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Iran-Usa, colloqui storici a Islamabad tra tregua e tensioni

Le delegazioni si incontrano sotto la mediazione pakistana mentre le condizioni per un accordo Washington-Teheran restano controverse e i negoziati sul Libano aggiungono ulteriore complessità a una diplomazia fragile

Verso le elezioni in Ungheria. Passa da Budapest il destino dell'Ue?

Nessun leader in carica nell’Unione Europea ha guidato il proprio Paese per un periodo così lungo come Viktor Orbán. In vantaggio lo sfidante Péter Magyar, a cui guardano anche investitori e Fmi. Due giorni fa l’endorsement di Vance che si è recato in Ungheria per dimostrare il suo sostegno al leader nazionalista. L’unica certezza è che la sinistra è fuori dai giochi

Quali lezioni dalla fragile e inquietante tregua a Hormuz. Scrive Sisci

Nei prossimi 15 giorni e probabilmente anche nelle prossime settimane e mesi, Teheran dovrà ragionare su cosa fare. Se i più ragionevoli nel regime riusciranno a far cambiare direzione al Paese, per l’Iran si aprirà una nuova fase. Se il regime invece si trincererà su posizioni oltranziste, le difficoltà economiche e quindi sociali del Paese, cresceranno col tempo. Per la Cina sarà un altro problema, farsi carico dell’Iran dopo che si è accollata la Russia. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

La visita di Cheng a Pechino? Vittoria cinese nel campo dell’informazione. Parla Insisa

L’incontro tra la presidente del Kmt e Xi Jinping rafforza la narrativa di Pechino sullo Stretto, ma rischia di rivelarsi una scommessa perdente per l’opposizione taiwanese. Per Aurelio Insisa, dell’Istituto Affari Internazionali, è “fondamentalmente una vittoria cinese”

La Russia avanza in Africa mentre l’Occidente guarda altrove. L’accordo con il Madagascar

La Russia rafforza la propria presenza in Africa sfruttando la distrazione strategica di Stati Uniti ed Europa, mentre consolida legami con Paesi fragili come il Madagascar. Parallelamente, Washington ricalibra il suo approccio puntando su investimenti, tecnologia e partnership private, aprendo una nuova fase della competizione geopolitica nel continente

L'Italia non cambierà rotta, i suoi pilastri sono Ue e Usa. L'analisi di Cangelosi

“Oggi stiamo attraversando uno dei momenti più complessi per la Nato, anche a causa delle difficoltà dell’attuale amministrazione americana. Sarà necessario capire come ripensare l’Alleanza e come rafforzare la difesa europea. Inoltre, è ormai convinzione diffusa che il futuro stesso del continente europeo dipenderà dal modo in cui verrà definita la fine del conflitto in Ucraina”. Conversazione con l’esperto diplomatico Rocco Cangelosi

Xi ospita il Kuomintang e rilancia la linea dura contro l’indipendenza di Taiwan

Xi Jinping alza i toni su Taiwan, definendo per la prima volta in modo così diretto l’“indipendenza” come principale minaccia alla stabilità nello Stretto. L’incontro con il Kuomintang segnala una strategia più assertiva di Pechino, tra pressione su Taipei e messaggi indiretti a Washington

Lo scontro si ridimensiona, ma la frattura tra Washington e il Vaticano c'è

Il caso del Pentagono perde intensità tra smentite e normalizzazioni. Ma la distanza tra Casa Bianca e Vaticano si approfondisce sul piano morale, politico e strategico, anche con le ultime parole del papa

Libano‑Israele, il vertice di Washington e il nodo Hezbollah. L'opinione di Mayer

Il primo incontro diretto tra Libano e Israele a Washington riapre un dialogo complesso, segnato da anni di tensioni irrisolte. Senza affrontare in modo credibile le questioni di sicurezza sul terreno, ogni iniziativa diplomatica rischia di restare fragile e di breve respiro

Golfo idrogeno

Fino a quando sarà tollerato il caos di Hormuz? Il commento di Caffio

Gran confusione ad Hormuz dopo il cessate il fuoco. Gli Stati Uniti ne chiedono la riapertura ma nello stesso tempo sembrano realisticamente accettare la pretesa iraniana ad un pedaggio. Russia e Cina hanno votato contro una risoluzione del Consiglio di sicurezza su iniziative coercitive volte a ripristinare il libero passaggio. Le acque omanite sono minate ma Muscat tace. I volenterosi pianificano con calma le loro future attività di naval-peacekeeping nello stretto. La libertà di navigazione è comunque ancora principio non negoziabile. Scrive l’ammiraglio Fabio Caffio

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