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L’idea del condominio di più operatori nel controllo di Metroweb è definitivamente tramontata, e il cambio di direzione deciso dalla Cassa Depositi e Prestiti ha rimesso in gioco Telecom nella partita sulla fibra ottica, visto che l’operatore tlc guidato da Flavio Cattaneo e Giuseppe Recchi ha sempre chiarito che un ipotetico acquisto di Metroweb sarebbe stato per la maggioranza della società.

Il vento in tal senso è cambiato di recente e adesso la società infrastrutturale (il cui principale asset è la rete in fibra di Milano) è contesa fra Telecom ed Enel, che dietro le quinte continua ad avere sponsor politici che fanno pressioni perché alla fine si aggiudichi il controllo di Metroweb. Allo stesso modo, è chiaro da tempo che la soluzione industriale preferita dalla Cdp porta a Telecom, partendo anche dal presupposto (e su questo tema cominciano a convergere più opinioni) che avere reti concorrenti sullo stesso territorio non ha logica economica e comporta uno spreco di risorse finanziarie.

I contatti fra Telecom e Cdp per arrivare a uno «scambio» tra Metroweb e Telecom Italia Sparkle sono concreti e mirano a concludere la trattativa in tempi brevi. Per di più con l’ingresso di Cdp in Sparkle, il governo metterebbe a tacere le paure legate alla security internazionale (visto che la rete tlc di Sparkle connette più aree del mondo, molte delle quali nel Mediterraneo).

Il nodo, come sempre accade, è il prezzo, visto che i numeri circolati in questi giorni non sembrano realistici. Se ne sono accorti gli analisti di Equita che ieri hanno scritto che un deal realizzato valutando Metroweb 15-20 volte l’ebitda e Ti Sparkle 8-9 volte sarebbe «un po’ penalizzante» per Telecom. Gli esperti sono stati quasi eccessivamente prudenti nei giudizi. Sparkle è una società priva di debito, con un business già avviato, e che ha generato circa 190 milioni di ebitda a fine 2015, mentre Metroweb è una società il cui business è legato a Milano e la cui espansione richiederà nuovi investimenti, Lo scorso esercizio è stato chiuso con un mol dell’ordine dei 50 milioni. Non si spiega quindi perché applicare multipli così differenti. Difficile che il cda di Telecom possa approvare una cessione a prezzi fuori mercato.

Ipotizzando un multiplo intorno a 10 volte l’ebitda per entrambe le società (e considerando che il deal allo studio prevede che la quota F2i di Metroweb sia liquidata cash mentre il 46% di Cdp-Fsi verrebbe compensato con azioni di Sparkle) Metroweb varrebbe intorno a 500 milioni e Sparkle intorno a 1,9 miliardi e quindi a fine operazione Cdp deterrebbe il 10-15% circa di Sparkle. Stante la logica industriale dell’affare, è chiaro che adesso la partita si giocherà attorno a questi numeri. Con l’intenzione da parte di entrambe le parti di valorizzare al meglio le rispettive quote. Ieri intanto si è tenuto il primo incontro tra il neo ad Cattaneo e le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom. Il ceo, come si legge in un comunicato di Telecom, ha sottolineato ai sindacati «la volontà del management di rafforzare il piano industriale 2016-2018 con misure integrative atte a perseguire una maggiore efficienza»

(Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

telecom Flavio Cattaneo

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