A venticinque anni dall’11 settembre, l’Occidente resta il riferimento per libertà e democrazia, ma la sua tenuta è sfidata all’esterno dai regimi autoritari e all’interno dal confronto tra chiusure sovraniste e difesa di Stato di diritto, pluralismo e libertà. Il commento di Nicola Latorre, professore di Relazioni internazionali presso la Luiss Guido Carli
Esteri
Difendere senza timori i valori delle democrazie. L’eredità dell’11 settembre secondo Castellaneta
Se il Novecento è stato il secolo delle grandi guerre convenzionali, combattute lungo fronti ben definiti e finalizzate all’occupazione di territori, il XXI secolo si è aperto con nuove forme di conflitto, ibride e asimmetriche. La guerra non conosce più confini geografici né tempi definiti: può manifestarsi ovunque e in qualsiasi momento. L’analisi di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti
Azione strategica nel Mercosur. La diplomazia della crescita di Tajani tra Argentina e Brasile
La missione di Tajani tra Argentina e Brasile punta a trasformare l’apertura Ue-Mercosur in export, investimenti e nuove partnership industriali. Ma Roma attribuisce all’intesa anche un valore politico: rafforzare la presenza europea in un’America Latina sempre più contesa
Mar Cinese Meridionale, quando Pechino perde il diritto e ricorre alla forza
Il rifiuto cinese del lodo arbitrale del 2016 si accompagna a una crescente pressione sul terreno contro le Filippine. Ma la coercizione di Pechino sta producendo un effetto opposto: spinge Manila e gli altri partner regionali a rafforzare alleanze e cooperazione di sicurezza nell’Indo-Pacifico
Perché le elezioni anticipate in Serbia sono un affare europeo
Al di là delle dichiarazioni di facciata, appare evidente come le urne rappresenteranno uno spartiacque rispetto al potere pluriennale di Vucic, geopoliticamente a metà strada tra Bruxelles, Mosca e Pechino. Il presidente serbo più volte ha rivendicato l’autonomia diplomatica e commerciale con la Cina, principale investitore a Belgrado. La Serbia è candidata all’adesione all’Ue dal 2009, ma i legami del governo con Pechino sono uno dei principali motivi di ritardo del processo di integrazione
L’ombra lunga del Nine Eleven. Venticinque anni dopo, la lezione dell’11 settembre resta attuale
Il Presidente Donald Trump ha reso omaggio alle vittime dell’11 settembre durante l’evento “Steel Across America” alla Casa Bianca, accanto a una trave d’acciaio recuperata dalla Torre Sud del World Trade Center. “Faremo il possibile per assicurarci che un altro giorno così non si ripeta”, ha affermato riassumendo il senso delle solenni commemorazioni dei prossimi giorni. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Italia-Giappone, da 160 anni di amicizia alla sfida dell’Indo-Med. Il racconto di Zoffili
Nel 160° anniversario delle relazioni diplomatiche, Italia e Giappone rafforzano una partnership che ormai attraversa difesa, tecnologie e sicurezza delle rotte indo-mediterranee. Eugenio Zoffili, presidente della sezione bilaterale di amicizia Italia-Giappone dell’Unione interparlamentare e vicepresidente dell’Assemblea parlamentare dell’Osce, racconta a Formiche.net il ruolo della diplomazia parlamentare mentre Tokyo, con Takaichi, prepara una trasformazione che rende il rapporto con Roma ancora più strategico
Dopo le Torri gemelle. Così l'11 settembre ha riscritto sicurezza, deterrenza e alleanze. L'analisi di Zeneli
Intere generazioni oggi conoscono questa data solo attraverso i libri di storia. Questo passaggio dalla memoria alla storia comporta un rischio per il suo significato, mentre le sue conseguenze continuano a influenzare il presente. L’11 settembre non è stato soltanto un attentato terroristico, ma il momento in cui gli Stati Uniti e i loro alleati sono stati costretti a ripensare il significato stesso della sicurezza e il prezzo necessario per difenderla. È questa la lezione che vale la pena ricordare venticinque anni dopo. L’analisi di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso Europe Center dell’Atlantic Council
Senza unità la sfida a Russia e Cina è persa. La questione politica europea secondo Sisci
L’espulsione di dieci diplomatici russi segna una discontinuità nella politica estera di Budapest dopo l’era Orbán. In un’Europa scossa dall’avanzata delle forze filorusse e dalle tensioni geopolitiche, torna centrale una domanda: rafforzare il progetto politico dell’Unione o affrontare divisi le sfide poste da Mosca, Cina e Medio Oriente. La riflessione di Francesco Sisci
Da Semicon a Pax Silica, perché le tecnologie trusted interessano sempre di più l'Italia
L’onda di investimenti nell’intelligenza artificiale sta spingendo i fornitori taiwanesi verso nuovi mercati, mentre Tsmc amplia la propria presenza all’estero. Washington legge questo movimento attraverso la sicurezza delle filiere e la costruzione di una rete di partner affidabili. Una partita che riguarda sempre più da vicino anche l’Italia
















