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Da Meloni a Schlein. Bilanci e prospettive dei leader italiani secondo D'Anna

“L’incontro di domani con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, é segno del progresso nei negoziati tra Usa e Ucraina” ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky nel convulso fine anno di trattative che non dirada tuttavia le incognite sul ruolo dei leader internazionali e dell’incidenza della politica italiana. L’analisi di Gianfranco D’Anna

La prossima tappa della diplomazia sull'Ucraina è Mar-a-Lago. Di cosa si parlerà

Il viaggio di Zelensky in Florida segna una nuova accelerazione dei contatti diplomatici sul conflitto ucraino, in un momento in cui il piano di pace promosso dagli Stati Uniti appare vicino a una definizione ma ancora privo di un consenso pieno. Garanzie di sicurezza, questioni territoriali e ricostruzione restano i principali nodi sul tavolo

Perché la Cina sta facilitando in silenzio il ritorno missilistico dell’Iran? Risponde Gering

I test missilistici iraniani del 22 dicembre si inseriscono in una fase di ricostruzione della deterrenza di Teheran, resa possibile anche da filiere esterne di tecnologie dual-use. Tuvia Gering (Acus), spiega come la Cina non agisca come fornitore diretto, ma come abilitatore silenzioso, spinta da una logica di riequilibrio regionale più che da meri interessi energetici

Terremoto nel Corno d’Africa, Israele primo Stato a riconoscere il Somaliland

Gerusalemme rompe gli equilibri regionali riconoscendo ufficialmente il Somaliland come Stato sovrano, aprendo a Israele un affaccio strategico sul Golfo di Aden contro le minacce Houthi. La mossa, sigillata da Netanyahu, scatena reazioni furenti da Egitto, Turchia e Somalia, mentre Emirati ed Etiopia applaudono: un nuovo asse che ridisegna rotte commerciali e alleanze nel cuore del commercio globale

Deterrenza senza vittoria. L'equilibrio Nato-Russia nel 2025

Di Mattia Saitta

L’analisi di Mattia Saitta pubblicata nel report del Centro Studi Geopolitica.info dal titolo “La guerra in Ucraina nel 2025. Impatto strategico, economico e geopolitico del conflitto sul sistema europeo”, a cura di Alexandra Elena Vechiu e Matteo Mazziotti di Celso

Russia contro Italia, la narrazione dell’ucrainizzazione come arma politica

L’attacco dell’ambasciata russa sul caso Napoli rientra in una strategia comunicativa volta a delegittimare il dibattito pubblico italiano e a colpire un Paese considerato allineato a Kyiv. La narrativa dell’“ucrainizzazione” appare così come uno strumento propagandistico che ribalta il dissenso democratico in accusa di repressione

Difesa dei cristiani, stabilità in Africa. Perché Trump ha bombardato l’IS in Nigeria

Gli Stati Uniti colpiscono milizie jihadiste in Nigeria collegate allo Stato Islamico, mentre l’amministrazione Trump ha alzato la pressione su Abuja sul tema della sicurezza e della libertà religiosa. Tra narrativa religiosa, complessità locali e interessi strategici, la situazione nigeriana diventa un banco di prova anche per il coordinamento transatlantico, con l’Italia impegnata a tenere insieme principi e pragmatismo (anche nell’ottica del Piano Mattei)

Francia e Germania riportano la Russia nel sistema energetico europeo? Il caso Lingen

Una joint venture franco-russa per produrre combustibile nucleare in Germania riaccende timori di sicurezza, spionaggio e dipendenza strategica. Il caso Lingen mostra i limiti del disaccoppiamento energetico europeo dalla Russia

Corazzate nucleari, armi laser e industria. Tutto sulla Golden Fleet Initiative

Dalla sua residenza di Mar-a-lago, il presidente Usa ha annunciato una nuova iniziativa per rilanciare la potenza navale americana. Corazzate armate di missili nucleari, nuove navi e nuove collaborazioni con le industrie alleate rappresentano la ricetta dell’amministrazione Trump per dominare i mari del futuro. Una scommessa ad alti livelli, che guarda esplicitamente alla partita con Pechino e al futuro degli Stati Uniti come superpotenza militare globale

Macron, Putin e il vuoto politico europeo. L’opinione di Guandalini

Il percorso verso la pace in Ucraina si è arenato. È quasi impossibile tirare le fila e capire la stazione prossima ventura da raggiungere. L’unica novità, inaspettata, è la disponibilità di Macron a parlare con Putin. Deve aver capito che il tirare a campare delle trattative sono solo un prolungamento dell’agonia degli ucraini. L’opinione di Maurizio Guandalini

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