Skip to main content

Volgo infastidito lo sguardo dallo stucchevole dibattersi sulla tragicommedia greca, che in tempi non sospetti paventavo avrebbe condotto ai sorprendenti esiti dei nostri giorni, stupito piuttosto di quanto sia elementale il nostro evo economico, malgrado la sua vanagloriosa complicazione.

Dietro la panoplia degli algoritmi e delle equazioni, s’agitano esserini primigeni, incarnazione degli istinti belluini che forgiano il carattere delle comparse di questa astrusa rappresentazione, ossia ognuno di noi, che come spiritelli bizzosi seminano zizzania per coglier grano, obbedendo così al più remoto dei nostri comandamenti: aver cura del nostro personale interesse infischiandocene degli altri, così come ci ha insegnato la vulgata dell’economia, poetando sui nostri vizi, trasformati d’incanto in pubbliche virtù.

Volgo lo sguardo e finisce che m’imbatto in una bella allocuzione di Claudio Borio, capo del dipartimento monetario della Bis, che in qualche modo restituisce realtà al dibattere economico, strappando il velo di Maya della sua complicazione e ricordandoci una terribile verità sostanziale, che il nostro evo tecnologicamente accelerato disperatamente tenta di obliare: nell’economia il tempo trascorre con grave lentezza.

“Proprio non si direbbe a giudicare dalla costante frenesia dei mercati finanziari – dice Borio – e dal perenne bailamme mediatico che l’accompagna. Ma il tempo economico procede lentamente, molto più lentamente. Gli andamenti che contano davvero, quelli che incidono sulla nostra vita, si sviluppano su periodi lunghi. Il tempo economico andrebbe misurato in anni o in decenni, non in minuti o in microsecondi”.

Questa evidenza mi stupisce non solo per la chiarezza e la fermezza con la quale viene declinata, ma per la sua controfattualità, rispetto all’istintivo accelerare alla quale ci costringe la quotidianità. Davvero pensiamo che questa frenetica corsa per salvarci dal default greco, peraltro ormai conclamato, o da tutti gli altri rischi che Borio ci ricorda con la consueta accuratezza, abbia un autentico senso economico? O sono soltanto epifenomeni che ci distraggono dalla corrente profonda dell’economia che sta segnando la nostra epoca?

A leggere i corposi resoconti che arrivano da Basilea, sembra l’uno e l’altro. La lunga relazione annuale, della quale lo speech di Borio è solo una presentazione, contiene tutto ciò che c’è da sapere su dove stia andando l’economia globalizzata.

Ma è anche una riflessione su una metamorfosi profonda che non dovrebbe lasciarci indifferenti, che il titolo del primo capitolo della relazione riepiloga e che Borio non a caso ripete a conclusione della sua prolusione: “È questa combinazione di tempi economici più lunghi e orizzonti più brevi che contribuisce in definitiva a spiegare le circostanze in cui ci troviamo, e come l’impensabile possa diventare ordinario prima ancora che ce ne rendiamo conto. Non dovremmo permettere che ciò accada”.

Viviamo in un tempo impensabile, quindi, che minaccia di diventare ordinario. “Un anno è passato, e l’economia mondiale non è molto lontana da dove l’avevamo lasciata nel giugno scorso”, ci ricorda Borio, sottolineando come “malgrado i progressi compiuti, l’economia mondiale fatica ancora a scrollarsi completamente di dosso il malessere post-crisi”.

“Il sintomo più visibile di tale malessere – osserva – è la persistenza di tassi di interesse bassissimi. Da un periodo eccezionalmente lungo, ormai, i tassi di interesse risultano straordinariamente bassi in base a qualunque parametro. Per giunta, i rendimenti negativi in alcuni mercati del debito sovrano, semplicemente senza precedenti, hanno esteso i confini dell’impensabile. La recente inversione di rotta dei mercati non cambia fondamentalmente la situazione”.

Tale situazione è “alla base della contraddizione fra l’assunzione di rischio elevata nei mercati finanziari, dove può essere dannosa, e quella modesta nell’economia reale, dove invece ci sarebbe grande bisogno di nuovi investimenti”.

A ciò si aggiunga che “da qualche tempo, tanto nelle economie avanzate quanto nelle economie emergenti, le politiche economiche si sono dimostrate inefficaci nel prevenire la formazione e il tracollo di squilibri finanziari estremamente dannosi, che hanno lasciato profonde cicatrici nel tessuto economico e reso più complesso il ribilanciamento a livello mondiale”. E questo contribuisce a rendere quotidiano ciò che, in un’economia sana, non dovrebbe esserlo.

“I tassi di interesse bassissimi prevalsi così a lungo potrebbero non essere quelli “di equilibrio”, propizi a un’espansione mondiale sostenibile ed equilibrata – avverte – . Anziché un semplice sintomo dell’attuale debolezza, essi ne sarebbero una delle concause, avendo alimentato onerosi cicli finanziari di boom e bust e ritardato l’aggiustamento. Le conseguenze sono un debito eccessivo, una crescita insufficiente e tassi di interesse troppo bassi. In sintesi, il basso livello dei tassi tende a perpetuarsi”.

Quello che servirebbe, invece, è “spostare l’enfasi dal breve al più lungo periodo”. “I mercati finanziari hanno compresso i tempi di reazione e le autorità hanno rincorso sempre più da vicino i mercati, in quella che è divenuta una relazione sempre più stretta e autoreferenziale. Ciò si è verificato proprio mentre l’emergere di cicli lenti di boom e bust finanziari ha allungato i tempi in cui si sviluppano gli andamenti economici che contano davvero”.

E l’idea stessa che possiamo abituarci allo straordinario – tassi bassissimi quando non negativi – ignorando le correnti profonde dell’economia, dovrebbe far tremare i polsi anche ai più coraggiosi. Perché significa che la ricerca del tempo perduto, alla quale ci costringe l’esegesi della cronaca e che i saggi di Basilea sommarizzano, è, a conti fatti tempo perso.

Nulla di più.

Il tempo (economico) perduto dei saggi di Basilea

Volgo infastidito lo sguardo dallo stucchevole dibattersi sulla tragicommedia greca, che in tempi non sospetti paventavo avrebbe condotto ai sorprendenti esiti dei nostri giorni, stupito piuttosto di quanto sia elementale il nostro evo economico, malgrado la sua vanagloriosa complicazione. Dietro la panoplia degli algoritmi e delle equazioni, s’agitano esserini primigeni, incarnazione degli istinti belluini che forgiano il carattere delle comparse…

Un consiglio a Renzi e Boschi

Il presidente Matteo Renzi e il ministro Maria Elena Boschi sulla riforma costituzionale nelle scorse settimane hanno molto opportunamente fatto delle significative aperture per rivisitare alcuni punti controversi della complessa riforma. Ciò evidentemente facilita fortemente l'iter e c'è attesa per conoscere le proposte di merito sulle quali il governo è disponibile a dare un parere favorevole. Il Bicameralismo per come…

Finmeccanica e Avio Aero, tutte le intese in corso benedette da Renzi

Il colosso a stelle e strisce General Electric (Ge) sta mettendo a punto "un nuovo motore a turboelica per aerei che potrebbe essere realizzato in Italia e impiegato come propulsore del nuovo drone di Piaggio Aero, il P.1HH «Hammerhead»". A scriverlo oggi sul Sole 24 Ore è il giornalista Gianni Dragoni, che ieri a Palazzo Rospigliosi, a Roma, ha moderato una…

Angela Merkel, l'Europa (non) può attendere

"Wir haben auch ein Volk" und "wir können in Ruhe abwarten" bedeuten zu Ende gedacht, dass die Interessen der europäischen Völker wieder isoliert betrachtet werden und sogar gegeneinander stehen – wo eigentlich das Versprechen gegeben wurde, sie zusammenzuführen. (oggi su DIE WELT, Sebastian Pfeffer) "Anche noi abbiamo un popolo" e "possiamo attendere in pace" significa in ultima analisi che gli…

Repubblicani, è l'ora di Christie (e dei governatori)

Fra i repubblicani, è l’ora dei governatori in carica, dopo l’ondata di ex. Dopo Chris Christie (nella foto) e Bobby Jindal, manca all’appello Scott Walker, governatore del Wisconsin, che molti sondaggi considerano un avversario agguerrito per Jeb Bush alla nomination repubblicana per la Casa Bianca. Se Walker scenderà davvero in lizza, i candidati conservatori saranno a conti fatti 15 come previsto:…

Bravo Renzi (un po' cerchiobottista) sulla Grecia

Alla fine, seppure con un bel po’ di comprensibile cerchiobottismo, il solo leader politico che ha assunto una posizione sensata e coraggiosa sul referendum greco è stato proprio Matteo Renzi. Oltre, ovviamente, i partiti minori della coalizione di governo. Chapeau. ++++ Alexis Tsipras va in televisione per dire agli anziani che il suo governo intende riconoscere loro una pensione vera e…

Ilva e Fincantieri. Come prosegue la persecuzione giudiziaria contro l'industria

Un altro caso di attentato allo sviluppo: il sequestro della Fincantieri di Monfalcone. Ben 4.500 lavoratori sono finiti a casa, la produzione è stata interrotta e le consegne saranno rimandate. Dopo il caso Ilva continua la persecuzione giudiziaria delle ultime grandi imprese sopravvissute in Italia. A Monfalcone, però, non vi sono  neppure le situazioni critiche dal punto di vista ambientale…

Video

[sidebar_video]     In un video diffuso in rete, alcuni membri del gruppo islamista Jaysh al-Islam giustiziano 18 persone accusate di far parte dello Stato islamico. Gli uomini del Califfo, vestiti di nero, vengono uccisi da uomini in tuta arancione. (Fonte: Independent) ECCO ALCUNI DEGLI APPROFONDIMENTI RECENTI DI FORMICHE.NET SU ISIS E JIHADISMO: Attentati Isis, ecco analogie e differenze. L’analisi di Pelanda.…

Nessuna retromarcia di Salvini sull'uscita dall'euro. Parla Claudio Borghi

L’idea di smantellamento dell’area euro non è in discussione, la Lega Nord non vuole affatto mettere una pietra tombale su uno dei suoi cavalli di battaglia, l’uscita dalla moneta unica. Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico del Carroccio, mette i puntini sulle “i” dopo alcune interpretazioni circolate in merito all’intervista del leader Matteo Salvini al Sole24Ore. Il vicedirettore del Sole, Fabrizio…

×

Iscriviti alla newsletter