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Caso Bosnia, fra Usa e Ue. A che gioco gioca l’Italia? Messaggio per Meloni (e Schlein)

Gli Stati Uniti puntano sull’italiano Antonio Zanardi Landi, diplomatico di lungo corso ed ex consigliere del presidente Napolitano, come nuovo Alto rappresentante per la Bosnia Erzegovina. Una parte dell’Europa, con la Francia in prima fila, si oppone. Roma resta nel mezzo di uno scontro che va oltre Sarajevo. E che chiama in causa, sul terreno dell’interesse nazionale, sia il governo sia l’opposizione

Da Mao a Xi, la trappola coreana. Perché Pyongyang complica i piani di Pechino

Il viaggio di Xi Jinping a Pyongyang riapre una partita storica mai chiusa: dalla guerra di Corea a oggi, la penisola resta una trappola strategica per Pechino. Tra nucleare, asse con Mosca e riarmo asiatico, la Cina cerca margini di manovra senza perdere il controllo. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

Libano, Gaza, Hormuz, vi spiego la nuova geografia dell’instabilità mediorientale. Conversazione con Dentice

Per Giuseppe Dentice (OsMed-Istituto Studi Strategici San Pio V), i principali fronti regionali non possono più essere letti separatamente. Libano, Iran, Gaza e Golfo sono ormai parte di un unico sistema di sicurezza, dove ogni escalation rischia di produrre effetti a catena

Il bivio latinoamericano: diritti o risultati? Le radici politiche dell’ascesa illiberale secondo Malamud

Di Andrés Malamud

Di fronte a violenza, corruzione e disuguaglianze, molti elettori privilegiano risultati immediati rispetto alla tutela dei diritti e delle istituzioni. Per questo, in America Latina crescono i leader illiberali. La soluzione per la democrazia è ricreare la fiducia con le persone al centro. L’analisi di Andrés Malamud, senior research fellow presso Institute of Social sciences dell’Università di Lisbona

Il generale riluttante. Come il presidente del Libano pensa di salvare il suo Paese

In una intervista alla Cnn, il Presidente libanese rompe il riserbo e indica una linea: dialogo al posto delle guerre per procura, critica all’ingerenza iraniana, pressione su Hezbollah per il disarmo e appello a Israele a cambiare strategia. Nel mezzo, il tentativo di riaffermare l’esistenza dello Stato libanese

Cina o Stati Uniti? Vi spiego il valore geopolitico delle elezioni peruviane. L'analisi di Roy (Cfr)

Di Diana Roy

Le elezioni peruviane del 7 giugno hanno implicazioni geopolitiche ampie. Mentre Sánchez sostiene un rafforzamento dei rapporti con la Cina, Fujimori ha apertamente allineato la propria piattaforma agli Stati Uniti. Il risultato potrebbe quindi determinare un Perù che mantiene forti legami con la Cina oppure uno che cerca un allineamento più stretto con Washington. L’analisi di Diana Roy, editor per America Latina e immigrazione presso il Council on foreign relations

Trump porta l’AI nel cuore della sicurezza nazionale americana

La Casa Bianca ha firmato una nuova direttiva presidenziale sulla sicurezza nazionale dedicata all’Intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è accelerarne l’adozione nell’apparato di difesa e intelligence degli Stati Uniti, rafforzando al tempo stesso controllo operativo, resilienza e affidabilità dei sistemi

L’algoritmo e l'umanesimo. Perché il discorso del Nunzio Caccia a Washington parla al cuore del potere globale

Intervenendo davanti a una platea composta da decisori politici, leader tecnologici e accademici in occasione degli AI Honors di Washington, l’Arcivescovo Gabriele Caccia ha presentato la visione di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale. Un intervento che riflette la volontà della Santa Sede di partecipare a uno dei dibattiti più rilevanti dell’era digitale

Guerra robotica con caratteristiche cinesi. Pechino mostra la sua AI militare

Dalle esercitazioni militari ai sistemi di governance predittiva, Pechino sta integrando l’Intelligenza Artificiale nelle proprie strutture di potere. Una traiettoria che spinge l’Indo-Pacifico ad adattarsi e riapre il dibattito sui limiti politici ed etici della tecnologia

L’Ue appoggia il dialogo Kyiv‑Mosca, ma il Cremlino resta ambiguo

Come spesso accade da quattro anni a questa parte, Putin sceglie di usare bastone, carota e poi ancora bastone. Dopo il sì al tavolo diplomatico ha ribadito che le sue truppe avanzano sul campo di battaglia ogni giorno, aggiungendo che le proposte di pace del presidente statunitense potrebbero far cessare i combattimenti se Kyiv fosse disposta a scendere a compromessi

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