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Calciatori, deputati garanti per caso, movimentazioni sospette di somme per alcuni milioni di euro su conti correnti aperti e talvolta chiusi alla velocità della luce, spesso riconducibili ad alcuni degli indagati o alle loro società, segnalazioni favorevoli pur in situazioni di sofferenza e criticità dei correntisti da parte degli organi deputati al controllo in materia di antiriciclaggio.

Questo lo scenario svelato dal dossier stilato dal pool ispettivo di Bankitalia, coordinato da Maria Grazia Garofalo, sull’attività della BCC di Terra d’Otranto fino al 2014, anno chiuso col commissariamento dell’istituto . Un documento che porta indietro nel tempo di un paio d’anni, ma viene a galla al completo solo adesso, in attesa delle conclusioni dell’inchiesta della procura di Lecce sull’istituto salentino. Le informazioni contenute nel rapporto della Banca d’Italia sono le stesse in possesso di Ros e Guardia di finanza, che indagano su binari paralleli dell’intricata vicenda.

Diciassette i conti correnti che figurano nelle Integrazioni informative relative alle Segnalazioni di operazioni sospette – Sos – inoltrate alla Unità d’Informazione Finanziaria, riconducibili in maniera diretta o indiretta ad alcuni dei 15 indagati, a vario titolo, per truffa e riciclaggio, anche aggravati. Di quei conti gli ispettori parlano anche nell’allegato relativo agli “elementi di dettaglio sulle principali operazioni rilevanti sotto il profilo antiriciclaggio”.

1) Al gruppo economico Acquaviva si riconducono in qualche modo 6 rapporti:

– uno del novembre 2013, intestato a Bruno Acquaviva che “nei primi mesi del 2014 ha accolto movimentazioni per complessivi 1 milione di euro circa, essenzialmente costituiti da transazioni aventi quali controparti le citate Ecosal e G.B.S. e nominativi ricorrenti […], che hanno contribuito a costituire la provvista utilizzata a mezzo assegni bancari e bonifici in favore del medesimo Bruno Acquaviva, G.B.S. e di altri soggetti terzi”. Inoltre in data 22.5.2014 la Bcc segnala un’operazione anomala: “un bonifico in entrata per 50mila euro con controparte un calciatore di fama internazionale con causale prestito infruttifero”.

– uno dell’ottobre 2013 in capo a Ecosal, società attiva nello smaltimento rifiuti. “Incoerente la complessiva movimentazione, pari nei primi mesi del 2014 a circa 6 milioni di euro, nonostante che da visure camerali la società risulti avere fatturato nullo e perdite di bilancio”. La provvista risultava originata, tra gli altri, da “versamento di assegni circolari e da un bonifico di 2,685 milioni di euro della Asl di Lecce…” (A tal proposito si ricorda, sul fronte delle indagini, che gli inquirenti hanno acquisito dagli uffici della direzione generale Asl Lecce la documentazione su un contenzioso in atto con una delle aziende facenti capo ai fratelli Acquaviva);

– uno acceso a dicembre 2013 ed estinto a settembre 2014, a nome di G.B.S., società di pubblicità “con capitale sociale di 10mila euro” ma con “movimentazioni complessive per 1,26 milioni di euro”. Sono “risultate incoerenti con il profilo soggettivo le complesse transazioni”;

– Due accesi a nome della Alla R.A. costruzioni di Brindisi – segnalata anche nel rapporto del Co.Se.Ba.-, presso la filiale di Lecce, ad agosto 2013 e ad aprile 2014.

Nella relazione degli ispettori si legge che, sul primo conto la movimentazione “complessiva è di 3,150 milioni di euro circa”, mentre sul secondo sono state evidenziate “transazioni per 540mila euro”. “Sul conto della citata società – scrivono gli ispettori – numerosi articoli di stampa evidenziano il coinvolgimento in procedimenti giudiziari per traffico illecito di rifiuti con riferimento a subappalti ottenuti a Milano”.

Inoltre, su “tali rapporti si registrano in assenza di apparenti relazioni commerciali, bonifici in arrivo dalla Ecosal e disposizioni in favore della G.B.S.”.

A tale società, inoltre, risulta concesso un mutuo da 480mila euro per l’acquisto di immobili di due donne, a mezzo procuratore. Gli accordi “propedeutici alla stipula del mutuo sono intercorsi tra la banca, il signor Bruno Acquaviva, in assenza di qualsiasi legame formalizzato tra tale ultimo nominativo, la citata R.A. e il procuratore”; un conto acceso a febbraio 2014 a Lecce, intestato alla A.V.Motors Srl, di cui “era amministratore fino al 28.1.2014 Simone Acquaviva”.

Il nome di uno degli imprenditori, torna e s’incrocia, inoltre, con una società per la gestione di una palestra, intestata ad una terza persona, per un assegno di 15mila euro (conto aperto presso la filiale di Lecce)

2) Al gruppo familiare Sperti/Fella e ad un congiunto stretto, gli ispettori collegano 4 conti correnti presso la filiale di Monteroni, una delle sei di BCC:

– uno acceso a febbraio 2013 ed estinto a gennaio 2014, intestato ad una società attiva nel settore dei giochi. Numerosi i versamenti per 104mila euro, rapporto “risultato da subito anomalo sotto il profilo antiriciclaggio per la registrazione di operazioni relative ad assegni circolari e bancari in favore e a carico di soggetti estranei all’attività svolta”;

– uno acceso ad agosto 2012, che registrava “transazioni estranee all’attività esercitata […]. Il controllo mandamentale sollecitava approfondimenti sotto il profilo antiriciclaggio chiedendo verifiche sulla provenienza dei fondi utilizzati per i versamenti di contante”;

– uno acceso ad ottobre 2013 “caratterizzato da anomalie anche per i numerosi versamenti di contante non coerenti con il profilo del titolare”, semplice dipendente pubblico;

– uno aperto addirittura nel 2011 dallo stesso consigliere. E anche qui, evidente sperequazione tra la posizione del titolare (operaio) e “i numerosi versamenti di denaro contante.

Altri 6 conti infine, con movimentazioni sospette vengono segnalati dal pool. Su una posizione, in particolare, viene riferito il nome di un parlamentare, quale garante delle esposizioni di una società titolare di uno di quei conti. Sul conto dello stesso politico inoltre, viene segnalata “una richiesta di emissione di a/c per poco più di mille euro avente quale beneficiario Acquaviva Simone, soggetto rientrante nel perimetro del gruppo Acquaviva sopra descritto”.

Nomi, numeri, dati. Un lavoro a ritroso nel tempo, tutt’altro che datato considerata l’attualità della vicenda. Ora Bcc di Terra d’Otranto ha un nuovo cda, eletto il 31 gennaio scorso sconfessando i ferrei diktat della Banca d’Italia. I conti col passato però sono ancora tutti aperti.

Ecco cosa è successo davvero alla Bcc Terra d'Otranto

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