La tregua con Teheran ha evitato lo scenario peggiore, ma non ha risolto nulla. La crisi ha mostrato il limite dell’azione americana e la necessità, per l’Europa, di dotarsi finalmente di una capacità autonoma di deterrenza. Il ragionamento dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
Esteri
La tregua su Hormuz apre una finestra che l’Europa non può sprecare
Le due settimane di tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz offrono una rara finestra politica. Ma per evitare che resti un’occasione sprecata, Europa, Stati Uniti e partner regionali devono parlare alla parte più pragmatica dell’élite iraniana
Perché Trump punta ai rimpatri dei migranti illegali verso l’Africa
Dalla Repubblica del Congo al Ruanda, l’amministrazione americana sarebbe in trattative per siglare accordi in cui questi Paesi (gran parte sotto governi autoritari) ricevano i deportati dall’America. Il primo caso delle “deportazioni verso Paesi terzi” di Trump. L’anticipazione del New York Times
Il Pakistan è il mediatore ideale per Teheran. Da Polenza spiega perché
“Con Kabul ci sono relazioni complesse, mentre con Teheran è diverso: da alcuni mesi il Pakistan ha iniziato a sottoscrivere accordi formali per fare da ombrello atomico all’Arabia Saudita e ai Paesi del Golfo. Considero questo un ruolo nuovo che, evidentemente, aiuterà Islamabad a ottenere un riconoscimento anche in funzione interna, come sganciamento dal conflitto con l’India”. Conversazione con il massimo esperto italiano di Pakistan, da 30 anni attivo nell’area del Karakorum
Il Madagascar diventa terreno di gioco per Putin. Ecco perché
Mentre Washington e Bruxelles restano concentrate sul Medio Oriente, Mosca rafforza i rapporti con la nuova leadership militare del Madagascar. Un avvicinamento che intreccia sicurezza, risorse critiche e controllo delle rotte marittime
Iran, così Vance e la Cina hanno fermato Trump
Il cessate il fuoco con l’Iran appare meno come il risultato di una strategia coerente e più come l’esito contingente di un equilibrio precario tra pressioni divergenti. Più che fermare una guerra, il vicepresidente Vance e Pechino – con l’aiuto diplomatico del Pakistan – hanno contribuito a evitare che una crisi già fuori controllo superasse un punto di non ritorno. Resta da vedere se questo equilibrio potrà essere mantenuto, o se si tratta solo di una pausa prima di una nuova escalation
Ecco come la Cina è diventata un salvagente economico per l'Iran
Nonostante anni di sanzioni occidentali, l’Iran continua a esportare petrolio e ad alimentare la propria macchina militare. Uno dei motivi principali è Pechino, che compra greggio scontato, protegge nei fatti un partner strategico e rende più difficile per Washington colpire davvero il cuore economico della Repubblica islamica
Nel Cile di Kast test anti droga per tutti i funzionari di governo
In passato la misura si applicava soltanto ai ministri, ora anche i sottosegretari e gli assessori dovranno eseguire l’analisi per dimostrare di non avere assunto sostanze stupefacenti. Il controllo del nuovo governo di destra parte dall’interno
L’ultimatum di Trump all'Iran e il rischio di uno shock energetico globale. Gli scenari di Dentice
L’escalation tra Stati Uniti e Iran spinge il rischio energetico globale verso una soglia critica, con possibili effetti diretti anche sull’Italia. Secondo Giuseppe Dentice (OsMed), lo scenario più plausibile è una gestione prolungata della crisi, tra negoziati informali e rischio costante di escalation. I prossimi mesi saranno segnati da “grande volatilità e incertezza”, con un Medio Oriente destinato a non tornare allo status quo precedente
La dolce vita (negli Usa) della nipote di Soleimani
La giovane donna definiva l’America “il Grande Satana” e difendeva la Guardia Rivoluzionaria iraniana, ma godeva di una vita di lusso tra ristoranti e alberghi a Los Angeles. L’ordine d’arresto per la successiva deportazione, insieme alla figlia, è partito dal segretario di Stato per incongruenze della situazione migratoria
















