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Benvenuti nella tragedia greca 2.0. Benincasa racconta il true crime in Italia

Il true crime in Italia, dalla fine degli anni Ottanta, ha oscillato sempre tra una volontà di decostruire la gabbia delle categorie sociali e di riaffermarle. L’elemento romanzesco da un lato punta allo spettacolo, dall’altro alla tranche de vie, senza che nessuno dei due poli possa sussistere senza l’altro. La partecipazione del pubblico da casa rivela anche la volontà di rendere questa verità-rappresentazione collettiva, partecipata, comune, una moderna versione della tragedia greca. L’analisi di Fabio Benincasa, docente di Sociologia del cinema e storia dell’arte presso la Duquesne University

Distribuire il valore turistico, perché è il momento secondo Monti

Il progressivo incremento di visitatori che ormai coinvolge l’intero stivale, ha fatto sì che si superasse una sorta di “valore soglia”, oltre il quale il turismo, da settore economico integrativo per l’economia nazionale, ha iniziato a divenire componente strutturale del valore generato dal nostro Paese

Il delitto nell'era delle piattaforme. Il successo del true crime secondo Boccia Artieri

Di Giovanni Boccia Artieri

Il confine tra informazione, intrattenimento e partecipazione si fa sempre più poroso. E insieme cambia la natura stessa dell’opinione pubblica. Dietro il successo della cronaca nera c’è la richiesta di non essere semplici spettatori delle decisioni prese dall’alto. Il problema nasce quando la partecipazione si trasforma in una continua delegittimazione di qualsiasi forma di competenza o mediazione. L’analisi di Giovanni Boccia Artieri, professore di Sociologia della comunicazione e dei media digitali all’Università di Urbino Carlo Bo

Storia di una sofferta maturità. Il racconto di Fiori

Di Giuseppe Fiori

Quando alla maturità si portavano tutte le materie con il programma degli ultimi tre anni. Oltre all’esito “bocciato” o “promosso”, si poteva esser “rimandati” a settembre. Era il 1960, nelle sale italiane si proiettava “La dolce vita” di Federico Fellini. Un amarcord autobiografico dello scrittore Giuseppe Fiori

Vale di più un borgo o una foresta? La riflessione di Stefano Monti

L’Europa riconosce alle foreste un valore economico legato ai benefici ambientali che producono. Da qui la proposta: applicare una logica simile anche alla cultura e ai borghi, creando strumenti capaci di remunerarne il valore pubblico e sociale. La riflessione di Stefano Monti

Ciao Peter, colonna degli anni più belli al Centro Studi Americani. Il ricordo di Mazzoletti

Di Paolo Emilio Mazzoletti

Peter Alegi è stato una colonna del Centro Studi Americani a partire dagli anni 90, quando Cipriana Sclelba contribuì fortemente al rilancio. Visse gli anni d’oro con la presidenza di Giuliano Amato e poi partecipò alla fase più operativa con Gianni De Gennaro. Grande avvocato, esponente democratico. Il ricordo di Paolo Emilio Mazzoletti

Da Garlasco a Netflix, come il true crime è diventato un'industria. I dati di Giordano

Il driver Garlasco ha avuto un’audience digitale dirompente non tanto perché metteva in discussione una verità processuale acquisita che ha portato, dopo due assoluzioni, alla condanna di Stasi, ma perché la riapertura dell’azione investigativa si è innestata in una bolla già matura, in una community uscita dall’auto-isolamento e che da anni produce contenuti che hanno incassato attenzione e milioni di visualizzazioni e interazioni. L’analisi di Domenico Giordano, ceo e data analyst di Arcadiacom.it

Michele Mariotti e l'orchestra sinfonica della Rai. Il ritratto di Girelli

Di Giorgio Girelli

Artista affermato, estraneo a qualunque atteggiamento da divo. Ovvero calato nella sua autenticità quando, negli spazi consentiti dai suoi impegni, passeggia per le vie di Pesaro con maglietta e jeans, fermandosi al bar a fare due chiacchiere con amici e conoscenti. Il ritratto di Giorgio Girelli, presidente emerito del Conservatorio Rossini

Quando sorridi sorge il sole. Happy Birthday, Marilyn!

Il lampeggiare inatteso e meravigliato dello sguardo, il riso spontaneo, la camminata naturalmente erotica: divenne diva senza accorgersene. Il 1° giugno 1926 nasceva Norma Jeane Mortenson, che prenderà sul set il nome di Marilyn Monroe

Una nuova forma di filantropia è possibile. Ecco come

Dalla prima Gilded Age alla nuova stagione dei grandi donatori, la filantropia cambia forma. Meno fondazioni “costruite” dai magnati, più sostegno a istituzioni esistenti. Ma il nodo resta lo stesso: trasformare ricchezza privata, competenze e visione in valore pubblico duraturo

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