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IA e cooperazione pubblico-privato. La nuova strategia cyber di Trump punta sull'offensiva

La nuova Cyber Strategy for America riflette una visione più assertiva della sicurezza informatica statunitense, puntando su deterrenza offensiva, cooperazione con il settore privato e leadership tecnologica nelle tecnologie emergenti

Ecco come Italia-India legano gli interessi strategici. Parla Perego

Il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago analizza lo stato della cooperazione tra Roma e Nuova Delhi, tra interoperabilità militare, sicurezza marittima e prospettive strategiche legate all’Indo-Mediterraneo e al progetto Imec

L’impatto delle recenti purghe sulla modernizzazione militare cinese

Di Filippo Fabbri

In Cina, la campagna anticorruzione in atto suggerisce il fallimento delle riforme al sistema di approvvigionamento. Il persistere di dinamiche collusive e corruttive tra Pla e complesso militare-industriale rischia di compromettere gli sforzi per la modernizzazione militare e l’autosufficienza tecnologica

Commonwealth americano o Federazione europea? Due traiettorie possibili secondo Preziosa e Velo

Di Pasquale Preziosa e Dario Velo

L’ordine internazionale costruito dopo il 1945 è in una fase di trasformazione, segnata dal ritorno della competizione tra potenze e dal ridimensionamento del multilateralismo tradizionale. Per l’Europa la scelta è se restare potenza economica priva di piena soggettività strategica oppure compiere un salto federale. Dalla risposta europea dipenderà non solo l’equilibrio dell’Atlantismo, ma anche la forma del futuro ordine internazionale. La riflessione del generale Pasquale Preziosa e del professor Dario Velo

Perché Teheran (e non solo) ha puntato sui droni kamikaze. Parla Borsari

L’arma economica che cambia gli equilibri militari. Il ruolo dei droni nel conflitto mediorientale spiegato da Federico Borsari, non-resident fellow presso il programma di Transatlantic Defense and Security del Center for European Policy Analysis

La base di Akrotiri (Cipro), il punto cieco tra Europa e Nato

L’attacco con drone alla base britannica di Akrotiri ha portato Cipro al centro della crisi nel Mediterraneo orientale, trasformando un presidio logistico in un nodo strategico esposto. Attorno all’isola si sono mossi Regno Unito, Francia, Grecia e altri partner europei con mezzi difensivi, ma il caso mette in luce un vuoto politico e giuridico

Guerra in Iran, tutto sullo scontro Usa-Spagna

Il presidente americano ha minacciato il taglio dei rapporti commerciali con il Paese iberico, che accusa di non collaborare come membro della Nato nel conflitto in Medio Oriente. La questione delle basi militari e la solidarietà cinese…

Iran, cosa (non) può fare l'Europa senza gli Usa

Secondo un’analisi dell’Ecfr, l’Europa non può limitarsi a gestire le conseguenze della guerra con l’Iran se vuole restare strategicamente rilevante: più che allinearsi alle operazioni statunitensi, dovrebbe investire capitale politico e diplomatico per favorire una de-escalation e contribuire al negoziato post-bellico. Ma il nodo è pratico: con il regime iraniano decapitato e Washington determinante nel futuro assetto di Teheran, qualsiasi via d’uscita dalla crisi passa inevitabilmente dal coordinamento con gli Stati Uniti

Crisi iraniana, così si muove l'Italia (con il fronte europeo). Le parole di Crosetto e Tajani

Cosa farà l’Italia adesso? Sicuramente manderà assetti navali a protezione di Cipro e al contempo è stato chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, di “innalzare al livello massimo” la rete di difesa aerea e anti-balistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato, al fine di “gestire ogni possibile conseguenza”. Meloni in aula mercoledì

Così la Cina è più vicina a Cuba (con il solare)

Il regime castrista sta facendo fronte alla crisi energetica del Paese con i pannelli importati dalla Cina, la cui installazione è cresciuta significativamente e a un ritmo record, redendo forse l’isola cubana il Paese bandiera di transizione alle rinnovabili. Ma questo può non bastare… L’analisi dell’Economist

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