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Energia e competitività. Quale menù per il prossimo consiglio europeo

Verso il consiglio europeo: nella lettera di Meloni, Merz e De Wever a Costa ci sono non solo le preoccupazioni dei singoli paesi, ma l’esigenza di tutta l’Ue di dare un’accelerata a competitività e crisi energetica.

L’Italia investe nell’Ucraina del dopoguerra. Perché conta l’accordo tra Med-Or e Kyiv 

La Fondazione Med-Or e l’Accademia diplomatica ucraina Hennadii Udovenko hanno firmato un accordo di cooperazione a Roma. L’intesa mira a rafforzare la collaborazione tra Italia e Ucraina nella formazione diplomatica e nel dialogo internazionale, ampliando le relazioni bilaterali. L’accordo prevede lo sviluppo di iniziative congiunte e il coinvolgimento di docenti ed esperti italiani e internazionali

Il “China shock 2.0” e la perdita di leva dell’Europa su Pechino

La missione del commissario Šefčovič in Cina ha prodotto risultati limitati, con tre intese preliminari che non colmano il deficit commerciale di 360 miliardi di euro. La superiorità tecnologica e industriale cinese, basata su un sistema integrato di ricerca, automazione e infrastrutture digitali, rischia di ridurre la leva negoziale dell’Ue. Francia e Germania propongono nuovi strumenti di difesa commerciale e diversificazione degli approvvigionamenti, mentre si discute tra proteggere settori sensibili e attrarre investimenti tecnologici cinesi

Chi comanda nel Mar Nero e perché l’Ue è ancora in ritardo

Di fatto Xi ha una propria sfera di influenza sul Mar Nero. Come se ne esce? Guardando ad altri partner. Quando Ankara ha aderito alla Convenzione di Montreux, che impedisce alle navi militari di entrare nella regione del Mar Nero in tempo di guerra, ha determinato un effetto: stemperare le ambizioni della Russia. Quindi la Turchia, in quanto attore chiave nel Mar Nero, resta un partner vitale per quell’Ue che, ad oggi, non riesce ad incidere in quelle acque

 

Cos’è (e come) funziona Yandex, il Google russo sotto attacco

I droni di Kyiv hanno colpito una delle piattaforme più importanti della Russia, dimostrando la vulnerabilità di Mosca a livello informatico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che gli attacchi ai data center russi sono riusciti a ridurre significativamente l’attività dei bot e della propaganda anti-Ucraina

Se Trump sgancia gli Usa dalla sicurezza europea. Il monito di Camporini

Le parole di Trump su Zelensky, l’intesa sul diesel con Mosca e l’attacco degli Houthi all’Arabia Saudita sono segnali di una stessa tendenza: il progressivo disimpegno americano dagli equilibri di sicurezza tradizionali. Per il generale Vincenzo Camporini l’Europa deve prepararsi a colmare i vuoti strategici e non dare più per scontata la tenuta della solidarietà atlantica

Quante influenze esterne in Ue. Chi sono e come difendersi

Alla plenaria di Strasburgo la risoluzione che vuole mettere un freno all’invasività cinese in Ue è stata votata dal centrodestra compatto ma non da M5S, Avs. Il Pd si è astenuto. Come se non fosse importante la salvaguardia dell’Ue. Nel mezzo secondo il paper redatto da HCSP, un organismo legato al governo francese, le politiche dell’Ue vengono plasmate sotto molti aspetti da think tank e ong che ricevono finanziamenti esteri. I finanziamenti cinesi, sebbene ancora modesti, stanno diventando visibili, compreso il sostegno della Missione cinese presso l’Ue e di colossi come Huawei e Shein

Tutte le tappe del tour romano di Delcy Rodriguez

La leader della dittatura chavista atterra per la seconda volta in Europa per assistere al World Food Forum della Fao nella capitale. È il secondo viaggio di Rodriguez in Europa, nonostante le sanzioni

Trump, il prezzo dell’insicurezza e il conto dell’Europa. La riflessione di Volpi

Le democrazie impegnano la propria credibilità quando chiedono sacrifici in nome della sicurezza. Devono saper dimostrare che quei sacrifici costruiscono una prospettiva sostenibile. All’Europa spetta questa responsabilità: trasformare la propria forza economica in capacità di scelta. Altrimenti continuerà a finanziare le conseguenze di decisioni sulle quali pesa troppo poco

L’Ue stringe la presa sull’industria militare russa. Nel mirino la filiera di missili e droni

Il Consiglio dell’Unione europea inserisce nelle liste sanzionatorie 826 società russe e 743 dirigenti. È il più ampio intervento di questo tipo dall’inizio della guerra. Bruxelles punta sui fornitori intermedi che alimentano la produzione di missili, droni e sistemi aeronautici

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