Skip to main content

“E’ lecito arrestare l’aggressione attraverso l’azione multilaterale e con l’uso proporzionato della forza”. A dirlo, in un’intervista realizzata da Mimmo Muolo per Avvenire, è il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Gallagher, che da pochi mesi ha preso il testimone da mons. Dominique Mamberti.

COINVOLGERE GLI STATI DELLA REGIONE

“Sarà responsabilità della Comunità internazionale riflettere sui mezzi migliori per fermare ogni aggressione ed evitare il perpetrarsi di ingiustizie nuove e ancor più gravi”, aggiunge il prelato. Davanti all’avanzata (mediatica e sul campo) dell’orda jihadista che si richiama al Califfo, chiarisce ancora Gallagher, “sembra opportuno che gli Stati della regione siano direttamente coinvolti, assieme al resto della Comunità internazionale, nelle azioni da intraprendere con la consapevolezza che non si tratta di proteggere l’una o l’altra comunità religiosa o l’uno o l’altro gruppo etnico, ma delle persone che sono parte dell’unica famiglia umana e i cui diritti fondamentali sono sistematicamente violati”.

“MA LA SOLA RISPOSTA MILITARE NON PUO’ TUTTO”

Gallagher precisa che naturalmente “non si può affidare la risoluzione di un conflitto, di qualunque tipo sia, alla sola risposta militare”, visto che “la via della violenza porta solo alla distruzione”. Prima il dialogo, dunque, da attuare innanzitutto deponendo le armi e approfondendo “le cause che sono all’origine dei conflitti e che vengono poi sfruttate dall’ideologia fondamentalista”.

L’INTERVENTO DEL CARDINALE PAROLIN ALLE NAZIONI UNITE

La strada è quella delineata dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, nel suo intervento dinanzi all’assemblea generale delle Nazioni Unite, il 29 settembre scorso. In quella sede, Parolin aveva detto che “è sia lecito sia urgente arrestare l’aggressione attraverso l’azione multilaterale e un uso proporzionato della forza. Come soggetto rappresentante una comunità religiosa mondiale che abbraccia diverse nazioni, culture ed etnicità, la Santa Sede spera seriamente che la comunità internazionale si assuma la responsabilità riflettendo sui mezzi migliori per fermare ogni aggressione ed evitare il perpetrarsi di ingiustizie nuove e ancor più gravi”.

LA DOTTRINA ONU E QUELLA SOCIALE DELLA CHIESA

Qualche settimana fa, poi, era stato l’osservatore permanente all’Onu di Ginevra, mons. Silvano Maria Tomasi, a ribadire il concetto, sottolineando che “l’intervento militare internazionale in difesa delle minoranze minacciate è una dottrina che è stata sviluppata sia alle Nazioni Unite sia nell’insegnamento sociale della chiesa cattolica”.

“C’E’ CHI DIMENTICA L’INSEGNAMENTO DELLA STORIA E VUOLE UNA GUERRA”

Una posizione che non appare molto condivisa dai vertici della Chiesa italiana, ricordando quanto disse il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, in un’intervista concessa la scorsa estate al Corriere della Sera. Il presule si scagliò contro “chi dimentica l’insegnamento della storia e preme per combattere una nuova guerra contro il cosiddetto Califfato: ma la democrazia non si esporta con le armi, e bisogna vedere se quel nostro concetto coincide con le aspirazioni locali”. Aggiungeva, poi, che “c’è un tipo di fondamentalismo, ahimè, anche qui in occidente che vorrebbe cogliere l’occasione per distruggere ogni dialogo col mondo musulmano, quasi che la convivenza fosse impossibile, paventando addirittura un’Europa già conquistata. E c’è chi spinge per un sostegno a Israele, ritenuto l’unico contrappeso nell’area, dimenticando le ragioni palestinesi”.

IL CORDOGLIO DEL PAPA PER LE VITTIME ETIOPI

Il Papa, intanto, ha inviato un messaggio di cordoglio al Patriarca della Chiesa ortodossa Tewahedo d’Etiopia, Abuna Matthias, dopo l’uccisione di 28 cristiani etiopi: “Non fa alcuna differenza che le vittime siano cattolici, copti, ortodossi o protestanti. Il loro sangue è uno medesimo nella loro confessione di Cristo! Il sangue dei nostri fratelli e delle nostre sorelle cristiani è una testimonianza che grida per farsi sentire da tutti coloro che sanno ancora distinguere tra bene e male. E questo grido deve essere ascoltato soprattutto da coloro che hanno nelle mani il destino dei popoli”.

Per il Vaticano "è lecito l'uso della forza per fermare l'aggressione" dell'Isis. Parola di monsignor Gallagher

"E' lecito arrestare l'aggressione attraverso l'azione multilaterale e con l'uso proporzionato della forza". A dirlo, in un'intervista realizzata da Mimmo Muolo per Avvenire, è il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Gallagher, che da pochi mesi ha preso il testimone da mons. Dominique Mamberti. COINVOLGERE GLI STATI DELLA REGIONE "Sarà responsabilità della Comunità internazionale riflettere sui mezzi migliori…

I magistrati sono anche scienziati?

Domani, mercoledì 22 aprile alle ore 18, presso la Biblioteca Vaccheria Nardi di Via Grotta di Gregna 37, Roma, si terrà la presentazione del libro "Parola di scienziato" (UniversItalia) di Marco Ferrazzoli, giornalista e scrittore. A spiegare i contenuti e le motivazioni alla base del lavoro saranno l'autore del libro e Francesca Dragotto, docente di linguistica presso l'Università di Roma…

Pensioni Inps, lettera aperta a governo, Parlamento e cittadini

Riceviamo e pubblichiamo Pensiamo che non sia condivisibile mantenere pensioni di 91.000 euro al mese, né vitalizi di 30.000 euro mensili, (sommati a quelli di identico importo del coniuge onorevole, di altrettanta consistenza): questo perché in 25 anni di legislatura si sono sommati i “vitalizi”, (uno per ogni 5 anni di legislatura anche in Europa). Prendiamo atto che il Consigliere…

Arriva il Libro Bianco della Difesa

Dopo molti mesi di lavoro e intense consultazioni con tutti i vertici delle Forze armate e i principali rappresentanti della società civile, il Libro bianco della Difesa vedrà la luce. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti lo presenterà al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Consiglio supremo della Difesa che si terrà questo pomeriggio al Quirinale, alla presenza…

Il Califfato non è Al-Qaida

Riceviamo e volentieri pubblichiamo La civiltà occidentale, ormai in crisi profonda di identità e idealità, corre il rischio di essere travolta come tante altre che si sono susseguite nel corso della storia. L'Europa in particolare, dedita solo ad affrontare spesso non bene la sua crisi economica, dimenticando i conseguenti problemi sociali, ancora non reagisce con determinazione davanti a quanto succede…

Chili, cosa manda a dire Parisi a Telecom (su Sky e dintorni)

Interessante ma non rivoluzionario. Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria, per molti anni amministratore delegato di Fastweb ed ex presidente di Confindustria digitale, ora fondatore e presidente di Chili, la prima piattaforma italiana di video on demand, commenta così la scelta di Telecom Italia e di Sky di allearsi per portare i canali di Murdoch nelle case degli italiani…

Ecco come si frena lo sviluppo dell'Italia

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori e dell’autore pubblichiamo l’articolo di Edoardo Narduzzi apparso su Italia Oggi, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi Volete capire perché il pil italiano nel 2015 crescerà solo dello 0,5% nonostante il mini euro, il mini barile di petrolio e il Qe senza freni della Bce di Mario Draghi? Volete capire perché, in un anno…

Piano Juncker, cosa può fare la Bce

Il piano Juncker, insieme ad altre misure di politica economica e, in particolare, al quantitative easing, è un segno tangibile che in Europa l’aria è cambiata, che ci avviamo a un sostanziale superamento delle politiche di austerità e che l’Eurozona può fare un sostanziale progresso verso l’unione fiscale. Come programma di investimenti, il Piano Juncker può sembrare ancora vago e…

×

Iscriviti alla newsletter