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Due anni da anatra zoppa e arrabbiata? Il Trump post-midterm visto da Castellaneta

Fino a gennaio Trump può ancora accelerare tra Iran, nomine e ordini esecutivi, ma il nuovo Congresso limiterà le sue ambizioni. E per l’Europa e l’Italia si apre uno spazio di iniziativa da non sprecare. La riflessione dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

La finestra iraniana di Pechino: cosa cambia dopo le midterm americane?

La sconfitta repubblicana alle elezioni di midterm complica la politica estera americana, mentre Xi Jinping rafforza i contatti diplomatici con le capitali del Golfo. La Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, potrebbe sfruttare l’incertezza per consolidare la propria influenza in Medio Oriente, ma la relazione asimmetrica con l’Iran presenta contraddizioni strategiche

Dall'Iran ai dazi, ecco l’impatto della blue wave sulla politica estera americana

Di Cristina Martinengo

L’avanzata democratica in Congresso apre una nuova fase di confronto con Trump anche in politica estera. Pur senza sostituire la Casa Bianca, il Parlamento può limitarne il margine d’azione su Iran, Ucraina e commercio. L’analisi di Cristina Martinengo (Geopolitica.info)

L’Egitto tra crisi economica, equilibri nel Mediterraneo e sfida europea

Di Bruna Tintori

Nel quadro degli attuali assetti mediterranei, l’Egitto si conferma un interlocutore strategico di primaria importanza per la sicurezza e la cooperazione energetica e migratoria dell’Europa; tuttavia, la tenuta del Paese resta esposta a profonde vulnerabilità finanziarie, demografiche e geopolitiche che rendono complessa la gestione delle dinamiche regionali e il partenariato con Bruxelles. L’articolo di Bruna Tintori (Geopolitica.info)

L'ambasciatore nell'era digitale, una professione in via di estinzione?

Di Domenico Vecchioni

I capi di Stato si telefonano, i governi negoziano in videoconferenza, gli inviati speciali scavalcano le ambasciate. Ma chi interpreta davvero le intenzioni degli interlocutori? La diplomazia professionale di fronte alla sua più grande trasformazione. Tra intelligenza artificiale e canali personali, il valore degli ambasciatori si misura nella capacità di leggere i contesti, anticipare le scelte e costruire fiducia. L’analisi di Domenico Vecchioni, già ambasciatore d’Italia a Cuba

Le ambizioni diplomatiche di Melania Trump vanno oltre Oleshky?

Dopo la tregua di Oleshky, Melania Trump ha riunito alla Casa Bianca delegazioni russe e ucraine e ha affidato loro due lettere per Putin e Zelensky. Il suo canale umanitario si consolida così accanto al canale negoziale gestito da Witkoff, ma il suo ruolo effettivo resta poco chiaro

Le donne che riscrivono la mappa del potere Usa

L’esito delle urne americane di metà mandato ha aperto la strada per abbattere barriere razziali, religiose e di genere. Ha ridisegnato la mappa del potere restituendo un quadro di trasformazione al femminile. Mentre montano i rischi di coinvolgimento anche per l’Europa in incerti scacchieri, le donne sono l’arma geopolitica strategica che può cambiare equilibri e definire nuovi modelli?

Trump ascolti le urne e i democratici non si illudano. Scrive Bonanni

Il messaggio delle urne non è una vendetta ideologica. È una richiesta di limiti al potere e coesione sociale. Trump resterà presidente per altri due anni: dovrebbe ascoltare il verdetto, non sfidarlo. I democratici, favoriti dal voto e dal ricambio interno, non scambino il successo per una delega in bianco. Le nuove assemblee dovranno ricondurre il confronto politico alla responsabilità democratica

L’attivazione delle linee invisibili sui robot ABB. Il veto cinese a Softbank letto da Picotti

La Cina è tornata ad utilizzare la propria normativa sugli investimenti esteri per bloccare un’altra grande operazione: la cessione della divisione robotica della multinazionale svizzera ABB alla giapponese Softbank per un valore di quasi 5,4 miliardi di dollari. Cosa c’entra la Cina in un’operazione che vede una società giapponese acquisire un ramo di una società svizzera? La riflessione di Luca Picotti

Trump, l’Iran e l’Europa davanti a un’America più fragile. La lettura di Katulis

La battuta d’arresto dei repubblicani alle elezioni di metà mandato potrebbe spingere Donald Trump a rivedere la propria strategia verso Teheran, senza necessariamente rendere Washington più prevedibile. Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute, avverte che l’Europa, Italia compresa, si prepara ad affrontare due anni di maggiore incertezza, mentre il presidente americano cerca una via d’uscita da un conflitto ancora irrisolto

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