Joshua Wong rischia nuovi anni di carcere per quella strategia di internazionalizzazione della battaglia per Hong Kong che nel 2019 lo portò anche a parlare al Senato italiano. La sua parabola, seguita negli anni da Formiche.net, racconta la trasformazione politica della città sotto la National Security Law
Esteri
Ecco come Pechino ricostruisce i suoi canali in Libia
La Cina sta ricostruendo la sua presenza in Libia attraverso canali diplomatici, finanziari e commerciali, riaprendo l’ambasciata a Tripoli e collegando le banche libiche al sistema di pagamento cinese. Sebbene Pechino mantenga una posizione neutrale tra le fazioni libiche, la sua crescente influenza economica potrebbe rappresentare una sfida per l’Italia, che deve assicurarsi di mantenere la propria rilevanza nel Paese
Trump manda a Kyiv Witkoff e Kushner. Si sblocca la guerra in Ucraina?
Attacchi in Germania, tensioni economiche in Russia, interessi cinesi, crisi di Hormuz ed elezioni europee: il conflitto ucraino entra in una fase complessa che rende più significativa la missione degli inviati Usa. Segnali che potrebbero favorire una nuova stagione diplomatica
La crisi dell’occupazione giovanile può frenare le ambizioni globali dell’India?
L’India è tra le grandi economie a più rapida crescita, ma fatica a trasformare questa espansione in occupazione formale e qualificata per una popolazione giovane e sempre più istruita. Tra debolezza della manifattura ad alta intensità di lavoro, automazione, intelligenza artificiale e competizione per il pubblico impiego, il dividendo demografico rischia di diventare una vulnerabilità. Una sfida interna che condiziona anche le ambizioni globali di New Delhi. L’opinione di Alberto Cossu
Xi al Cairo, nuovo spazio di manovra tra Cina e Occidente
La visita di Tajani al Cairo incrocia la crescente presenza cinese in uno dei nodi strategici dell’Indo-Mediterraneo. Tra commercio, tecnologia, infrastrutture e cooperazione militare, l’Egitto amplia le proprie opzioni mentre Italia e Cina si muovono sempre più nello stesso spazio
Vi spiego la guerra invisibile della Russia e le fragilità europee. Parla Coratella (Ecfr)
La guerra ibrida è già dentro la quotidianità europea e la Russia ha imparato ad adattare le proprie leve alle fragilità dei singoli Paesi. Teresa Coratella, associate director dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr), avverte: cyberattacchi, disinformazione e sabotaggi sono solo alcuni degli strumenti di una strategia destinata a proseguire. E con le prossime elezioni alle porte, la vera vulnerabilità dell’Europa rischia di essere la sua stessa divisione
Migranti, export, Piano Mattei. Tutte le intese tra Roma e Il Cairo
Tajani al Cairo rafforza l’asse Italia-Egitto: export in crescita, energia e migranti al centro del dialogo con al-Sisi. Al business forum oltre mille incontri tra imprese. Firmato un accordo per favorire migrazione regolare e formazione professionale, contrastando quella irregolare
Da Kyiv a Gaza fino a Teheran, quando la forza non basta. L'analisi di Polillo
La guerra senza strategia politica non porta alla pace: dall’Ucraina al Medio Oriente, i conflitti dimostrano i limiti della sola forza militare. Il rischio è che l’assenza di una visione condivisa prolunghi le crisi e indebolisca l’Occidente. L’analisi di Gianfranco Polillo
L’aggressività russa offre alla Nato un’occasione storica. Parla Loperfido (FdI)
Per il deputato di Fratelli d’Italia e osservatore elettorale dell’Osce, Emanuele Loperfido, l’aggressività della Russia rende sempre più evidente la necessità della Nato e della sicurezza collettiva. In questo contesto, l’Europa deve assumere un ruolo più attivo, “assumendo maggiori responsabilità all’interno dell’Alleanza e costruendo un pilastro europeo più forte sul piano militare, tecnologico e industriale”
Dalla Sco ai Brics, come riempire il vuoto lasciato dall’Onu. Scrive Castellaneta
La fotografia di Bishkek dice che l’ordine mondiale non è ancora multipolare: è anzitutto più frammentato. Xi, Putin e gli altri leader della Sco occupano lo spazio lasciato dall’Onu e da un’Europa priva di politica estera comune. Sarebbe un errore liquidarli come una semplice coalizione antioccidentale, ma anche scambiarli per un nuovo equilibrio già consolidato. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
















