Skip to main content

L’ex presidente dell’Uruguay, José “Pepe” Mujica, è in viaggio in Europa. La tappa italiana, giovedì scorso, è stata dedicata all’incontro con le sue radici. I suoi trisavoli erano contadini italiani che sono arrivati sulle navi in America alla ricerca di fortuna, di una vita migliore. Dopo aver portato a termine una serie di riforme  in Uruguay, Mujica ha lasciato il mondo della politica con l’80% della popolarità. Si è ritirato nella sua fattoria in provincia di Montevideo. È stato 14 anni prigioniero politico, di cui otto con il divieto di leggere libri: “Sono stati gli anni più duri, dovevo lottare con me stesso per non diventare matto. Ma sono stati anche gli anni che più mi sono serviti nella mia vita”.

AUTOBIOGRAFIA IN ITALIANO

Dopo un breve colloquio con Papa Francesco in Vaticano, Mujica ha presentato il libro José “Pepe” Mujica. La felicità al potere (Eir, 2015) nell’albergo Columbus in Via della Concilizione. C’erano tre sale piene, schermi all’uscita per chi non era riuscito a entrare (qui la gallery fotografica di Umberto Pizzi). Presenti cardinali e ambasciatori, nonché ragazzi con la bandiera uruguaiana venuti da tutte le parti di Italia per ascoltare le parole dell’ex presidente. Nessun rappresentante del governo italiano.

LE PAROLE DI PEPE

“Non abbiate paura dell’immigrazione. Gli immigrati non sono un problema, sono la soluzione. Siete troppo impegnati a comprare tv, macchine, vestiti e non avete tempo per fare figli. L’Italia è un Paese vecchio che si ritroverà senza forza di lavoro. Avete abbandonato le montagne, sapete quante pecore ci possono stare lì? Fate lavorare gli immigrati. Vi pagheranno loro la pensione”, ha detto Mujica. Sugli sbarchi di migranti sulle coste italiane, l’ex presidente ha detto che “non sono disperati dell’Africa, ma disperati dell’Umanità. Non è problema dell’Italia, ma del mondo intero”.  Ha ricordato che ogni minuto che passa si spendono nel mondo due milioni di dollari nel settore militare, per cui la mancanza di risorse economiche è una scusa.

PASSO DOPO PASSO

Accanto a lui, “sedotta e affascinata dalla storia di Mujica, come lei stessa ha confessato, c’era la conduttrice di Report Milena Gabanelli: “Come facciamo a tradurre le sue idee nella pratica?”. “Come hanno fatto questo palazzo, così bello e così antico?”, ha risposto Mujica? “Passo dopo passo. Un mattone dopo l’altro. Non siamo Dio, che con un dito può fare miracoli. Possiamo soltanto sommare piccoli sforzi. Possiamo cambiare il mondo solo insieme, cominciando dalla nostra casa, dal nostro quartiere, dalla nostra cultura e dalla nostra testa”. “Allora, in sintesi, lei dice che non bisogna credere nei politici che fanno grandi promesse?”, ha chiesto la Gabanelli. “No, non ho detto quello. Credo che siano grandi soltanto le strade che ci portano a compiere degli obiettivi. Che sono sempre piccoli e si sommano ad altri piccoli successi e insieme creano cose grandi”.

PER UNO STATO FORTE

Secondo Mujica, siamo tutti capitalisti. Nessuno può dirsi veramente comunista o socialista. “L’Unione sovietica è crollata perché era un elefante che non si sosteneva. Dobbiamo imparare dalla Storia – ha detto l’ex presidente – perché la Storia è radicale nei suoi insegnamenti. Lo Stato deve essere forte e fungere da scudo per la società. Fare concorrenza al settore privato. Altrimenti, finiremo in mano alle mutinazionali e saremo in cattive acque”.

GUERRA AL NARCOTRAFFICO

La Gabanelli gli ha chiesto poi se la liberalizzazione della marijuana sta funzionando nel suo Paese. “In Uruguay non è stata liberalizzata la marijuana. Abbiamo regolato la vendita e il consumo. Noi non diciamo che la marijuana faccia bene. Come l’alcol e il fumo, anche la marijuana fa male. Se io bevo due bicchieri di vino, forse mi fa male ma non muoio. Se bevo un litro di alcol mi devo far curare. Vogliamo fare lo stesso con la marijuana. Se chiedi più delle dosi permesse, un gruppo di recupero ti aiuta a guarire. Se tutto questo accade clandestinamente, non possiamo fare nulla invece”. “Si tratta di un laboratorio. Siamo un Paese piccolo e possiamo sperimentare. Se va bene, abbiamo qualcosa da offrire al mondo, se va male, anche. Non si tratta di una guerra alla marijuana, ma al narcotraffico”, ha aggiunto.

SCHIAVI DELL’ODIO

Lo scrittore Roberto Saviano ha detto che, dopo l’approvazione della legge sulla marijuana, i cartelli della droga messicana sono andati via dall’Uruguay: Mujica ha trasformato la comunicazione politica. Non comunica cosa farà, ma comunica fatti compiuti. Qui ci hanno ingannato con promesse che tutto sarebbe cambiato e, i candidati alle elezioni regionali, sono la prova che tutto è rimasto uguale. La situazione campana ne è la prova. Se fosse accaduto con Berlusconi, tutti avrebbero urlato indignati, ma qui nessuno parla. Ci parlano di una ripresa economica, di una crescita dell’occupazione che non esiste”. “Non conosco la politica europea e la politica italiana – ha detto Mujica – ma qualcosa mi ha insegnato la vita e penso che funzioni ovunque: non bisogna essere schiavi dell’odio”.

TRA DOLORE E SPERANZA

La Gabanelli ha detto che davanti alla storia di Mujica si sente un “concentrato di banalità”. E ha chiesto all’ex presidente come fare, nella vita quotidiana, per riuscire a portare avanti questa svolta sociale. “Io sono solo un contadino, ma credo che sia necessario sommare le scelte politiche all’impegno dei sindacati, dei collettivi, dei movimenti cittadini, dei giovani impegnati socialmente. Sento molto dolore, ma anche molta speranza. Non bisognare perdere l’entusiasmo di vivere. Dopo ogni errore si deve ricominciare. Avvicinatevi ai giovani, ma i giovani-giovani, non i giovani vecchi. Innamoratevi”. La conduttrice gli ha poi confessato che ogni mattina esce di casa con quel proposito, ma non sempre riesce a realizzarlo. “Allora esca la sera”, le ha consigliato sorridendo Mujica.

La felicità spiegata da Mujica a Gabanelli e Saviano

L’ex presidente dell’Uruguay, José “Pepe” Mujica, è in viaggio in Europa. La tappa italiana, giovedì scorso, è stata dedicata all’incontro con le sue radici. I suoi trisavoli erano contadini italiani che sono arrivati sulle navi in America alla ricerca di fortuna, di una vita migliore. Dopo aver portato a termine una serie di riforme  in Uruguay, Mujica ha lasciato il…

Ecco i veri segnali che arrivano da Spagna e Polonia

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori, pubblichiamo l’articolo di Alberto Pasolini Zanelli uscito sul quotidiano Italia Oggi diretto da Pierluigi Magnaschi. Gli spagnoli stanno imparando il greco. Non quello classico dei filosofi, ma semmai quello dei cori delle antiche tragedie. Li hanno chiamati alle urne per eleggere delle amministrazioni locali e ne hanno approfittato per ruggire la propria protesta. Con molta efficacia,…

Tutte le sfide della Buona (e renziana) Scuola

La riforma della scuola è in dirittura di arrivo, dopo mesi di consultazioni, confronti, negoziati, manifestazioni e emendamenti. Mai nessuna legge che toccasse il nervo scoperto del sistema istruttivo italiano è passata senza che una mosca fiatasse (sia  dentro che fuori dal palazzo), e anche “La Buona Scuola” non è stata esente dalle stesse turbolenze. Occorre però qui fare un…

Ecco gli obiettivi di Renzi con il sindacato unico

Riceviamo e volentieri pubblichiamo Renzi è perfettamente cosciente di quello che dice quando tira (è il caso di dirlo) fuori la storia del sindacato unico. Traduco per chi non è aduso al detto e non detto del compaesano di Dante e Macchiavelli (uno ha inventato la lingua, l'altro la politica): con gli ottanta euro ho dimostrato di aiutare concretamente chi…

Vi spiego la guerra sotterranea di Cameron a Merkel e Hollande

David Cameron come Winston Churchill? La moneta unica fu una sorta di Patto di Monaco, un nuovo cedimento allo strapotere tedesco scambiato per una stabilità sopo temporanea, volta ad isolare ancora una volta la Russia? Non sono riferimenti azzardati. Dopo aver detto di no al Fiscal Compact, all’Esm ed alla Banking Union, dopo aver contrastato in tutto e per tutto…

La bizzarra passione dei giornalisti per i sindacalisti copia-e-incolla

Riceviamo e volentieri pubblichiamo I media italiani hanno una predilezione per i sindacalisti da copia e incolla. Criticano il conservatorismo sindacale ogni volta che possono, ma se all'orizzonte si intravvede una novità se ne tengono prudentemente alla larga. Così può accadere che un giovane leader dei metalmeccanici, il numero uno della Fim Marco Bentivogli, dopo la sentenza della Corte Costituzionale…

Democratici: Sanders va in campagna, promette rivoluzione

Di

Per quasi un mese, la sua candidatura alla nomination democratica alla Casa Bianca è stata silente. Ora, Bernie ...

Genitori liberi di scegliere in Italia come in Europa

Il dibattito sulla libertà educativa tocca le corde più profonde del nostro stare assieme come cittadini. La scuola, come ricordava Dario Antiseri, ha, tra gli altri, il compito di “costruire menti critiche”, ovvero di promuovere una nozione matura di democrazia, in cui la partecipazione non si risolve nella genuflessa sudditanza nei confronti del sovrano di turno, ma diventa attiva condivisione…

Juncker fa il Berlusconi e tutti sghignazzano

Show del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che a Riga, al vertice per il partenariato orientale, ha riservato un divertente (e per alcuni, imbarazzante) gesto "speciale" a tutti gli ospiti. Ecco il video:

Piano Juncker, tutte le ultime novità

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori, pubblichiamo l’articolo di Andrea Pira uscito sul quotidiano Mf/Milano Finanza diretto da Pierluigi Magnaschi. Sul fondo Juncker, Formiche.net ha dedicato analisi e approfondimenti (qui l'ultimo articolo con un rimando a tutti i pezzi precedenti) Che l'accordo sul regolamento del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Efsi) raggiunto ieri sia stato tutt'altro che facile sono…

×

Iscriviti alla newsletter