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L’Iran per la Cina. Qual è il calcolo strategico di Xi (che attende Trump a Pechino)

La crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran riporta al centro lo Stretto di Hormuz e il nodo energetico del Golfo, mettendo alla prova il calcolo strategico di Pechino. Tra pressioni su Teheran, dipendenza dal Gnl qatariota e il vertice Trump-Xi alle porte, la Cina osserva, tutela i propri interessi e misura i costi della distrazione americana

Propaganda senza pubblico? Il declino dell'impero mediatico cinese in Africa

Pechino ha costruito in vent’anni un articolato sistema mediatico in Africa, investendo in studi, redazioni e volti locali. Ma il pubblico continua a preferire testate occidentali. Spingendo Pechino a cercare approcci alternativi

Dall’Europa orientale al Golfo. Cosa collega il dossier iraniano a quello ucraino

Dalla difesa di Kyiv alla sicurezza del Golfo. L’Ucraina propone il proprio know-how anti drone come contributo strategico nell’attuale crisi regionale. Mentre a margine cresce il timore di una redistribuzione dei sistemi di difesa anti-aerea, e la perdita di attenzione verso il conflitto nell’Est Europa

Perché l’Italia non aderisce all’alleanza francese sul nucleare. La versione di Caffio

L’Italia non c’è tra i Paesi Ue aderenti alla proposta francese di coinvolgere i partner europei nel suo  programma di deterrenza nucleare. Parigi immagina una forma di cooperazione militare rafforzata cui hanno subito aderito Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia, Svezia oltre al Regno Unito. La posizione italiana va letta alla luce di un atlantismo ormai consolidato tenendo conto  dell’esistenza sul  nostro territorio di armi nucleari Nato. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio

La rete e i social gate keeper dell'informazione di guerra. L'analisi di Giordano

Di Domenico Giordano

Visualizzazioni, follower, interazioni. La nuova escalation non si combatte solo sul piano militare ma anche su quello algoritmico. Mentre crescono i fandom digitali dei leader coinvolti, la polarizzazione corre da una piattaforma all’altra, ridefinendo il consenso online. L’analisi di Domenico Giordano

Cuba is the next? I timori sull’isola

Dopo gli attacchi di Usa e Israele in Iran, prende forza l’ipotesi di un intervento americano nell’isola per combattere la dittatura castrista. La strada diplomatica e la pressione (specialmente energetica). L’analisi del New York Times

Così il risiko si sposta nell'Egeo. Spie a Creta e fregate a Cipro

La gravità della minaccia è stata rilevata in tutta la sua interezza dal governo di Atene e Nicosia dopo le parole del generale Ibrahim Jabbari, comandante delle Guardie rivoluzionarie, per il quale “gli americani hanno trasferito la maggior parte dei loro aerei a Cipro e adesso lanceremo diversi missili contro la stessa Cipro per costringerli a ritirarsi anche da lì”. Dopo quella dichiarazione è stato elevato esponenzialmente il sistema di allerta

Nella crisi iraniana a pesare sull'economia è l'incertezza. Parla Braw (Ac)

L’escalation in Medio Oriente non ha ancora una fine visibile, e questo sta diventando il vero problema per l’economia globale. Senza tempi né obiettivi chiari, compagnie aeree, armatori e investitori navigano a vista mentre l’Europa scopre quanto limitata sia la propria influenza sulle decisioni americane. L’intervista a Elisabeth Braw, senior fellow dell’Atlantic Council

Il Canada si riallinea a Trump (su Iran) e pensa all’Indo-Pacifico

Il rapido sostegno di Ottawa all’operazione statunitense contro l’Iran segnala il riposizionamento tattico di Mark Carney verso Washington dopo mesi di attriti culminati con l’apertura alla Cina. Pur continuando a diversificare verso l’Indo-Pacifico, il Canada sta riallineando la propria strategia entro i limiti dell’alleanza occidentale, riconoscendo la centralità strutturale del rapporto con gli Stati Uniti

Aerei nemici nei cieli, oppositori sul terreno. Così si sfalda il regime degli ayatollah

“L’operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e aprire la strada ad un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita”, ha affermato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani nell’informativa urgente davanti alle commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. L’analisi di Gianfranco D’Anna

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