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In quest’ultimo scorcio di campagna elettorale anche Piero Fassino ha deciso di tirare fuori gli artigli. Il sindaco uscente di Torino ha capito che per assicurarsi la vittoria al ballottaggio contro la grillina Chiara Appendino deve agitare lo spauracchio di un’amministrazione comunale a 5 Stelle pronta a bloccare lo sviluppo città, puntando il dito contro quello che al confronto di domenica scorsa su Rai3 da Lucia Annunziata a In ½ ora ha definito come “il cartello dei no”.

FASSINO SE LA PRENDE CON L’ASSESSORE IN PECTORE

Nel mirino di Fassino è finito in particolare l’assessore in pectore all’Urbanistica di un’ipotetica giunta torinese a 5 Stelle: si chiama Guido Montanari, è attualmente assessore sempre all’Urbanistica nella giunta civica con simpatie grilline del Comune di Rivalta, ed è un architetto e docente universitario. Contro di lui così sì s’è scagliato l’ultimo segretario dei Ds al confronto tv di domenica scorsa: “Chiedo all’Appendino: ha indicato come assessore all’Urbanistica un architetto che dice ‘no alla Città della Salute, no al recupero di Torino Esposizioni, no alla riqualificazione di Italia ’61, no alla Tav’, cioè è tutto un no. Come si crea sviluppo? Come si crea lavoro? Appendino rappresenta il cartello del ‘no a tutto’, non si capisce dov’è il sì. Il futuro non si costruisce solo con i no’”.

CHI E’ GUIDO MONTANARI?

Ma chi è questo Guido Montanari che Fassino ha voluto erigere a simbolo del probabile (a suo dire) immobilismo di un governo cittadino pentastellato? Cinquantanove anni e architetto, è un docente universitario associato di Storia dell’architettura al Politecnico di Torino (qui il suo curriculum); da convinto ambientalista, è stato presidente della commissione per il paesaggio e tra i promotori del comitato “Non grattiamo il cielo” e del forum “Salviamo il paesaggio”. Il suo è stato uno dei primi nomi indicati dalla candidata grillina e la scelta ha confermato un feeling già instaurato da tempo; nel settembre scorso Montanari era stato infatti invitato al Movifest a parlare di piano regolatore, per poi ricevere in seguito l’incarico di coordinare i gruppi tematici dei grillini sulla trasformazione urbana

COSA (NON) BLOCCARE A TORINO

Secondo il j’accuse di Fassino, la coppia Appendino-Montanari una volta alla guida del Comune finirebbe per bloccare una serie di progetti di sviluppo, a partire da quello della Città della Salute, il grande ospedale di cura e ricerca che dovrebbe essere realizzato nell’area ex Fiat Avio con la costruzione di un nuovo complesso, ma che il Movimento 5 Stelle intende invece riportare al progetto originario del governatore leghista Roberto Cota che prevedeva la ristrutturazione delle vecchie Molinette con la realizzazione della torre chirurgica. Da qui anche la polemica sui fondi in arrivo dal Governo, in mezzo alla quale è finita pure la ministra renziana Maria Elena Boschi.
Ci ha pensato poi la Stampa a descrivere la “nuova urbanistica M5S” (qui l’articolo) con un parallelismo su quanto potrebbe accadere a Roma e Torino in caso di giunte grilline. “È l’urbanistica il terreno su cui già si misura la sfida al Pd di Virginia Raggi e Chiara Appendino nei ballottaggi a Roma e Torino – ha scritto Giuseppe Salvaggiulo – . Come assessori hanno indicato due ‘urbanisti gemelli’: Paolo Berdini e Guido Montanari. Nomi pesanti con radici accademiche, noti nelle città per le numerose battaglie civili, stessi maestri e una comune radice culturale, ‘prima che la sinistra buttasse alle ortiche l’urbanistica’. Le loro idee: stop al consumo di suolo, revisione al ribasso dei piani regolatori, più trasporto pubblico, no alla privatizzazione del patrimonio immobiliare comunale. Proclamano ‘la fine dell’urbanistica neoliberista» e una soluzione di continuità con le giunte di centrosinistra’”.

LA VERSIONE DI MONTANARI

Il diretto interessato, l’aspirante assessore Montanari, in un lungo post su Facebook di qualche giorno fa (eccolo) ha spiegato che “non fermeremo ciò che di positivo è in corso, cercheremo di migliorare quanto è migliorabile e di bloccare solo ciò che va contro la qualità della vita dei cittadini”. Quindi ha specificato la sua posizione su ben 20 interventi, dal completamento della Linea 1 della metropolitana che “continuerà” mentre “la Linea 2, che non è neppure avviata, si farà avviando procedure di approfondimento partecipato con la cittadinanza per definirne il percorso”. Sulla nuova Città della Salute al Lingotto così si è espresso: “Siamo contrari a quel progetto perché vogliamo realizzare la prima ipotesi di città della salute nell’area delle Molinette”. Per quanto riguarda “la nuova torre ad uffici in prossimità della stazione ad Alta Velocità di Porta Susa”, Montanari ha precisato che “si farà con risorse private e non possiamo bloccarla anche se raddoppia l’impatto paesaggistico dell’inutile grattacielo della Banca Intesa”.

Guido Montanari, chi è il Signor No che Chiara Appendino vuole all’Urbanistica di Torino

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