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Vi spiego l’effetto del ciclone Donald sull’Alleanza Atlantica. Scrive l’ambasciatore Stefanini

Il vertice di Ankara non ha cancellato le tensioni interne all’Alleanza, ma ha evitato il rischio di una frattura e consolidato due risultati chiave: l’aumento degli investimenti nella difesa e la conferma del sostegno all’Ucraina. Trump ha monopolizzato la scena, ma dietro lo spettacolo politico la Nato ha dimostrato una capacità di adattamento che ne rafforza la tenuta anche nella fase più incerta della sua storia recente. L’analisi dell’ambasciatore Stefano Stefanini

Cosa è la Grande Muraglia Verde, l’altro grande progetto della Cina

Negli ultimi anni, il governo di Pechino ha piantato 66 miliardi di alberi per un enorme progetto di riforestazione vicino a Gobi e Taklamakan. L’obiettivo principale, le conseguenze (anche positive sull’aria) e un curioso e preoccupante andamento della crescita…

Dai cavi all'AI, ecco come la sicurezza cambia natura. La conferenza di Med-Or

La sicurezza nazionale si estende ormai dalle infrastrutture critiche alle reti digitali, dalle capacità industriali all’intelligenza artificiale. Dalla conferenza organizzata da Med-Or Italian Foundation e Luiss School of Government, con Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Csf, emerge la sfida per l’Italia: trasformare la centralità mediterranea in capacità strategica, tecnologica e industriale

Usa-Iran, la diplomazia è l’unica via d’uscita. Geranmayeh spiega perché

A tre settimane dalla firma, il Memorandum of Understanding tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere arrivato al punto di rottura. Le nuove minacce di Donald Trump, gli attacchi americani contro obiettivi iraniani e la risposta di Teheran hanno prodotto la più grave escalation militare dall’avvio del fragile cessate il fuoco di aprile. L’analisi delle ultime notizie e i commenti di Geranmayeh (Ecfr)

La volubilità di Trump impone un salto di qualità all’Europa. Scrive Camporini

Le dichiarazioni incendiarie di Donald Trump alla vigilia del vertice Nato sembravano prefigurare una frattura con gli alleati. Il comunicato finale racconta invece una storia diversa, con il rilancio della difesa collettiva, il sostegno all’Ucraina e nessun segnale di disimpegno americano. Proprio questa distanza tra retorica e decisioni, però, rafforza la necessità per l’Europa di dotarsi finalmente di una capacità politica e militare più autonoma all’interno dell’Alleanza. La riflessione del generale Vincenzo Camporini

Perché Trump ha ripreso i bombardamenti sull'Iran. L'analisi di D'Anna

La Casa Bianca si starebbe preparando a quello che potrebbe trasformarsi in un “ciclo di scontri” con l’Iran che potrebbero durare “diversi giorni e forse anche settimane”, scrive il sito di informazioni Axios che cita funzionari americani. Secondo la testata la durata e l’intensità della nuova offensiva “dipenderà interamente dalle prossime mosse di Teheran”. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Il Burden Shift porterà a una Nato più sana, non più debole. La versione di Pavel

Bene la licenza per i Patriot a Kyiv. L’Europa però deve assumersi più responsabilità, anche se Washington non intende abbandonare il continente. Dall’Ucraina al nuovo equilibrio transatlantico, così Barry Pavel, managing director della Pavel Global Strategies e già vicepresidente della Rand Corporation e direttore dello Scowcroft Center dell’Atlantic Council, legge il vertice Nato di Ankara

Convinzione e non convenienza. Così Meloni racconta l'Italia su Iran, Ucraina, Nato e Trump

“Quello che noi mettiamo a disposizione della Nato è molto di più: fa dell’Italia un fornitore di sicurezza e un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3 mila militari italiani impegnati nei principali teatri dell’alleanza”, ha detto Giorgia Meloni ad Ankara

Da Trump a Bukele, il lato politico delle criptomonete

Leader dell’estrema destra internazionale sfruttano la popolarità della moneta digitale come bandiera populista per conquistare l’elettorato più giovane. L’analisi de El Pais

 

Perché i successi di Kyiv potrebbero spingere Putin all'escalation

La guerra entra in una nuova fase: l’avanzata russa rallenta, l’Ucraina colpisce sempre più in profondità e Mosca vede aumentare i costi del conflitto. Ma il rischio è che Putin scelga di alzare ulteriormente il livello dello scontro

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