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C’è attesa per quanto dirà l’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, lunedì 6 ottobre, quando illustrerà alle prime linee del top management il suo piano di riassetto del gruppo di Piazza Montegrappa, messo a punto in collaborazione con la società di consulenza americana McKinsey e che prevede, tra l’altro, la trasformazione delle controllate in cinque divisioni: elicotteri, sistemi per la difesa, elettronica, aeronautica e servizi centralizzati.

GLI OBIETTIVI

Secondo quanto comunicato a luglio dal gruppo Finmeccanica, il restyling della struttura centrale del gruppo in tre aree: una per la ricerca e sviluppo, una per la gestione e il controllo degli investimenti e una per lo sviluppo strategico favorirà risparmi per circa il 20%, grazie a riduzioni di costo e sinergie.

GLI EFFETTI

A fare un esempio con Formiche.net sull’impatto della riorganizzazione in tre aree è una fonte del vertice: “Alcune funzioni che prima erano disseminate e potevano dar luogo anche a sovrapposizioni vengono centralizzate con l’idea anche di realizzare economie di scala. Si pensi a R&D. Se ogni divisione si fa la sua, siccome molte hanno business simili, magari svolgono due progetti simili o non sanno che alcuni risultati sono stati già ottenuti da un dipartimento R&D cugino”.

IL PARAGONE CON AIRBUS

Il piano, che per molti presagisce ulteriori e vistosi tagli, specie al management, è mirato a favorire risparmi di spesa e incrementi di efficienza, oltre che economie di scala, secondo uno schema già portato avanti – seppure con le debite differenze – da altri player dell’aerospazio e della difesa, come Eads, oggi Airbus Group, che a inizio 2014 ha subito un’imponente trasformazione, a cominciare dal cambio di nome, necessaria a garantirsi competitività negli anni a venire.

CORE E NON CORE

Il colosso aerospaziale europeo, dopo questo primo passo, ha quindi proceduto ad individuare i settori chiave su cui concentrarsi per poi annunciare la progressiva dismissione o il parziale disimpegno dalle attività ritenute non core. Anche per Finmeccanica, che sembra seguire lo stesso corso, la posta in gioco è molto alta, rimanere competitiva in un mercato allargato e aggressivo come quello attuale.

LE NOVITA’ IN ARRIVO 

Il cambio di passo e la riorganizzazione del gruppo non sono una novità. Così come il cambio di nome, che è al vaglio del gruppo controllato dal Tesoro secondo quanto ha svelato Fabio Tamburini sul Corriere della Sera. A ipotizzare per primo un cambio del nome era stato Pierfrancesco Guarguaglini ed anche il predecessore di Moretti, Alessandro Pansa, parlava della necessità di un riassetto per arrivare ad una “confederazione” di aziende, maggiormente centralizzata, che potesse dare più competitività alle attività del gruppo sul fronte internazionale.

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