La Cina presenta il dispiegamento in Egitto di J-16 e velivoli di supporto come una dimostrazione della crescente capacità della PLA Air Force di proiettare una forza aerea integrata a distanza intercontinentale. L’enfasi posta da Pechino su rifornimento in volo, comando, rapidità di dispiegamento e operazioni “system-of-systems” indica che il messaggio riguarda molto più dei singoli caccia coinvolti nell’esercitazione. Sullo sfondo c’è anche il rapporto militare tra Cairo e Washington: l’Egitto potrebbe utilizzare la cooperazione con Pechino per ampliare le proprie opzioni e, secondo Andrea Ghiselli, anche per mandare un segnale agli Stati Uniti
Esteri
Huawei balla il tango in Argentina. E gli Usa alzano il tono con Milei
Mentre il governo di Milei cerca un punto di equilibrio tra Pechino e Washington, il caso della compagnia di tecnologia che sbarca nel Paese sudamericano accende le minacce sul ritiro del visto statunitense per alcuni esecutivi argentini
Ecco come la Russia spinge la propaganda nella provincia italiana
Dalla targa dedicata a Darya Dugina in Toscana agli attacchi contro la missione Irini, passando per la manipolazione di San Francesco e le narrative su Colleferro, la pressione propagandistica russa in Italia si muove ormai su terreni molto diversi. Con le elezioni del 2027 all’orizzonte, è il pattern che lega questi episodi — più dei singoli casi — a porre una questione di interesse e sicurezza nazionale
Kyiv riunisce i volenterosi e prepara la pace (ma non dimentica la guerra)
A Kyiv la Coalizione dei volenterosi discute garanzie di sicurezza e presenza multinazionale, mentre Zelensky presenta un possibile schema negoziale (e l’Europa rafforza il sostegno militare all’Ucraina)
In Afghanistan è rimasta anche una parte d'Italia. La riflessione del gen. Panizzi
Sembra fuori luogo, quasi inadeguato, dover tornare a parlare di Afghanistan oggi, quando il mondo appare sull’orlo del baratro per guerre effettive, dichiarate e non, con effetti ormai globali, e relazioni internazionali che sembrano stravolte e quasi impazzite. Eppure proprio in questo tempo di conflitti che si sovrappongono, fermarsi a guardare indietro è un esercizio doveroso. Anche perché il caos globale che viviamo sembra aver avuto origine proprio da quel tremendo 15 agosto di cinque anni fa. La riflessione del generale Massimo Panizzi
La nuova sicurezza nazionale si gioca sulle tecnologie critiche. Parla Gilli
L’Italia può essere un partner rilevante in alcuni nodi tecnologici ben definiti, a condizione di muoversi dentro una strategia europea più ampia e di continuare a rafforzare il proprio ecosistema di ricerca, formazione e capitali. Marco Gilli (Compagnia di San Paolo) analizza le dinamiche che portano le S&T al cuore della strategia statunitense e like-minded
Taipei prepara il più grande bilancio militare della sua storia. Ecco perché
Taiwan aumenta la spesa per la difesa mentre cresce la pressione del People’s Liberation Army. Una parte consistente delle nuove risorse servirà a pagare le grandi commesse americane, scelta che apre il dibattito sul rapporto tra acquisti dagli Usa e sviluppo dell’industria militare nazionale
La scienza è la nuova sicurezza nazionale. Uricchio spiega cosa significa per l’Italia
I monopoli tecnologici hanno vita breve, e la sicurezza non si costruisce sul vantaggio del momento ma sulla capacità di generarne di nuovi, il che richiede istituzioni scientifiche libere, adeguatamente finanziate e collegate fra loro. Il professor Uricchio analizza la strategia su scienza e tecnologia degli Usa, usando anche la lente italiana
Nuove sanzioni su Cuba. Gli Usa aumentano la pressione contro il regime
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha spiegato che queste ultime misure sono dirette contro nuove entità che sostengono il sistema di repressione della dittatura castrista
Aoun da Leone XIV per salvare la sua idea di pace tra Libano e Israele
Il presidente libanese Joseph Aoun si è rivolto a Leone XIV per rafforzare il sostegno internazionale al difficile percorso di attuazione dell’accordo con Israele. Sullo sfondo restano il nodo del ritiro israeliano dal sud del Libano, il disarmo di Hezbollah e il rischio che il processo negoziale si arresti definitivamente. L’analisi di Riccardo Cristiano
















