L’Unione europea, le Nazioni Unite e tanti Paesi singoli hanno messo a disposizione personale di ricerca e soccorso, assistenza sanitaria e materiale tecnologico per i lavori di salvataggio e sostegno umanitario, nonché risorse economiche
Esteri
Pechino punta sull'Artico per aggirare Hormuz. E Mosca ne è felice
La Cina inaugura il primo servizio regolare di trasporto container attraverso la Rotta del Mare del Nord, riducendo fino alla metà i tempi di navigazione verso l’Europa. La nuova “Ice Silk Road” rafforza il ruolo strategico dell’Artico e consolida la cooperazione con la Russia in un contesto segnato dalle tensioni nel Mar Rosso e nei principali choke point marittimi
Assad condannato a morte. Ora Damasco deve processare anche il proprio futuro
La prima condanna contro Bashar al-Assad dalla caduta del regime segna una cesura storica. Ma per la nuova Siria il vero banco di prova sarà trasformare la resa dei conti con il passato in autentica giustizia di transizione, evitando che venga percepita come giustizia dei vincitori. Tra riconciliazione nazionale, legittimità del nuovo ordine e il nodo russo, la sentenza riguarda il passato siriano ma soprattutto il suo futuro. L’analisi di Michele Prudente, studente del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri
Democrazia e IA. Se le visioni di Sanders e Zuckerberg dimenticano la Cina
Bernie Sanders ha chiesto a OpenAI, Anthropic e Meta di sospendere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, citando problemi di sicurezza e impegni presi dalle aziende stesse. Mark Zuckerberg, invece, sostiene l’importanza di modelli aperti e infrastrutture più veloci, criticando la concentrazione del potere. Entrambi ignorano la competizione con la Cina, che avanza rapidamente con modelli open-weight e un approccio statale alla diffusione dell’AI
Perché Mojtaba ridisegna la catena di comando iraniana durante la guerra con Trump
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato di ridisegnare la catena di comando mentre il conflitto con Stati Uniti e Israele attraversa una fase di momentanea minore intensità, dopo la nuova escalation di luglio. Le nomine rispondono alle vulnerabilità emerse sul campo, ma raccontano anche la competizione per gli equilibri della nuova leadership iraniana
Telecamere che parlano con Pechino. Il caso dei droni britannici
Le telecamere dei droni navali britannici inviavano segnali verso Pechino. Il caso rivela le vulnerabilità della supply chain proprio mentre Londra scommette 5 miliardi di sterline sui sistemi autonomi
La lite sull’immigrazione che l’Europa non può permettersi. Scrive Stefanini
Tra pressioni migratorie, sospensione di Schengen e tensioni tra Roma e Madrid, l’Europa torna a dividersi su una sfida che richiederebbe invece una risposta comune. Ma mentre guerre, energia e competizione geopolitica impongono scelte strategiche, il rischio è che l’immigrazione assorba ancora una volta energie e capitale politico. E che le logiche nazionali prevalgano proprio quando all’Europa servirebbe maggiore unità
Meloni-Frederiksen, ecco la nuova intesa europea sulle politiche migratorie
Come è noto migrazione, terrorismo e guerra stanno ridisegnando la mappa della sicurezza del Nord Africa che come primo impatto ha l’Unione europea: per questa ragione Libia, Tunisia e Algeria stanno intensificando la cooperazione transfrontaliera, poiché le minacce transnazionali ignorano i confini nazionali e spingono verso altre aree, come il Vecchio continente
Auto made in China? Per la Spagna c’è rischio spionaggio
Oltre all’ondata migratoria, l’esercito del Paese iberico è impegnato nell’indagare il vero rischio di spionaggio con l’arrivo del gigante cinese Saic (Motor) al porto di Ferrol per l’assemblaggio di auto a partire del 2028. L’allarme del ministero della Difesa spagnolo
L'Ungheria continua a voltare pagina. Il giudice rimosso da Orbán verso la presidenza
Quattordici anni dopo la fine anticipata del suo mandato alla guida della Corte suprema, András Baka torna al centro della politica ungherese come candidato di Tisza alla Presidenza della Repubblica. Una scelta dal forte valore simbolico con cui Péter Magyar prosegue il ricambio ai vertici delle istituzioni dopo sedici anni di Orbán
















