La violenza verbale non appare come una semplice degenerazione del dibattito pubblico, ma come una pratica politica che ridefinisce i rapporti di forza. In una fase segnata da populismo e radicalizzazione, le parole diventano strumenti performativi capaci di produrre effetti concreti. Comprendere questa trasformazione è essenziale per evitare che la retorica dello scontro comprometta le condizioni stesse del compromesso diplomatico. L’analisi di Giorgio Bartolomucci, segretario generale del Festival della diplomazia
Esteri
Le sfide sono moltissime, ma il Piano Mattei può affrontarle. Intervista a Del Re
Il vertice Italia-Africa di Addis Abeba consolida il Piano Mattei come piattaforma operativa e multilaterale della strategia italiana nel continente. L’analisi di Emanuela Del Re evidenzia risultati, sfide e credibilità di un’iniziativa che punta su investimenti concreti, partenariato paritario e sostenibilità nel contesto della competizione globale
Da intenzioni a progetti. I due anni del Piano Mattei celebrati da Meloni
Nasce un metodo, che cammina su solide gambe, spiega la premier che chiude il suo intervento ad Addis Abeba con un accenno alla saggezza africana: “Nessun sentiero si traccia senza incontrare pietre, ma è grazie a quelle pietre che noi possiamo camminare, grazie a quelle pietre che noi possiamo andare avanti”. Addis Abeba come laboratorio per una nuova forma di cooperazione, allargata e rafforzata, non con un singolo Stato ma con quei Paesi che rappresentano il futuro del mondo, dal momento che il 65% della popolazione ha meno di 25 anni
Mobilità qualificata e cooperazione industriale. Il corridoio Italia-Marocco nel quadro del Piano Mattei
Il programma Thamm Plus tra Italia e Marocco nel settore della meccatronica mostra come formazione certificata, regole chiare e collaborazione con le imprese possano trasformare la mobilità in uno strumento di sviluppo condiviso. Un modello coerente con l’approccio del Piano Mattei alla cooperazione con l’Africa
Bangladesh e Fratellanza. Le elezioni a Dacca viste da Roma
Le elezioni in Bangladesh segnano una svolta politica che ridimensiona l’islamismo, mentre a Roma un volume sul terrorismo bengalese richiama l’attenzione sui rischi della radicalizzazione. Tra Dacca e il Senato italiano si delinea così un filo diretto che intreccia sicurezza interna, diaspora e stabilità regionale, mostrando come il futuro del Paese asiatico riguardi anche l’Europa
La scommessa britannica sugli acquisti militari congiunti. Starmer prepara la proposta per Monaco
Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco il premier britannico Keir Starmer si prepara a presentare un’iniziativa per l’acquisizione congiunta di armamenti tra Regno Unito e alleati occidentali. Il progetto punta a ridurre i costi del riarmo e a favorire una standardizzazione de facto delle capacità militari, in un momento in cui Londra deve conciliare ambiziosi piani di modernizzazione con un pesante vincolo di bilancio
Da Addis Abeba l’Italia rilancia la sua strategia africana. L'analisi di Varvelli e Petillo
Nell’analisi di Arturo Varvelli, direttore dell’ufficio di Roma dell’Ecfr, e Kelly Petillo, programme manager per Medio Oriente e Nord Africa dello stesso think tank paneuropeo, il secondo vertice Italia-Africa è un test decisivo per consolidare il Piano Mattei e il ruolo guida di Roma nella strategia europea verso il continente. L’Italia punta a dimostrare risultati concreti attraverso una cooperazione basata sulla co-creazione e integrata con il Global Gateway dell’Ue
Cosa c’è che non va nel cavo sottomarino cinese in Cile
I parlamentari cileni chiedono un’indagine approfondita del progetto, sviluppato dall’impresa Inchcape Shipping Services (ISS), per le sue implicazioni geopolitiche e di sicurezza regionale. Il cavo collegherà Valparaiso con Hong Kong
Fattore Stirling. Così una base australiana entra nelle logiche di deterrenza tra Usa e Cina
La base di Stirling è destinata a diventare uno snodo cruciale della postura subacquea statunitense nell’Indo-Pacifico, ospitando a rotazione fino a quattro sottomarini d’attacco nucleari. Per Washington questo presidio rappresenta soprattutto una soluzione di resilienza logistica, pensata per ridurre la dipendenza da infrastrutture considerate vulnerabili come Guam in caso di crisi con la Cina
Dal prevertice Meloni-Merz un nuovo paradigma per l'Ue
La presenza del motore tedesco-italiano sui temi esiste ed è un’oggettività positiva, “ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro”, afferma Meloni da Alden Biesen. Il prevertice è stato molto partecipato, segnale di una “sensibilità ampia sul tema e di un ruolo che l’Italia può giocare in una fase particolarmente importante e delicata”, ha continuato la premier. Tutto ciò cade a poche ore dalla 62a Conferenza sulla sicurezza di Monaco dove il piatto principale saranno le relazioni transatlantiche e la situazione in Ucraina
















