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Colpo grosso per le imprese con la legge di bilancio. La manovra “premia” in particolare le aziende. A sostenerlo non è il quotidiano comunista il Manifesto, ma La Stampa di Torino. “Alle imprese più del doppio dei fondi programmati per pensioni e sanità”, titola il quotidiano diretto da Maurizio Molinari.

I NUMERI DEL FATTO QUOTIDIANO

Ma andiamo con ordine e partiamo dai grandi numeri della manovra finanziaria. Scrive oggi Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano: “Alla Commissione europea aspettano di leggere qualcosa di più preciso prima di esprimersi sull’ultimo strappo del governo: portare il rapporto tra deficit e pil al 2,3% nel 2017 invece che al 2 annunciato come obiettivo pochi giorni fa. Quasi 4,5 miliardi di deficit in più”.

L’APPROFONDIMENTO DELLA STAMPA

Scrive nell’articolo del quotidiano La Stampa Alessandro Barbera: “L’intervento di gran lunga più costoso è quello anche andrà a favore delle imprese: 5,4 miliardi. La ragione è in un dettaglio non trascurabile – aggiunge Barbera – sin dall’anno scorso il governo aveva messo a bilancio una riduzione dell’Ires di 3,5 punti, al cambio quattro miliardi”. A questo, sottolinea La Stampa, va aggiunto il pacchetto Industria 4.0 (qui tutti i dettagli nell’articolo di Formiche.net) preparato dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, altri 1,4 miliardi: “Non tutte le spese impatteranno sul bilancio del 2017: il piano sale a 2,4 miliardi nel 2018 e a 3,6 miliardi nel 2019”. Conclusione della Stampa: “Cinque e più miliardi alle imprese sono oltre il doppio di quel che la manovra stanzia rispettivamente per il rafforzamento del fondo sanitario e le pensioni (2 miliardi), i rinnovi dei contratti e le assunzioni nel pubblico impiego (1,9 miliardi)”. A questi 5,4 miliardi, rimarca Barbera, andrebbero poi aggiunti i 2,8 miliardi che – stando alle tabelle di Padoan – costituiscono la voce investimenti e i circa 800 milioni per la nuova decontribuzione, il piano garanzia giovani e l’alternanza scuola lavoro”.

LA SANATORIA FISCALE SECONDO REPUBBLICA

Oggi il quotidiano la Repubblica approfondisce la parte fiscale della Legge di Bilancio. Settantacinque miliardi di euro in cartelle da rottamare: 50 di crediti ancora esigibili e 25,4 attualmente oggetto di rateizzazione: “E’ questa – scrive Roberto Petrini – la platea della megasanatoria che consentirà a chi ha debiti conclamati con il fisco di metterci una pietra sopra. Dalle multe, all’Imu, dalla Tasi, all’Irpef, dall’Irap all’Iva: dal 1° gennaio del prossimo anno arriverà a tutti i contribuenti interessati forse l’ultima delle lettere di Equitalia che poco dopo sarà inglobata dall’Agenzia delle entrate. «Il suo debito è di questa entità, le proponiamo una definizione agevolata che le costerà la seguente cifra», suonerà più o meno la comunicazione”.

L’ANALISI TRIBUTARIA DEL CORRIERE DELLA SERA

Il Corriere della Sera invece sottolinea una sorta di doppio binario mediatico in campo fiscale da parte del governo: rimarcare le misure “populiste”, non enfatizzare troppo invece i provvedimenti anti evasione di stampo vischiano (dal nome dell’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco). Scrive Federico Fubini sul quotidiano Rcs: “Nella legge di Stabilità appena varata emerge un’altra inversione di senso tipicamente italiana: il governo tende a far risaltare certe novità dagli effetti controversi, mentre dà l’impressione di voler passare sotto silenzio quelle più utili e virtuose. La divergenza è così netta da far pensare che nell’esecutivo qualcuno consideri solo le prime popolari, mentre altre che alla lunga sarebbero più nell’interesse degli italiani sembrano così tossiche che è meglio non parlarne”. Niente di tutto questo – secondo Fubini – “ha impedito al governo di inserire nella sua proposta di legge di Bilancio misure fiscali del secondo tipo, efficaci nella lotta all’evasione. In particolare, c’è un’iniziativa potenzialmente in grado di trasformare il rapporto di cinque milioni di piccoli e medi imprenditori italiani con il Fisco: la fatturazione elettronica delle transazioni fra imprese private, con segnalazione digitale all’Agenzia delle Entrate a scadenze costanti. Un adeguamento tecnico, a prima vista. Ma quando di recente è scattato in Portogallo, il governo di Lisbona si è accorto che le entrate da imposte indirette salivano del 10% anno dopo anno”.

Legge di bilancio, ecco chi gioisce di più fra imprese, statali e pensionati

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