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Trump_&_Clinton

Dove eravamo rimasti?  In maggio avevamo espresso qualche dubbio sulle reali potenzialità della candidatura di Hillary Clinton. Ora che le conseguenze della sua vulnerabilità si sono manifestate, riproponiamo le considerazioni di allora integrandole con qualche osservazione sull’esito del voto.

Gli Stati che hanno consegnato il Collegio Elettorale a Trump sono quelli della cintura industriale del Mid-West: Obama li aveva presi tutti tranne l’Indiana nel 2012, quest’anno Trump si è aggiudicato non solo l’Ohio ma anche la Pennsylvania, il Wisconsin e (se confermato) il Michigan, che non andavano ad un Repubblicano dagli anni Ottanta. L’esito tuttavia ha un precedente: nella cintura industriale, la Clinton era già uscita sconfitta dalla sfida con Bernie Sanders, ovunque il voto delle primarie fosse aperto a tutti gli elettori (e non soltanto a quelli registrati come democratici) e l’8 novembre ha ripetuto il disastro perdendo, rispetto ad Obama, più di un milione di voti nella regione tra la Pennsylvania e il Minnesota. Attenzione: sono voti persi dalla Clinton, solo in parte guadagnati da Trump. Evidentemente, non era lei il candidato giusto per la classe operaia: e qualcuno può davvero stupirsene? Se un leader politico che ha sostenuto la globalizzazione e la delocalizzazione produttiva verso Paesi a basso salario non è riuscito ad imporsi tra gli operai americani come candidato progressista credibile, è semplicemente perché non lo era! Quegli elettori hanno dapprima gridato il loro entusiasmo per il programma socialdemocratico e protezionista di Sanders; inascoltati, hanno finito per mandare alla Casa Bianca un uomo d’affari che magari farà inorridire intellettuali e signore in eco-pelliccia, ma che ha avuto almeno l’astuzia di contestare il senso comune liberista sul quale Repubblicani e Democratici a Washington concordano.

Quindi non fatevi ingannare dalle apparenze: è a Sinistra che Hillary Clinton e il Partito Democratico hanno perso queste elezioni.

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Come volevasi dimostrare: le elezioni si vincono (e si perdono) a Sinistra

Dove eravamo rimasti?  In maggio avevamo espresso qualche dubbio sulle reali potenzialità della candidatura di Hillary Clinton. Ora che le conseguenze della sua vulnerabilità si sono manifestate, riproponiamo le considerazioni di allora integrandole con qualche osservazione sull’esito del voto. Gli Stati che hanno consegnato il Collegio Elettorale a Trump sono quelli della cintura industriale del Mid-West: Obama li aveva presi…

MARIA ELENA BOSCHI, banca etruria

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Accordo saltato fra maggioranza e opposizioni in Parlamento su alcune norme bancarie da inserire nel decreto fiscale. Ecco fatti, ricostruzioni e indiscrezioni. IL NODO DEL CONGUAGLIO Una norma per “spalmare” su più anni il conguaglio finale per il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. Ne hanno bisogno sia il governo sia le banche e il luogo prescelto era…

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Silvio Berlusconi deve esserci rimasto male, diciamo pure molto male, per la sfida sin troppo sarcastica lanciatagli da Matteo Salvini di starsene pure a casa, consigliato da medici e familiari, disertando il raduno organizzato per domani a Firenze dai leghisti, dai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e dai forzisti più duri, tipo il Giovanni Toti governatore della Liguria. Un raduno…

Donald Trump

Donald Trump? Un Machiavelli americano. Parola di Ignatius

"Donald Trump is the American Machiavelli". Il Washington Post titola così un commento della star degli opinionisti David Ignatius. Vale la pena parlarne. Può essere "un bugiardo", "un bullo" e ha un "vorace appetito sessuale", tra le qualità che il filosofo fiorentino riteneva importanti per un leader, dice Ignatius: "Nessuno vorrebbe un dittatore neo-feudale a condurre una democrazia del 21° secolo, si potrebbe…

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