Skip to main content

Nelle ultime riunioni del Tavolo Tecnico Governo ed Enti locali sembra che le posizioni di entrambi si siano avvicinate.

Ancora una volta pertanto l’Adm (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) ha dovuto mettere mano al documento che aveva rappresentato la base di discussione degli incontri e che aveva trovato sostanzialmente il consenso di massima di tutta la filiera del gioco pubblico.

Restano però ancora da definire gli annosi problemi delle distanze e della quantità di apparecchi da distribuire sul territorio.

Secondo indiscrezioni pare che Adm stia ora per presentare alla Conferenza Stato-Enti locali la nuova proposta di riordino complessivo del gioco fisico.

Dunque ancora una volta i vertici dell’Agenzia provano a contribuire in maniera determinante a varare una riforma che sarebbe veramente storica.

Mai come in questa occasione va registrata la sua consapevolezza di voler raggiungere quell’obbiettivo perseguito da decenni e che nessun governo e nessuna governance dell’Agenzia aveva mai raggiunto.

Con questo ulteriore ed ennesimo passaggio la riforma del gioco fisico non può più essere rimandata e va portata in porto, perché non può più essere procrastinata la gara pubblica, così come ci sta andando il settore del gioco online.

Si rischierebbe, infatti, di subire la stessa sorte del settore dei balneari per il quale l’Europa è dovuta intervenire per infrazione ed inadempienze.

Se si vuole però fare Bingo – per usare un’espressione del settore – occorre un colpo d’ala ed un salto di livello decisionale, cioè bisogna passare dai Tavoli tecnici a quello politico.

Solo la politica infatti può decidere e chiudere su temi “sensibili” come quello delle distanze e del numero di apparecchi, per i quali oltretutto vanno presi in considerazione le più recenti acquisizioni di tipo scientifico (Censis, LUISS, Università Roma Tre, Eurispess, CGia di Mestre ecc. ecc.), di altri istituti di eccellenza (Istituto Supremo di Sanità, Corte dei Conti ecc. ecc.) e degli esponenti politici più esperti del settore.

Ed allora ci permettiamo di suggerire una metodologia di lavoro:

a) si riuniscano e trovino un accordo prima di tutto le regioni amministrate dal centro-destra. Si assumano le responsabilità i loro governatori per arrivare ad un testo concordato così come previsto dalla delega fiscale approvata da tutti.

Sapendo bene che in questa direzione si sono mossi anche governatori della Sinistra come Emiliano in Puglia e De Luca in Campania. E si parta proprio dalle “illuminanti” proposte che arriveranno – presumibilmente – dall’Adm.

Ed in particolare bisognerà:

b) passare dalle distanze fisiche (la metratura) a quelle giuridiche (quanto più ci saranno regole restrittive rispettate per l’esercizio della concessione tanto più di allenteranno i vincoli geografici).

c) assicurare consistenti partecipazioni al gettito degli enti locali come era stato già previsto dalla Conferenza Unificata del 2017 e prima ancora dalle conclusioni dell’Indagine conoscitiva della Commissione Finanze e Tesoro del senato promossa dal sottoscritto e dalla Commissione d’inchiesta sui giochi guidata dal senatore Mauro Maria Marino;

d) sposare la filosofia complessiva a cui dovrà ispirarsi tutto il riordino del gioco secondo la quale dovranno essere ridotte sempre più le normative di tipo localistico per dare spazio a quella nazionale, alla quale devono conformarsi i concessionari dei giochi che sono di natura statali.

Solo in questo modo si potrà evitare per il futuro di aprire polemiche e polveroni ogni qualvolta si affrontino singoli problemi, pezzo per pezzo, ambito per ambito.

Come recentemente è accaduto per il Fondo destinato alle ludopatie di 50 milioni, che molti in mala fede hanno ritenuto fosse stato eliminato, mentre era stato solamente aperto ad altre dipendenze ed aumentato sensibilmente come più volte assicurato dal sottosegretario Alfredo Mantovano.

O come l’asserita abolizione dell’“Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco e delle dipendenze”, che non era mai entrato in funzione e che è stato accorpato all’Osservatorio di dipendenza che esiste, funziona ed ha una sezione ad hoc sulla ludopatia come ha precisato sempre Mantovano.

Per non parlare dei contenziosi presso i Tar, il Consiglio di Stato, i vari tribunali e persino la Corte di giustizia dell’Unione Europea per il divieto di pubblicità.

In conclusione il riordino del gioco pubblico legale previsto dal decreto legislativo 41/24 rappresenta un’occasione storica per definire un quadro normativo stabile e moderno dell’intero settore, per assicurare legalità, sicurezza e competitività, trovando un giusto equilibrio tra tutela della salute del giocatore consumatore, il contrasto alla criminalità, la promozione di un mercato libero e regolamentato e, non ultimo, un adeguato gettito erariale.

Il riordino del gioco legale è un'opportunità, ora parli la politica. L'opinione di Pedrizzi

Il riordino del gioco pubblico legale previsto dal decreto legislativo 41/24 rappresenta un’occasione storica per definire un quadro normativo stabile e moderno dell’intero settore, per assicurare legalità, sicurezza e competitività, trovando un giusto equilibrio tra tutela della salute del giocatore consumatore, il contrasto alla criminalità, la promozione di un mercato libero e regolamentato e, non ultimo, un adeguato gettito erariale. L’opinione di Riccardo Pedrizzi

Vi spiego come funziona la prima banca della Difesa. Parla Rob Murray (Dsr Bank)

La creazione della Dsr Bank rappresenta un passo strategico per colmare il deficit di finanziamento della difesa europea. Secondo Rob Murray, la banca multilaterale garantirà capitali a lungo termine, rafforzando la capacità produttiva del settore e incentivando una nuova cultura del procurement. L’obiettivo? Un’Europa più sicura, resiliente e autonoma nella produzione di sistemi d’arma e tecnologie di difesa

Ibm porta in giro per l'Italia l'Intelligenza Artificiale

È iniziato dalla Luiss di Roma il viaggio 2025 di Ibm per portare nelle regioni italiane tutto il potenziale della combinazione tra tecnologie trasformative e capitale umano adeguatamente formato. Casi pratici e pronti all’uso e un ecosistema affermato per far crescere l’economia del Paese

L'Ue è coesa con l'Ucraina, ora lo sia anche sulla Difesa. Parla Curti Gialdino

Dal Consiglio europeo, esce un’Unione coesa (per lo meno nei suoi 26 Paesi, al netto dell’Ungheria), a sostegno incondizionato dell’Ucraina e contro Putin. E l’Italia, sulle decisioni strategiche, è a pieno titolo allineata ai partner, senza indugi. Per la Difesa Comune serve più coordinamento sugli investimenti Made in Europe, senza dimenticare la sponda transatlantica. Colloquio con Carlo Curti Gialdino, già ordinario di Diritto dell’Unione europea alla Sapienza e vicepresidente dell’Istituto diplomatico internazionale

L’Ue cerca l’accordo con gli Usa e allunga i tempi per una risposta ai dazi

Di fronte all’imminente aumento dei dazi americani, l’Ue decide di posticipare l’entrata in vigore delle contromisure a metà aprile. La scelta apre la strada a negoziazioni per allentare le tensioni commerciali. Lagarde (Bce) mette in guardia sugli impatti economici

Per Cina e Usa il futuro dei conflitti si deciderà nello spazio. Ecco come

Il capo del Pentagono, attualmente impegnato in una revisione complessiva del budget della Difesa a stelle e strisce, annuncia che, per mantenere il proprio vantaggio, Washington aumenterà consistentemente gli investimenti nella Space Force. Nel frattempo, la Cina rincorre e sperimenta nuovi veicoli spaziali capaci di dare battaglia ai satelliti Usa in orbita

ukraine ucraina

Pioggia di droni tra Russia e Ucraina. Nuovo scambio di attacchi nella notte

Mentre Zelensky e Trump lavorano per un cessate il fuoco, dietro le linee del fronte continuano gli attacchi con droni e missili sia in territorio russo che in quello ucraino

C’era anche Figliuolo, numero due di Aise, al summit dell’intelligence in India

Il vicedirettore del servizio per l’estero è volato a Nuova Delhi per gli incontri a margine del Raisina Dialogue. In particolare, per il conclave delle spie e per alcuni bilaterali. La sua presenza conferma i forti rapporti tra i due Paesi anche in materia di condivisione di informazioni

Export positivo, ma il rischio dazi incombe. I numeri del settore farmaceutico

I dati elaborati da Farmindustria e da Iqvia restituiscono una fotografia particolarmente positiva dell’export, che nel 2024 ha raggiunto i 54 miliardi di euro. Ma le misure protezionistiche degli Stati Uniti potrebbero mettere in pericolo il trend positivo del pharma

Europa slegata in movimento. La Marina britannica nell’Indo-Pacifico

La Marina Britannica torna nell’Indo-Pacifico con esercitazioni congiunte con il Giappone. La missione della portaerei Queen Elizabeth punta a garantire stabilità regionale, consolidare alleanze e proteggere gli interessi britannici nel commercio e nella sicurezza

×

Iscriviti alla newsletter