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Mosca e Pechino saranno felici. Katulis legge la polemica Trump-Meloni

Per Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute ed esperto di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, “è probabile che i vertici di Mosca e Pechino accolgano con favore questa disputa tra i leader di due importanti democrazie, lieti di vedere due Paesi divisi e distratti”. Ecco il vulnus strategico dello scontro pubblico Trump-Meloni

Crisi d’identità e opportunità strategica. Quale futuro per l'Europa

Mentre il sistema internazionale entra in una nuova fase di competizione tra potenze, autocrazie e grandi attori tecnologici, l’Europa si confronta con i propri limiti strutturali ma anche con un’opportunità storica. La trasformazione innescata dall’intelligenza artificiale e il progressivo ridimensionamento della leadership americana potrebbero spingere l’Unione Europea a completare il percorso verso una maggiore integrazione strategica, industriale e politica

Altro che battibecco, dietro lo scontro tra Trump e Meloni ci sono i cacciamine. L'opinione di Luttwak

Nuovo attacco di Trump a Meloni, che secondo Luttwak cela il mancato supporto nella guerra contro l’Iran. L’esperto statunitense spiega che il nodo non sono le foto o i tweet, ma la richiesta dei due cacciamine Crotone e Rimini che però si trovano già a Gibuti, e fanno rotta sullo stretto di Hormuz

America Latina, la nuova frontiera della transizione verde. Opportunità strategica per l’Italia

Di Lorenzo Tordelli

Lorenzo Tordelli, esperto di America Latina e responsabile cooperazione Ue, spiega che la transizione verde latinoamericana non è soltanto una priorità ambientale. È un processo di modernizzazione economica che mobiliterà investimenti, tecnologie e nuove competenze per le prossime decadi

Lo sharp power di Cina e Russia è la sfida al futuro delle democrazie. Parla Walker (Cepa)

Cina e Russia utilizzano strumenti di sharp power, influenza economica e pressione indiretta per condizionare le democrazie occidentali. Il rischio maggiore è l’autocensura: società libere che finiscono per limitare autonomamente le proprie scelte e il proprio dibattito pubblico. Per Walker (Cepa) “attraverso questa forma di manipolazione, la società presa di mira finisce per svolgere da sola il lavoro della censura o dell’acquiescenza”

Sfida a Starmer. Perché il sindaco di Manchester accelera su Downing street

Altra destabilizzazione a Londra, con il cambio di cavallo ormai alle porte. Le suppletive però sono uno spartiacque anche per le opposizioni. I Tories sono euforici, perché per la prima volta in mezzo secolo hanno vinto un’elezione suppletiva in Scozia, strappando Aberdeen South al Partito Nazionale Scozzese e regalando a Badenoch uno dei successi più significativi della sua carriera come leader del partito

Libano, nel ginepraio dei non-cessate-il-fuoco. L'analisi di Cristiano

Il Libano esiste se è il Paese del vivere insieme, messaggio regionale fortissimo. Difficile, ancor di più se si continua a parlare in termini di comunità religiose chiuse e non di persone con proposte, visioni, che ci sono. Forse per questo molti vedono nel piccolo Libano un grande pericolo. L’analisi di Riccardo Cristiano

Gli Usa scommettono sul dialogo in Venezuela

Libertà di espressione, rafforzamento delle istituzioni e garanzie per la partecipazione politica libera. Il Dipartimento di Stato americano ha confermato le condizioni necessarie per sostenere lo svolgimento di elezioni nel Paese sudamericano

Minerali critici, il G7 accelera sulla resilienza delle filiere

Al vertice di Evian, i leader del G7 hanno approvato una nuova dichiarazione sui minerali critici che fissa obiettivi di diversificazione delle catene del valore, rafforza il coordinamento industriale e apre alla creazione di nuovi strumenti di mercato. Sullo sfondo resta la preoccupazione per la concentrazione delle forniture globali e per l’uso delle materie prime come leva geopolitica

Cina-Ue, il Consiglio europeo mette alla prova Bruxelles. Small spiega perché

Il Consiglio europeo è un test per capire fino a che punto l’Unione europea sia pronta a tradurre in azione il consenso maturato sulla Cina come sfida sistemica. Secondo Andrew Small (Ecfr), il nodo non riguarda più la diagnosi del problema, ma la disponibilità dei governi europei ad affrontarne i costi politici, economici e strategici

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