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L'arma invisibile della Casa Bianca contro la Cina passa dalle supply chain. Scrive Preziosa

Il nuovo rapporto della Casa Bianca sul transshipment va oltre la lotta all’elusione dei dazi e mette al centro il controllo delle reti produttive globali. Con il Detective Border, Washington punta a usare dati e intelligenza artificiale per mappare dipendenze, anomalie e relazioni lungo le supply chain. Ma vedere una rete non significa possedere le capacità necessarie per sostituirla, e ricostruire ecosistemi industriali richiede tempo, capitale e competenze. L’analisi del generale Pasquale Preziosa

Fare ragionare Putin o essere travolti con lui. L’interrogativo dell’intelligence russa

Sarebbero molto più sottili e concrete le motivazioni del faccia a faccia moscovita dei vertici dello spionaggio Usa e russo. Apparati che “leggono” il presente e prefigurano gli sviluppi futuri. L’analisi di Gianfranco D’Anna

La stanza senza verbale. Il viaggio di Ratcliffe letto da Volpi

Il viaggio del direttore della Cia a Mosca ricorda una cosa che si preferisce non nominare: quando i governi non possono parlarsi, a tenere aperta la linea sono gli apparati. È una funzione discreta, costruita su fiducia personale e continuità, e nel Mediterraneo è ormai il vero motore della mediazione. La riflessione di Raffaele Volpi

Il lobbying verde di Pechino e la lezione (ancora attuale) del rapporto Draghi

Alberto Pagani partendo da alcuni fatti recenti fotografa un problema strutturale che l’Europa continua a rinviare: la scelta, tutt’altro che tecnica, tra il prezzo più basso oggi e la capacità industriale di domani

Hormuz verso la normalizzazione? Tutti gli scenari secondo Caffio

Una lenta normalizzazione si profila ad Hormuz con gli Usa impegnati nello sminamento e nella libertà di transito. L’Iran cerca di mantenere il suo ruolo di interdizione cercando anche di far cassa; l’Oman sembra non contrastarlo. I Volenterosi stanno alla finestra. I nostri cacciamine a Gibuti sono sempre pronti ad entrare in azione. Cresce la pressione dello shipping internazionale per la piena ripresa della navigazione. L’opinione di Fabio Caffio

Fratture e opportunità per l’America Latina in quest’era di disordine globale

Di Francesco Maria Chiodi e Lorenzo Tordelli

Il nuovo rapporto della Cepal analizza le fratture che stanno trasformando il sistema internazionale e le conseguenze per l’America Latina e i Caraibi. Dalle risorse strategiche all’integrazione regionale, fino al non allineamento attivo, dieci proposte per rafforzare la capacità della regione di muoversi tra competizione globale e nuovi equilibri di potere. L’analisi di Francesco Maria Chiodi, senior expert di politiche sociali e del lavoro e coordinatore di programmi Ue per l’America Latina, e Lorenzo Tordelli, economista esperto di cooperazione euro-latinoamericana

Le divisioni transatlantiche fanno il gioco di Mosca e Teheran. Conversazione con Katulis (Mei)

Hormuz e Ucraina raccontano lo stesso problema, avversari più deboli che sfruttano le divisioni dell’Occidente. Per Brian Katulis (Middle East Institute) manca su entrambi i fronti una strategia proattiva capace di seguire lo stesso approccio nei confronti di Teheran e Mosca

Gli Usa tirano una linea con la Russia. E l'Italia? L'interrogativo di Sisci

Washington alza il livello dello scontro con Mosca e chiede agli alleati Nato maggiore chiarezza. Ma mentre gli Usa tracciano una linea netta sulla Russia, l’Italia continua a fare i conti con ambiguità politiche, consenso filorusso e interrogativi sulla propria collocazione strategica. Il commento di Francesco Sisci

Il prestito da 90 miliardi non basta. E in Ue torna l'ipotesi asset congelati

Mentre il fabbisogno finanziario dell’Ucraina cresce, diversi governi europei vogliono rilanciare il progetto della Reparations Loan basata sugli asset russi congelati. Ma i rischi legali e finanziari continuano a frenare Bruxelles

Ratcliffe, Gallagher e un negoziato che non c'è. Le trattative sull'Ucraina secondo Savino

“Dallo scorso anno, quando sembravano esserci i presupposti per l’inizio di un dialogo fra Mosca e Washington, un dialogo il più delle volte strombazzato e anche esagerato, ma che personalmente ho sempre ritenuto poco praticabile su quelle basi, non se ne vedono più i presupposti”. Intervista a Giovanni Savino, docente presso l’Università Federico II di Napoli

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