Al vertice informale di Nicosia, Viktor Orbán diserta e lascia l’Ungheria senza voce sui dossier chiave, trasformando la “sedia vuota” in un gesto politico definitivo. L’Ue tira dritto e guarda al successore Péter Magyar: un segnale della fine dei veti di Budapest e di un possibile riallineamento europeo. La riflessione di Carlo Curti Gialdino
Esteri
Chi è Rumen Radev, l’euroscettico che ha vinto in Bulgaria
Grande sostenitore di Putin e noto euroscettico, l’ex comandante dell’aeronautica militare ha ottenuto la maggioranza assoluta e potrà governare da solo il Paese. Decisiva la capitalizzazione dello scontento degli elettori nei confronti di tutte le forze politiche
Per la Us Navy la soluzione al problema delle mine nel Golfo sono i robot
Tra droni subacquei e convogli militari, Washington tenta di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ma la capacità operativa ridotta e le tensioni persistenti complicano una riapertura stabile
Immigrazione, il vero nodo è la gestione. L'opinione di Lombardi
La gestione concreta dell’immigrazione — più che i principi — sta diventando il vero banco di prova per i governi europei, tra integrazione, sicurezza e pressione sui servizi. Episodi locali e mobilitazioni politiche non creano il problema, ma riflettono una crescente distanza tra capacità dello Stato e percezione pubblica. l’opinione di Carlo Lombardi
La Nato e la danza delle ipocrisie. La lettura di Franco Carinci
La Nato nasce e cresce su una “ipocrisia funzionale”: l’articolo 5 formalizza una difesa collettiva che, nei fatti, ricade sugli Stati Uniti. Con la fine della Guerra fredda e lo spostamento dell’asse strategico verso la Cina, quell’equilibrio si incrina e l’Alleanza perde centralità. Oggi, mentre Washington chiede più impegno agli europei, il vero nodo è politico: ha ancora senso un impianto pensato contro l’Urss? Per l’autore, continuare a crederlo significherebbe sostituire una finzione con un’altra. Serve, invece, ripensarne ruolo e funzione. La lettura di Carinci
In Medio Oriente per tutti l'obiettivo è salvare la faccia. L'analisi di Castellaneta
Tra fake news, uranio intrasportabile e tregue appese a un filo, i conflitti contemporanei si combattono sempre più sul piano della narrazione. Un’analisi dei nodi irrisolti dal Golfo al Libano, e del ruolo che l’Italia e l’Europa possono ancora giocare. La riflessione dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
Il 21 aprile metterà alla prova la tregua tra Stati Uniti e Iran
La vera domanda non è più che cosa significasse la tregua quando fu annunciata, ma che cosa faranno Washington e Teheran quando scadrà la sua copertura di due settimane. Il punto di Marco Vicenzino
Guerra cognitiva, la lista della spesa della Cina che l'Europa non può ignorare
Oltre novemila documenti di acquisto dell’esercito cinese rivelano un programma sistematico di AI per il supporto decisionale, la guerra cognitiva e la sorveglianza delle infrastrutture. Scenario cognitivo fortemente segnalato dalla relazione dei servizi segreti al parlamento. La lettura di Gaetano Mauro Potenza, security manager ed esperto di sicurezza integrata
L'America ha il brevetto, la Cina la catena di montaggio. La competizione tecnologica letta da Jake Sullivan
Nel suo ultimo intervento su Foreign Affairs, Jake Sullivan ridisegna la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina non come una gara all’innovazione, ma una battaglia per il controllo delle leve industriali e strategiche del sistema globale. E offre degli spunti di riflessione per i policymakers transatlantici
La visita di Pahlavi a Roma. Diplomazia, opposizione e il nodo irrisolto dell'interlocutore iraniano
La visita di Reza Pahlavi a Roma riapre il nodo della selezione degli interlocutori iraniani tra diplomazia prudente e pressione politica. Il punto centrale è la mancanza di un’opposizione strutturata e organizza nella Repubblica islamica
















