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Ora che attrae l’interesse anche di Société Générale e Goldman Sachs Aztec Money (mercato per crediti esigibili e fatture che offre liquidità immediata) diventa la piattaforma della finanza P2P più “in vista” del momento. Ma è solo una delle tante società del prestito alternativo su Internet nate in Irlanda e in Gran Bretagna. E tutte attraggono l’interesse delle istituzioni e delle banche tradizionali.

LE DIMENSIONI DEL P2P

Dal 2005 negli Usa le piattaforme del P2P hanno dato accesso a oltre 8 miliardi di dollari di prestiti. Il mercato in Uk non è altrettanto grande (1,5 miliardi di sterline messi a disposizione di imprese e privati dal 2005) ma in espansione. La Peer-to-Peer Finance Association britannica dice che il settore in Uk raddoppierà le sue dimensioni ogni sei mesi; quest’anno verranno erogati prestiti per più di 2,5 miliardi di sterline. E’ per finanziare questo sviluppo che alcuni dei siti del P2P si stanno rivolgendo alle banche tradizionali: hanno bisogno di più fondi. Qualche analista preannuncia l’inizio di una rivoluzione epocale per le banche e il settore finanziario; altri pensano che il P2P non possa fare a meno della finanza tradizionale e questa ne spunterà in qualche modo le armi, riassorbendolo nei suoi meccanismi.

Per ora però l’entusiasmo è forte. Il Ceo della Irish Small and Medium Enterprises Association (ISME) Mark Fielding ha dichiarato che le piattaforme che finanziano grazie al P2P “sono un importante servizio per l’economia e le piccole imprese in particolare perché hanno reso più facile trovare finanziamenti, senza iter complicati e lungaggini”. Le banche, infatti, “se non rifiutano il credito con la frequenza di qualche anno fa, lo erogano con enorme ritardo”, ha detto Fielding.

Se da un lato i regolatori finanziari britannici stanno cercando di trovare un modo di imporre delle regole anche a questo settore, preoccupati soprattutto del marketing aggressivo delle piattaforme dei prestiti peer-to-peer che promuovono i loro prodotti come totalmente esenti da rischi anche quando non lo sono, dall’altro lo stesso governo britannico ha investito in una di queste società, il prestatore peer-to-peer Funding Circle, per fornire alternative ai finanziamenti bancari per le Pmi.  L’idea è che il denaro del governo andrà a formare una quota dei prestiti approvati da Funding Circle. Secondo il Financial Times Funding Circle, che ha sede a Londra, è in Uk uno dei primi cinque prestatori delle piccole imprese: fa molto meglio di tante grandi banche.

LE PIATTAFORME EMERGENTI IN IRLANDA

Intanto in Irlanda sta emergendo un’altra piattaforma online per finanziare le fatture col P2P, concorrente di Aztec, chiamata Bibby Financial Services Ireland, che ha dichiarato nei giorni scorsi di essere in grado di mettere 70 milioni di euro di credito a disposizione delle aziende irlandesi ogni anno, una crescita del 70% rispetto a un anno prima. Il managing director Ronan Horganha parlato di “domanda sostenuta per le fonti alternative di finanza” e “ripresa economica” che alimentano la sua crescita.

Simile, benché più piccola, è la start-up Grid Finance, che a ottobre scorso ha lanciato il suo primo prodotto, la piattaforma di finanziamento peer-to-peer The Grid: imprese locali, organizzazioni e privati possono attingere a questa rete di prestatori e donatori, che trovano online, per finanziare specifici progetti. La proposta di Grid Finance non solo è gradita dalle autorità irlandesi, ma ne ha il sostegno. Il ministro del Lavoro, impresa e innovazione Richard Bruton ha descritto il prestito peer-to-peer come una “soluzione innovativa che può svolgere un ruolo importante nel finanziare le Pmi”. E Grid Finance è nata proprio col supporto del ministero e dell’ente Enterprise Ireland. “L’obiettivo di Grid Finance è introdurre prodotti finanziari innovativi che rispondono ai bisogni delle imprese e organizzazioni locali di tutta Irlanda”, ha dichiarato il Ceo Derek Butler. “The Grid è il primo di una serie di prodotti moderni e pratici che Grid Finance porterà al mercato”.

Sua concorrente è Linked Finance che pure si rivolge alle piccole imprese come “nuova alternativa concreta al prestito delle banche”. “Persone normali come te possono prestare piccole quantità di denaro a grandi imprese irlandesi a tassi di interesse molto attrenti. Non c’è più bisogno della banche, il business si muove e tutti ci guadagnano”, dice la società. Il sistema è semplice: sul sito di Linked Finance chi presta denaro si mette in contatto direttamente con le piccole imprese in cerca di finanziamenti. Il prestatore deposita i fondi e quando c’è la somma richiesta il prestito viene dato a chi lo chiede, in tutta trasparenza e con la garanzia che chi prende i soldi in prestito è affidabile.

CHI C’E’ DIETRO IL P2P

Dietro i siti del P2P ci sono sempre ex della finanza tradizionale. Horgan di Bibby viene da Bank of Scotland Ireland, Butler di Grid Finance ha lavorato con Pricewaterhouse Coopers ed Ernst & Young. Lo stesso vale per Linked Finance: il fondatore e Ceo Peter O’Mahony, il presidente Kingsley Aikins, il Coo Conor McAleese sono tutti ex di banche. Tra i partner e consulenti di Linked Finance spiccano Simon Deane-Johns, co-fondatore di Zopa, che è stato il primo mercato dei prestiti P2P, Jim Eliot, che è Head of Risk Strategy di Paypal, il senatore irlandese Feargal Quinn, che è un attivo sostenitore, e ancora una volta la Pricewaterhouse Coopers come consulente e revisore.

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