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Salgono tutti sul ring di Muhammad Alì, i protagonisti di Usa 2016, ma Donald Trump ha il ruolo di Sonny Liston e finisce goffamente al tappeto: cerca di lavare via con un tweet di maniera e opportunistico le recenti polemiche, mentre i Clinton celebrano commossi il rapporto vero e intenso fra loro e il campione. E, infatti, su richiesta della famiglia, sarà l’ex presidente Bill Clinton a fare l’elogio funebre durante il tributo pubblico in memoria del “più grande di tutti i tempi” scomparso.

A Louisville in Kentucky, città natale di Cassius Marcellus Clay, giovedì si celebreranno le esequie in forma strettamente privata, presenti i familiari, mentre venerdì ci sarà l’evento pubblico, che prevede anche un corteo funebre.

Gli Stati Uniti – ha detto Hillary Clinton, ricordando il campione in California dove fa campagna per le primarie di martedì 7 – sono un Paese “dove la gente può abbattere le barriere, dove può scegliere il proprio Dio, dove può scegliersi il nome”: parole che sono un epitaffio per il campione, ma che suonano anche critica esplicita alle posizioni anti-musulmane espresse da Trump, che l’avevano messo in aperta polemica con Muhammad Alì, un convertito all’Islam.

Stessa nota nel tributo reso dall’altro candidato alla nomination democratica Bernie Sanders, che sottolinea l'”incredibile coraggio” del campione, che così “ha toccato il cuore degli americani più che per le sue doti nella boxe”. Sanders aggiunge: “Non ci dite però adesso quanto amate Muhammad Ali, se poi discriminate i musulmani”.

Subito dopo la notizia della morte, Trump aveva diffuso un tweet “precotto”: “Un grande campione e una persona meravigliosa. Mancherai a tutti!”.

Più commosso il messaggio di Bill Clinton: ”Ciao, amico mio. Sei stato grande in così tanti modi”. Poi, c’è stato un messaggio familiare: “Io e Hillary siamo rattristati per la morte di Muhammad Ali. Dal giorno in cui vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1960, gli appassionati di pugilato sapevano che non avrebbero mai più visto in un unico boxeur quel mix di bellezza e grazia, di forza e velocità”.

Nel gennaio 2001, prima di lasciare la Casa Bianca, Clinton gli consegnò la Medaglia presidenziale per i cittadini, la seconda più alta onorificenza statunitense destinata ai civili. La prima, la Medaglia presidenziale della libertà, gli venne poi assegnata da George W. Bush. “Negli anni l’abbiamo visto coraggioso sul ring, fonte di ispirazione per i giovani, compassionevole con le persone bisognose, forte e autoironico di fronte alla malattia. I nostri cuori e i nostri pensieri vanno alla moglie Lonni, ai suoi figli e a tutta la sua famiglia”, conclude Clinton.

Le reazioni dei Clinton si integrano ai messaggi del presidente Obama, secondo cui Muhammad Alì ha resto “il Mondo migliore”: il presidente, che ha chiamato la moglie Lonni, dicendole come l’esempio del campione abbia “cambiato in corso della storia”, ha ricordato di avere nel suo studio i suoi guantoni.

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