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Nel primo giorno dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, un presunto sabotaggio alle linee ferroviarie tra Bologna e Pesaro ha mandato in tilt la circolazione su una parte rilevante della rete nazionale. Ritardi, cancellazioni e deviazioni hanno colpito i collegamenti di mezza Italia, causando disagi a migliaia di viaggiatori proprio mentre il Paese si presentava alla comunità internazionale nella sua vetrina olimpica.

Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di un atto doloso riconducibile ad ambienti anarchici, ma al momento non sono arrivate rivendicazioni e nessuna pista viene formalmente esclusa. I magistrati stanno valutando gli atti e, secondo quanto filtra, il fascicolo dovrebbe essere aperto contro ignoti per le ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Il quadro investigativo resta aperto. Ma il significato politico dell’episodio emerge già con chiarezza.

Il precedente francese. Colpire lontano dal centro, nel giorno simbolo

Quanto accaduto in Italia richiama inevitabilmente quanto visto in Francia il 26 luglio 2024, giorno della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Parigi 2024. Mentre Parigi era blindata da migliaia di agenti, militari e sistemi di sicurezza senza precedenti, i sabotatori hanno colpito lontano dalla capitale, in punti apparentemente marginali ma strategici della rete ferroviaria ad alta velocità.

Tra l’una e le cinque del mattino, infrastrutture di segnalamento ed elettriche della SNCF sono state incendiate o danneggiate in almeno cinque località: Courtalain, Pagny-sur-Moselle, Croisilles. Un quarto attacco, nei pressi di Vergigny, è stato sventato per caso dalla presenza di tecnici impegnati in manutenzione. Piccoli siti, ma collocati in nodi cruciali del sistema TGV.

L’effetto è stato immediato. Nel giorno del “grand départ” estivo e dell’apertura dei Giochi, l’alta velocità francese è andata in crisi: stazioni congestionate, collegamenti internazionali rallentati, ritardi fino a due ore e numerose cancellazioni. La compagnia ferroviaria nazionale francese ha parlato di un’azione “massiccia, coordinata, mirata a paralizzare il servizio”. Il governo ha evitato attribuzioni affrettate, pur riconoscendo la natura deliberata degli incendi.

Attribuzione difficile, impatto immediato

In Francia come in Italia, l’elemento comune non è tanto la matrice, ancora oggetto di accertamento, quanto la scelta del bersaglio. Le reti ferroviarie rappresentano infrastrutture estese, difficili da proteggere integralmente, ma decisive per il funzionamento quotidiano del Paese e per la riuscita di un grande evento.

Colpire i binari porta a stressare lo Stato nel momento di massima esposizione. Costringerlo a reagire, a spiegare, a rassicurare. È una forma di pressione che opera più sul piano simbolico e sistemico che su quello distruttivo, sfruttando l’asimmetria tra apparati di sicurezza concentrati sui luoghi iconici e vulnerabilità diffuse sul territorio.

Il sabotaggio come linguaggio politico

Il parallelo tra Parigi 2024 e Milano-Cortina 2026 suggerisce una tendenza ormai consolidata. Il sabotaggio infrastrutturale come azione ostile asimmetrica e strumento di pressione politica.

In un’Europa attraversata da tensioni ibride, radicalismi frammentati e interferenze esterne difficili da attribuire, i grandi eventi diventano amplificatori perfetti. Ogni interruzione, anche temporanea, solleva domande sulla resilienza dello Stato e sulla sua capacità di proteggere le proprie infrastrutture critiche.

Per questo, al di là delle responsabilità penali che verranno accertate, quanto accaduto sui binari italiani nel giorno inaugurale di Milano-Cortina 2026 va letto come qualcosa di più di un fatto di cronaca, da collegare a quanto accaduto a Parigi 204 e da mettere a sistema, indagando su tracce nazionali ma porgendo l’occhio a chi utilizza il sabotaggio e l’azione sottosoglia come metodo.

Olimpiadi sotto stress. Dai binari francesi a quelli italiani, il sabotaggio come messaggio

I sabotaggi alle reti ferroviarie durante le Olimpiadi di Parigi 2024 e quelle nel primo giorno di Milano-Cortina 2026 mostrano una vulnerabilità ricorrente delle infrastrutture critiche nei grandi eventi internazionali. Dalla Francia all’Italia, colpire i binari significa stressare lo Stato nel momento di massima esposizione, mettendo alla prova sicurezza, resilienza e capacità di risposta istituzionale

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