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La riforma Renzi-Boschi ha radici lontane e riferimenti recenti. Le radici lontane risalgono addirittura alla Costituente: non va dimenticato che la proposta che la Commissione incaricata fece all’Aula, nel gennaio 1947, prevedeva proprio un Senato composto (anche) da rappresentanti dei consigli regionali. Poi prevalse la soluzione del doppione (elezione diretta e stesse competenze sia per la Camera sia per il Senato).

Tutte le proposte di riforma fallite in passato hanno puntato a una differenziazione radicale fra Camera e Senato (il doppione non ha e non ha mai avuto senso). Venendo a tempi recenti un riferimento preciso è la proposta Violante (2007) che però non fece strada nella brevissima XV legislatura (2006-2008, quella del II governo Prodi) e – soprattutto – il lavoro della Commissione di esperti nominata dal governo Letta (2013) e guidata dall’allora ministro Quagliariello. Varato nel febbraio 2014 il governo Renzi sono stati gli uffici del ministro per le riforme costituzionali (Maria Elena Boschi) a predisporre un progetto che raccoglieva e completava le proposte precedenti: diventando l’AS1429 (fu infatti presentato al Senato mentre la nuova legge elettorale, delle stesse settimane, iniziava il suo percorso alla Camera).

Il testo iniziale del governo è stato profondamente inciso in sede parlamentare (con miglioramenti, integrazioni, e qualche peggioramento). Esso ha subito una riscrittura incisiva al Senato, grazie soprattutto al lavoro dei relatori, Anna Finocchiaro (Pd) e Roberto Calderoli (Lega). Gli emendamenti approvati sono stati decine, ricambiando 27 dei 43 articoli della Costituzione toccati dalla proposta governativa. Poi una serie di modifiche ed emendamenti (calcolati in circa il 10-15% del testo Senato) sono stati approvati anche dalla Camera (18 articoli modificati su 45). Infine il Senato ne ha approvati altri sette (ritoccandone 4), in un paio di casi ripristinando il proprio testo precedente.

Il testo Senato 2 (per dire così), dell’ottobre 2015 è diventato quello definitivo, fatto proprio dalla Camera l’11 gennaio 2016, nuovamente approvato dal Senato il 20 gennaio e – infine – per la seconda volta alla Camera il 12 aprile 2016 con le modificazioni al progetto apportate nei diversi passaggi parlamentari.

Settimo di una serie di approfondimenti. Qui si può leggere il primo, qui il secondo, qui il terzo, qui il quarto, qui il quinto, qui il sesto. Qui si può leggere il testo completo.

Maria Elena Boschi

Chi ha scritto la riforma della Costituzione con Maria Elena Boschi

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