimento RARE Infrastructure – la nuova spesa in infrastrutture proposta  si tradurrà in un incremento del Pil di circa lo 0,5%”.

IN DIFESA

Ma anche Leonardo-Finmeccanica, e la londinese Ashtead sono cresciute in maniera preponente sui rispettivi listini, insieme agli omologhi quotati a Washington. “Trump sarà più aggressivo di quanto sarebbe stata Clinton sul tema delle spese militari – si legge ancora in un report di Fidelity International – Il magnate ha infatti puntualizzato che l’attuale quota del 3% del Pil destinata alla spesa militare è troppo bassa e che intende riportarla attorno al 6% come in passato. Ciò favorirebbe dunque i produttori di attrezzature militari e di armi”. La Borsa ne sta già approfittando.

LE ASSICURAZIONI SANITARIE FESTEGGIANO

E ancora, i titoli farmaceutici hanno subito un balzo da entrambi i lati dell’Atlantico. Il settore sanitario negli Stati Uniti è quasi completamente privato, ma con una presenza dello Stato rafforzata dall’Affordable care act di Barack Obama che ha calmierato i prezzi delle assicurazioni affinché tutti ne avessero accesso. Trump vuole eliminate questa riforma e tornare al passato con tanti ringraziamenti da parte delle assicurazioni sanitarie, che volano giù sulle Borse.

RECORD FINANZA

Record per i titoli finanziari che sono cresciuti del 4% a Wall Street, segnando il record dal 2011, grazie soprattutto alla performance di Goldman Sachs e Caterpillar: gli investitori si aspettano che Trump liberalizzi nuovamente il mercato “consentendo all’industria finanziaria di essere meno regolamentata sotto la sua presidenza”, rileva John Stadtler, responsabile dei servizi finanziari Us di PwC.

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