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La grande e potente Germania che ai nostri occhi appare come il “puparo” che muove i fili dell’Europa può davvero pretendere di voler modellare le economie europee a immagine e somiglianza del modello tedesco?

Secondo Philippe Legrain, giornalista specializzato in questioni economiche europee e consigliere dell’ex presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, “Germany’s economy is dysfunctional”.

In una sua analisi pubblicata recentemente, Legrain spiega perché la Germania non appare proprio come un modello da seguire per i Paesi dell’Eurozona. Infatti l’autore l’accusa di condurre politiche di “beggar thy neighbor” (ribattezzata in italiano politica del rubamazzo) e cioè di attuare interventi di politica economica che producono benefici unicamente alla Germania e danni agli altri Paesi.

Secondo l’economista britannico, la Germania ha dei punti di forza quali: basso tasso di disoccupazione, affidabilità del credito. Ma ha anche tanti punti deboli quali: salari stagnanti, molti fallimenti bancari, scarsa crescita demografica, investimenti inadeguati, una “anemica” crescita della produttività. Secondo i dati analizzati da Legrain, negli ultimi dieci anni, la crescita media annua della produttività tedesca è stata dello 0,9%, percentuale più bassa del Portogallo.

L’entrata in vigore dell’euro, moneta più debole rispetto al marco, in passato ha favorito le esportazioni di beni tedeschi (in particolare le automobili), ma con l’avvento della crisi economica la domanda è diminuita con conseguente calo delle esportazioni. Considerazioni forti quelle di Legrain, che conclude la sua analisi dicendo “Germany’s economy needs an overhaul” (l’economia tedesca ha bisogno di una revisione) e suggerisce al Governo di approfittare dei tassi d’interesse vicini allo zero per investire e incoraggiare le imprese a fare altrettanto.

Infine, la Germania dovrebbe accogliere più giovani immigrati per arginare il declino demografico. Secondo Legrain questo sarebbe un migliore modello economico per la Germania e sarebbe anche l’esempio giusto per il resto d’Europa.

Philippe Legrain: non elogiate troppo l'economia di Berlino

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