Mentre Trump spera nella ciliegina sulla torta del suo 80mo compleanno e l’Iran tergiversa, il balletto di conferme, precisazioni e smentite sta trasformando in un happening mondiale la sigla degli accordi per interrompere le ostilità fra Washington e Teheran. Ma dietro le quinte, in tutte le capitali coinvolte, i contrari all’accordo remano nella stessa direzione. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Esteri
Vi spiego cosa serve (davvero) alla diplomazia europea. Parla Cangelosi
“Questo dibattito deve portare a trasformare il servizio diplomatico europeo, ma non a svuotarlo o a riportarlo completamente sotto il controllo degli Stati membri”. L’Unione europea con una vera e propria politica estera? Non è una soluzione gradita a tutti”. Conversazione con l’esperto diplomatico, già consigliere del Presidente Napolitano
Pakistan, Kashmir occupato. Cosa raccontano le proteste contro i seggi riservati
La contestazione contro il sistema dei seggi riservati ai rifugiati provenienti dal Kashmir occupato dal Pakistan ha provocato almeno 15 morti negli scontri con le forze di sicurezza. Islamabad risponde con arresti, divieti e una stretta securitaria che alimenta ulteriormente le tensioni
Evian, il summit delle ambizioni ridotte. Il G7 secondo Demarais
La Francia arriva al G7 con un’agenda economica ampia, dalla correzione degli squilibri globali all’intelligenza artificiale. Alla vigilia del vertice, il risultato più concreto potrebbe essere aver preservato l’unità del formato in una fase di crescente frammentazione geopolitica
La rinascita strategica. Ue e America Latina in un mondo in trasformazione
Per anni l’Europa ha sottovalutato il valore strategico dell’America Latina, lasciando spazio all’avanzata di altri attori globali come la Cina. Il rilancio dell’accordo Ue-Mercosur offre ora l’opportunità di recuperare un rapporto fondato su radici culturali, istituzionali e politiche condivise. L’analisi di Constanza Mazzina, direttrice del corso in Scienze politiche presso Ucema (Argentina), e Lorenzo Tordelli, esperto America Latina e cooperazione europea
Geopolitica, milizie e guerra cognitiva. Così l'Iraq torna al centro del Medio Oriente
Baghdad torna al centro dell’attenzione internazionale tra indiscrezioni sull’utilizzo del suo territorio nelle operazioni contro l’Iran e la formazione del nuovo governo al-Zaidi. L’Iraq resta uno spazio strategico conteso, dove fragilità istituzionale, dipendenza energetica e minaccia jihadista si intrecciano con la competizione tra grandi potenze
Il mostro di Frankenstein. La guerra cognitiva russa e la narrativa che cuce ideologie morte
Il dottor Frankenstein, nel romanzo di Mary Shelley, alla fine è divorato dalla propria creatura. La domanda aperta, per l’Europa, è se saremo capaci di riconoscere il mostro prima che bussi alla porta. La riflessione di Alberto Pagani
L'Europa dei volenterosi e la pace che non arriva. L'opinione di Guandalini
Dopo l’Iran si può fare. Mettere d’accordo Putin e Zelensky. Non sarà semplice ma l’Europa ha per le mani questa golden share. Nominando un intermediario di pace, voce sola, autorevole e di provata esperienza. Angela Merkel è la persona giusta. Il ruolo dei volenterosi a tre, Gran Bretagna, Germania e Francia, è stata una passerella priva di efficacia. Per trovare il bandolo della matassa servirà seguire l’adagio ‘voltarsi indietro per andare avanti?’. L’opinione di Maurizio Guandalini
Il divario quantistico tra Usa e Cina si assottiglia. E Pechino sogna il vantaggio
Il quantum cinese non è più solo limitato al laboratorio, e Pechino ha già una rete operativa con satelliti dedicati e due record mondiali nell’ultimo anno. E se gli Usa mantengono il primato nella ricerca di base, il distacco si riduce più velocemente del previsto
JP Morgan analizza presente e futuro della competizione Usa-Cina sull’AI
La competizione tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale non si gioca più soltanto nei laboratori, ma nelle infrastrutture, nell’energia, nella finanza e nella capacità di trasformare innovazione in potere economico. Un nuovo report di JPMorgan mostra perché la vera partita è sempre meno tecnologica e sempre più sistemica
















