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Gli antidoti democratici di Israele funzionano. Sarà il dopo Netanyahu? La lettura dell'amb. Mattiolo

L’affluenza record certifica la vitalità democratica di Israele, ma la tenuta del Likud dimostra che archiviare Netanyahu non sarà semplice. Per l’ambasciatore Luigi Mattiolo, la partita si gioca sulla capacità del blocco del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot di costruire una maggioranza parlamentare credibile. Sul tavolo restano i nodi degli insediamenti in Cisgiordania, dell’esenzione degli ultraortodossi dal servizio militare e del futuro del confronto con i palestinesi. Decisivo anche il fattore americano: gli equilibri di Washington potrebbero incidere sulle scelte strategiche del prossimo governo e sull’intero assetto mediorientale

La Turchia cerca spazio all’Onu, tra le ambizioni di Trump e il dilemma Orbán

Ankara sembra intenzionata a preparare una candidatura per succedere al segretario Guterres, mentre Trump valuta l’opzione ungherese. La partita potrebbe rivelare le contraddizioni della strategia americana verso le Nazioni Unite e aprire uno spazio diplomatico per Erdogan

Il paradosso di Pechino: Xi rafforza il Partito, ma a Taiwan cresce la distanza politica

Un nuovo sondaggio rivela che quasi tre taiwanesi su quattro hanno un’opinione negativa del Partito comunista cinese. Un dato significativo anche tra gli elettori dell’opposizione, mentre Pechino affronta il quinto Plenum

Netanyahu non perde. Pelanda spiega cosa cambia per Iran, Golfo e Ue

“Il 18% dei partiti arabi? Non conta nulla, a meno che non ci sia qualche partito tradizionale che voglia utilizzarlo. La guerra in Iran? Se l’America decide una mossa, Israele segue. L’Ue? Tolga il divieto della partecipazione di aziende israeliane nel programma Horizon”. Intervista all’esperto analista Carlo Pelanda

Washington e Mosca parlano già di affari. E all'Europa non piace

Joint venture petrolifere, Nord Stream, Lukoil e Zaporizhzhia. Gli Usa trattano con la Russia dossier che toccano l’Europa, mentre gli alleati di sempre restano fuori dalla stanza. Uno sviluppo tutt’altro che gradito

L’Africa è entrata nella rotta della droga latino-americana. Ecco come

Dalla produzione alla commercializzazione di cocaina e altre sostanze, i Paesi africani sono diventati un polo importante per la rete di narcotraffico finora presente solo in America Latina. E le autorità americane ne sono consapevoli. Il report dell’Africa Center for Strategic Studies

Lobito Corridor, così il Piano Mattei rafforza la filiera dei minerali critici

L’Italia di fatto si trova a guidare una delle infrastrutture più strategiche del continente africano. Infatti la decisione da parte di Africa Finance Corporation di affidare l’opera al player italiano apre uno squarcio significativo all’interno dell’economia complessiva dell’interlocuzione italo-africana, mettendo la ciliegina sulla torta al Piano Mattei: ovvero cooperazione, interazione, progettazione che si traduce in un asse assolutamente strategico per i minerali critici

Stallo biblico in Israele. Il voto decisivo di militari e partiti arabi

Lo spoglio dei voti va per le lunghe. Lo scrutinio delle “doppie buste”, ovvero i voti espressi in seggi diversi da quelli di appartenenza in Israele, inizieranno solo a tarda notte e si concluderanno soltanto domani sera. Senza questi voti non sarà possibile stabilire la ripartizione dei seggi. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Ins Trishul a Civitavecchia, un passo avanti nella partnership marittima tra India e Italia. Scrive l’amb. Rao

Di Vani Rao

La visita della nave indiana Ins Trishul a Civitavecchia si inserisce in una fase di intensificazione dei rapporti marittimi tra Roma e Nuova Delhi. Dalle esercitazioni congiunte al primo Dialogo bilaterale sulla sicurezza marittima, la cooperazione si estende alla protezione delle rotte commerciali, alla condivisione di informazioni e alla tutela delle infrastrutture critiche. Sullo sfondo, il nuovo Partenariato strategico speciale e la crescente centralità dello spazio indo-mediterraneo. La riflessione di Vani Rao, ambasciatrice d’India in Italia

Stubb e Støre chiamano Putin. Così il Nord rompe il silenzio europeo

Finlandia e Norvegia riaprono un canale con il Cremlino, confermando il sostegno a Kyiv e specificando di parlare a nome proprio, non dell’Europa. Ma Putin non arretra sul Donbas e accusa Ue e Nato, mentre Copenaghen denuncia una frattura nel fronte europeo

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