Le dichiarazioni incendiarie di Donald Trump alla vigilia del vertice Nato sembravano prefigurare una frattura con gli alleati. Il comunicato finale racconta invece una storia diversa, con il rilancio della difesa collettiva, il sostegno all’Ucraina e nessun segnale di disimpegno americano. Proprio questa distanza tra retorica e decisioni, però, rafforza la necessità per l’Europa di dotarsi finalmente di una capacità politica e militare più autonoma all’interno dell’Alleanza. La riflessione del generale Vincenzo Camporini
Esteri
Perché Trump ha ripreso i bombardamenti sull'Iran. L'analisi di D'Anna
La Casa Bianca si starebbe preparando a quello che potrebbe trasformarsi in un “ciclo di scontri” con l’Iran che potrebbero durare “diversi giorni e forse anche settimane”, scrive il sito di informazioni Axios che cita funzionari americani. Secondo la testata la durata e l’intensità della nuova offensiva “dipenderà interamente dalle prossime mosse di Teheran”. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Il Burden Shift porterà a una Nato più sana, non più debole. La versione di Pavel
Bene la licenza per i Patriot a Kyiv. L’Europa però deve assumersi più responsabilità, anche se Washington non intende abbandonare il continente. Dall’Ucraina al nuovo equilibrio transatlantico, così Barry Pavel, managing director della Pavel Global Strategies e già vicepresidente della Rand Corporation e direttore dello Scowcroft Center dell’Atlantic Council, legge il vertice Nato di Ankara
Convinzione e non convenienza. Così Meloni racconta l'Italia su Iran, Ucraina, Nato e Trump
“Quello che noi mettiamo a disposizione della Nato è molto di più: fa dell’Italia un fornitore di sicurezza e un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3 mila militari italiani impegnati nei principali teatri dell’alleanza”, ha detto Giorgia Meloni ad Ankara
Da Trump a Bukele, il lato politico delle criptomonete
Leader dell’estrema destra internazionale sfruttano la popolarità della moneta digitale come bandiera populista per conquistare l’elettorato più giovane. L’analisi de El Pais
Perché i successi di Kyiv potrebbero spingere Putin all'escalation
La guerra entra in una nuova fase: l’avanzata russa rallenta, l’Ucraina colpisce sempre più in profondità e Mosca vede aumentare i costi del conflitto. Ma il rischio è che Putin scelga di alzare ulteriormente il livello dello scontro
Vi spiego perché la scelta di Le Pen indebolirà la destra francese. Parla Darnis
La corsa all’Eliseo è tutt’altro che chiusa. Secondo Darnis, la scelta di Marine Le Pen di trasformare la condanna giudiziaria in uno scontro politico rischia di indebolire la strategia di normalizzazione del Rassemblement National, ricompattando il fronte moderato. Uno scenario che potrebbe rilanciare candidature come quella di Édouard Philippe e favorire una convergenza dell’area centrista, mentre resta sullo sfondo una Francia ancora profondamente frammentata
Trump-Iran, schermaglie e rischi politici passano dal Nato Summit
I nuovi raid americani nello Stretto di Hormuz, lanciati dal Summit Nato, mostrano quanto sia difficile chiudere il confronto con Teheran. A quattro mesi dalle MidTerm, il calo del consenso e lo scontro con gli alleati europei complicano la strategia del presidente
Così il Fondo Monetario Internazionale contribuirà alla ricostruzione del Venezuela
Crediti ipotecari, sussidi e il divieto di esportare materiale di costruzione. La nuova leader del regime, Delcy Rodriguez, ha confermato l’uso di circa 10,3 miliardi di dollari per la riparazione delle abitazioni e sovvenzioni di crediti bancari
Rebus Le Pen, così Bardella andrà a dama (e all'Eliseo?)
Il dato politico oltre la condanna: il presidente del RN si sta accreditando come forza di governo responsabile e poco avvezza al populismo. Anche perché la situazione economica francese, oltre che la contingenza internazionale, non ammettono salti nel buio ma programmi realizzabili e indirizzi precisi. Al momento gode di molta popolarità nel Paese, con il 47%: dietro di lui l’ex primo ministro Edouard Philippe
















