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Draghi, Yellen e la guerra ad Omicron (nel nome di Keynes)

Di Joseph La Palombara

Cresciuti nelle migliori università americane, banchieri di razza, Mario Draghi e Yanet Yellen condividono molto più di un Cv. La loro ricetta economica, Stato e mercato, ha salvato una volta l’Europa. Ora può mettere all’angolo lo tsunami Omicron. Il commento di Joseph La Palombara, professore emerito di Yale

La riforma delle pensioni è fattibile. A due condizioni

Giuseppe Pennisi delinea uno schema che rende la riforma sulle pensioni fattibile. A patto che, secondo il prof., la tifoseria verso la legge Fornero faccia un passo indietro e che si riveda il reddito di cittadinanza

Non lasciar radicare le attese di più alta inflazione. I consigli del prof. Zecchini

È sul piano delle prospettive d’inflazione che si coglie la più importante distinzione tra la politica della Fed e quella della Bce. L’analisi di Salvatore Zecchini

Perché il governo deve intervenire sul bonus-mania

Su 81 bonus fiscali indicati nel modello 730 di quest’anno, 60 sono usati da meno dell’1% dei contribuenti. Una frammentazione con cui governo e Parlamento dovranno confrontarsi per riordinare le agevolazioni, così come impone il disegno di legge delega per la riforma fiscale. Ma è difficile essere ottimisti. Il commento di Antonio Mastrapasqua

Lettera di Natale (al governo) di un energivoro

La situazione dei costi sul fronte delle materie prime e dell’energia ha appesantito l’industria manifatturiera lungo tutto l’ultimo anno, per una evoluzione dei mercati che è sotto gli occhi di tutti e che dovrebbe essere chiara a tutti. La riflessione di Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta

Lo spread, quel sassolino sulla strada di Draghi verso il Quirinale

Nelle stesse ore in cui il premier apriva a una sua salita al Colle dai mercati arrivavano i primi cenni di nervosismo, con il differenziale Btp-Bund a 140 punti base, ai massimi da un anno. Un segnale da non ignorare, anche perché la Bce sta per chiudere l’ombrello

mondo

Il mondo ha un problema che si chiama debito. Ma c'è chi sta meglio. Scrive Polillo

Il debito globale ha raggiunto i 226 trilioni di dollari, collocandosi ormai al 256 per cento del Pil mondiale. Un’accelerazione particolarmente intensa a causa della pandemia. Ma non tutti i Paesi sono inguaiati allo stesso modo. L’Italia, per esempio…

Stangata da 11 miliardi per famiglie e imprese italiane. Colpa anche del gas

Il prossimo anno, secondo Confcommercio, famiglie e aziende italiane andranno incontro ad aumenti su bollette e materie prime per 11 miliardi, complice la stretta russa sulle forniture di gas, che tiene sotto scacco l’Europa. Non un buon inizio

Gli Usa al bivio tra inflazione e crescita. Mentre la Cina arranca

La mancata approvazione del Build Back Better potrebbe costare fino a 2 punti di Pil agli Stati Uniti, che già nel terzo trimestre mostrano un po’ di affanno. Ma d’altro canto, come teme il senatore Manchin, il piano potrebbe infiammare ancora di più i prezzi. Intanto la Cina va incontro a un 2022 meno brillante del previsto

Aumenteranno i tassi dopo le feste? L'analisi di Pennisi

Domanda che interessa in modo particolare l’Italia e gli italiani a ragione dell’alto debito della Pubblica amministrazione e di una ripresa molto rapida nel 2021 ma anticipata come più lenta nel 2022 (già prima che la nuova ondata della pandemia ponesse ostacoli al rilancio delle attività economiche). Il commento di Giuseppe Pennisi

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