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Il sito specialistico Defence-Blog ha pubblicato il video di un T-90 russo (che assorbe il colpo) in dotazione all’esercito siriano colpito da un missile anticarro Tow sparato dai ribelli. Sarebbe avvenuto a nordest di Aleppo, nell’area di Al Bab. I T-90 sono i carri armati di punta dell’esercito russo, e sono equipaggiati con uno speciale dispositivo per deviare la designazione laser del bersaglio dei missili anticarro (il sistema di difesa si chiama Shotra ed è quella soprastruttura aggiuntiva che si vede sopra la torretta del carro nel video). I BGM-71 TOW (“Tube-launched, Optically tracked, Wire-guided”) sono armamenti di origine statunitense che sono stati forniti ai ribelli siriani per diminuire il gap con i corazzati del regime.
[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=fYOJSz1WOEg[/youtube]

I TOW

Proprio grazie ai Tow, che arrivano in Siria attraverso un accordo che la Cia ha stipulato con alcuni alleati regionali che si occupano della consegna finale (Turchia, Arabia Saudita e Qatar), le opposizioni sono riuscite a respingere, almeno inizialmente, l’avanzata delle forze governative aiutate dai russi, soprattutto nell’area di Idlib.

Il programma, che prevede anche una fase di addestramento all’uso dell’arma (di cui gli americani si occupano personalmente, mentre i missili arrivano soprattutto dagli arsenali sauditi, dato che negli anni passati Riad ne ha fatto una scorta immensa) ha preso nuovo vigore negli ultimi mesi, dopo che per lungo tempo ha proceduto a rilento.

Alcuni di questi sistemi anticarro hanno incluso un kit per il riconoscimento delle impronte digitali che sblocca il grilletto: senza riconoscimento non si spara, questo perché c’è preoccupazione che le armi finiscano in mani sbagliate, ossia gruppi estremisti come Jabhat al Nusra, Ahrar al Sham o lo stesso Stato islamico. Inoltre le fazioni che hanno ricevuto i missili, che in gergo tecnico sono definite “vetted” ossia esaminate (nel senso che non hanno deviazioni islamiste e sono quelle che giornalisticamente vengono definiti “ribelli moderati”), devono per contratto riprendere i lanci, per questo – oltre che per ragioni di propaganda – se ne vedono a iosa postati su Youtube . È un modo per far tornare i conti: tanti missili vengono consegnati, tanti devono essere sparati, sempre nell’ottica di evitare che finiscano in mani sbagliate.

Un paio di settimane fa sui social network era circolata una lista ritenuta abbastanza affidabile con i prezzi degli armamenti in Siria, da cui si può vedere che i Tow costano molto poco ai ribelli.

IL GRUPPO DEL LANCIO

Il lancio ripreso, come individuabile dallo stemma in alto a sinistra de video, è stato effettuato dalla Suqour al Jabal Brigade, un’unità combattete US-backed guidata dal capitano disertore dell’esercito Hassan Haj Ali che si copre dell’ombrello del Free Syrian Army. Il comandante raccontò a BuzzFeed che lui e i suoi uomini hanno ricevuto addestramento militare da parte di advisor americani sia in Qatar che in Arabia Saudita. Il Carter Center, organizzazione non-profit americana fondata dall’ex presidente Jimmy Carter, sostiene che il gruppo è uno degli 11 a ricevere coordinamento da un’operation room che funzionari occidentali e arabi condividono in Turchia. Tuttavia nell’area di Idlib la brigata Suqour al Jabal avrebbe combattuto le forze di Bashar el Assad anche al fianco di Ahrar al Sham e della qaedista al Nusra, che Washington considera terroristi. Il gruppo guidato da Haj Ali è stato anche più volte bombardato dai jet russi, nonostante fosse alleato degli Stati Uniti e combattesse contro lo Stato islamico, perché rivale di Assad.

IL RITORNO DEI FLUSSI DI TOW

Il video ripreso da Defence-Blog, oltre ad essere interessante dal punto di vista tecnico, perché dimostra che lo Shotra non è infallibile (anche se il lancio potrebbe aver fatto centro perché il sistema era stato spento), ha anche un valore per quanto riguarda lo sviluppo strategico sul campo, e dunque, come sempre succede in Siria, anche sui tavoli diplomatici. I flussi di Tow, che intorno ad ottobre del 2015 (i giorni successivi all’intervento russo in Siria) avevano raggiunto il picco, nelle ultime settimane sembravano essersi interrotti per poi riprendere, come si vede dal grafico ricostruito da un esperto analista militare. Qualcuno dice che la lunga pausa sia dovuta ad una sorta di pressione che gli attori esterni (Arabia Saudita, Turchia, Qatar e pure Stati Uniti) hanno voluto fare sui gruppi combattenti affinché mostrassero maggiore apertura agli accordi di Monaco, che hanno sancito un cessate il fuoco temporaneo che partirà dalla mezzanotte del 27 febbraio.

Ma la pausa ha riaperto il dislivello tecnico e, insieme ai martellanti bombardamenti russi, ha praticamente fatto perdere il controllo di Aleppo ai ribelli: ora che succede? Gli sponsor esterni hanno ricominciato a foraggiare i ribelli in difficoltà? Che ripercussioni avrà questo sulla già instabile tregua? (E ancora: giorni fa sono stati ripresi militari russi impegnati sul campo, anche se dalla Russia hanno negato sempre qualsiasi genere di coinvolgimento diretto. Si trovavano sul fronte di Palmyra, centinaia di chilometri più a est di Aleppo, ma se anche dentro quel carro centrato dal Tow ci fossero stati militari russi, quale sarà la reazione di Mosca?)

 

(Segnalazione del giornalista esperto di Medio Oriente Cristiano Tinazzi)

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