Il voto israeliano ridisegna gli equilibri politici e mette Netanyahu davanti a una nuova partita: resta centrale, ma non è più autosufficiente. Per Maurizio Molinari, l’unità nazionale con Gadi Eisenkot può diventare la chiave per tenere insieme sicurezza, rapporti con Washington e scenari mediorientali. Mentre cresce il peso degli elettori arabi, si apre una fase che può cambiare anche il dossier Gaza e le prospettive diplomatiche con l’Europa. Sullo sfondo, la pressione americana e la minaccia iraniana rendono la partita israeliana decisiva ben oltre i confini dello Stato ebraico
Esteri
Kashmir, il peso della storia e le contraddizioni della strategia pakistana
Il Kashmir Black Day, commemorato il 27 ottobre, sottolinea l’importanza del Kashmir per l’identità nazionale pakistana e le sue relazioni con l’India. Tuttavia, la trasformazione della società kashmira e le aspirazioni della popolazione, che vanno oltre le rivendicazioni territoriali, mettono in discussione la rilevanza della disputa storica. Sia il Pakistan che l’India devono affrontare la distanza tra le loro narrative nazionali e la realtà locale per trovare una soluzione duratura
Israele, il voto senza maggioranza e l'incognita della stabilità regionale
Netanyahu resta alla guida del primo partito, ma non dispone dei numeri per governare. L’opposizione di Eisenkot deve fare i conti con il successo delle formazioni arabe e con le proprie divisioni. Sullo sfondo, la tensione con l’Iran e il rischio di una nuova escalation regionale
Una donna alla presidenza della Germania? Chi è Ilse Aigner
Leader del partito Unione Cristiano-Sociale in Baviera e presidente del Parlamento regionale, la donna è vista come un elemento di conciliazione. Vita, pensiero ed esperienza
Così Artico e Antartide entrano nella mappa degli interessi strategici italiani
La seconda conferenza nazionale su Artico e Antartide certifica l’accelerazione italiana su quelle aree, sia per l’apertura di nuove rotte sia per tutti gli aspetti geopolitici interconnessi. L’imperativo è essere “sempre più protagonisti”, giocando “in prima linea”, afferma il ministro Antonio Tajani
Dall'Artico al petrolio. Così la Corea del Sud strizza l’occhio a Mosca
Dalla crisi diplomatica con Kyiv alla nomina di un consigliere con legami consolidati con Mosca, fino alle nuove rotte commerciali nell’Artico. Sono vari i settori in cui Corea del Sud di Lee Jae-myung sembra riavvicinarsi a Mosca. E i motivi sono molteplici
Nove senatori chiedono chiarezza sul caso Starlink. Ma il Pentagono dice no
Nove senatori chiedevano di chiarire chi avesse deciso le restrizioni ai servizi satellitari per Kyiv, che hanno ostacolato l’intercettazione dei droni russi. Il no del Pentagono riaccende il dibattito sul peso di Musk nella Difesa americana e spinge gli europei a cercare alternative
Israele, i partiti arabi decideranno la partita? L'analisi di Castellaneta
Israele consegna una Knesset senza maggioranza chiara: Netanyahu limita le perdite, ma il vero vincitore è il pragmatismo incarnato da Eisenkot. Decisivo il rafforzamento dei partiti arabi, che diventano l’ago della bilancia in una fase segnata dal ritorno del centro e dall’incertezza politica. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
Gli antidoti democratici di Israele funzionano. Sarà il dopo Netanyahu? La lettura dell'amb. Mattiolo
L’affluenza record certifica la vitalità democratica di Israele, ma la tenuta del Likud dimostra che archiviare Netanyahu non sarà semplice. Per l’ambasciatore Luigi Mattiolo, la partita si gioca sulla capacità del blocco del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot di costruire una maggioranza parlamentare credibile. Sul tavolo restano i nodi degli insediamenti in Cisgiordania, dell’esenzione degli ultraortodossi dal servizio militare e del futuro del confronto con i palestinesi. Decisivo anche il fattore americano: gli equilibri di Washington potrebbero incidere sulle scelte strategiche del prossimo governo e sull’intero assetto mediorientale
La Turchia cerca spazio all’Onu, tra le ambizioni di Trump e il dilemma Orbán
Ankara sembra intenzionata a preparare una candidatura per succedere al segretario Guterres, mentre Trump valuta l’opzione ungherese. La partita potrebbe rivelare le contraddizioni della strategia americana verso le Nazioni Unite e aprire uno spazio diplomatico per Erdogan
















