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Dalla crisi del consenso alla Corte Suprema, Mazza spiega l'effetto midterm sugli equilibri di Washington

Le elezioni di midterm come spartiacque per il futuro politico degli Stati Uniti e per gli equilibri della presidenza Trump. Dalla possibile riconquista democratica del Congresso alle tensioni dentro il fronte repubblicano, Viviana Mazza, corrispondente del Corriere della Sera, analizza le incognite del voto, il peso della mobilitazione elettorale e gli scenari che si aprirebbero a Washington dopo le urne. Con una domanda sullo sfondo: chi saprà interpretare l’America che sta cambiando?

Varsavia come Maidan? In Polonia la guerra ibrida di Mosca è già realtà

Lo scontro sul Tribunale costituzionale polacco che in questi giorni divide la Polonia offre al Cremlino un’occasione per mettere in atto campagne di disinformazione e logorare il governo europeista e liberale di Tusk

Il Trump day tra guerra e voto. La sfida che può dividere i repubblicani

Un crash Trump, il crollo di the Donald alle elezioni di midterm, secondo alcune elaborazioni analitiche, potrebbe innescare una faida fra i repubblicani e precludere loro la Casa Bianca alle presidenziali del 2028. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Il Medio Oriente non vuole nuovi attacchi in Iran. E Trump?

Dal Manama Dialogue emerge un’opposizione condivisa a una nuova offensiva americana contro Teheran, mentre Washington continua a colpire e offre aperture diplomatiche. Per le monarchie del Golfo, il problema è quanto a lungo possa reggere una stabilità affidata alla pressione militare ed economica degli Stati Uniti

Porti, imprese e sanità. L’Italia rafforza il ponte con Misurata

Non soltanto nuove rotte commerciali. Il rapporto tra Italia e Libia passa anche dalla sicurezza alimentare, dalla formazione scientifica e dalla capacità di accompagnare le imprese nei mercati della sponda sud. A Misurata, la missione organizzata dalla Camera di commercio italo-libica mette insieme questi diversi livelli della cooperazione: da una parte il collegamento tra infrastrutture portuali, dall’altra il trasferimento di competenze e tecnologie. Sullo sfondo, la prospettiva di rafforzare le connessioni economiche tra Europa e Africa, nel quadro del Piano Mattei

Venezuela, il ritorno di Machado dà speranza per un Paese più libero. Parla il dissidente Diamanti

Dopo 12 anni in esilio negli Usa, il giovane attivista è rientrato, anche lui, in territorio venezuelano. In un’intervista esclusiva con Formiche.net ha spiegato cosa significa il ritorno della leader e premio Nobel per la Pace 2025 Maria Corina Machado in Venezuela, perché il voto democratico arriverà non oltre il 2027 e come l’opposizione venezuelana è più unita che mai per sconfiggere la dittatura chavista, ancora viva

Perché il Golfo guarda all'Italia. Calovini racconta la missione Nato negli Emirati

“Dei sei Paesi del Golfo forse l’Eau è quello che guarda con più attenzione alla Nato. Sono molto interessati alla difesa e alla deterrenza. Il ruolo dell’Italia? Meloni lo ha visitato 4 volte in 4 anni di governo: una cosa che non era mai successa prima. Hanno capito che l’Italia è un partner vero, solido e affidabile per il presente, ma soprattutto anche per il futuro”. Conversazione da Abu Dhabi con il parlamentare di Fratelli d’Italia, Giangiacomo Calovini

Ad Abu Dhabi si gioca il terzo tentativo emiratino per la pace in Ucraina

Witkoff annuncia un nuovo trilaterale ad Abu Dhabi il 10 e 11 novembre, dopo nove mesi di stallo causati dalla guerra in Iran. Ma prima del tavolo con Mosca e Kyiv, a Bruxelles è in programma un passaggio con gli alleati europei

Israele senza maggioranza. Eisenkot guarda ai partiti arabi, Netanyahu alla grande coalizione

Netanyahu apre alla grande coalizione, Eisenkot ai partiti arabi. Sullo sfondo lo spettro di nuove elezioni. Al via mercoledì le consultazioni di Herzog per la formazione del nuovo governo israeliano. I due leader cercano una via d’uscita dallo stallo

Quando l’allarme nucleare è falso. I rischi per l’equilibrio atomico (e non solo) secondo Fargnoli

Due apparenti attacchi informatici ai sistemi di allarme di Russia e Ucraina riaccendono i timori sulla vulnerabilità dei sistemi di comunicazione e sui rischi per la stabilità strategica. L’analisi di Chiara Fargnoli (Basic)

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