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Pace armata. Perché senza la Nato non cessa il fuoco

Di Riccardo Sessa

Fa già discutere l’annuncio di Jens Stoltenberg di un esercito permanente della Nato sul fianco Est. Ma non c’è altra risposta possibile a un’aggressione deliberata russa a un Paese libero. Senza deterrenza la pace è una chimera. Il commento dell’ambasciatore Riccardo Sessa

Senza stabilità non c’è energia in Nordafrica

La stabilità di due crisi complesse, come Tunisia e Libia, così come le destabilizzazioni nel Sahel non possono essere trattate separatamente dalle necessità energetiche emerse dal conflitto russo in Ucraina. Anzi, tutto ciò che accade nel Mediterraneo allargato si tiene insieme

Accordo sul gas, cosa si aspettano gli algerini

Gli analisti algerini spiegano a Decode39 quali sono i vantaggi che Algeri si aspetta di ottenere dall’accordo con Roma sull’aumento delle forniture di gas

Putin, Xi e la deterrenza nucleare. Parla Stokes (Cnas)

Intervista a Jacob Stokes, esperto del think tank Cnas e già consigliere di Joe Biden. La sfida cinese una priorità per l’amministrazione Usa, preoccupante la crescita dell’arsenale nucleare di Pechino. Taiwan? In Ucraina un assaggio, ma qui gli Stati Uniti interverrebbero

A Shanghai scattano rivolte per il cibo. E le autorità cedono

Dopo giorni di chiusure per lo zero Covid, che hanno causato decine di proteste anche violente, nella capitale economica cinese si allentano le misure di contenimento e si divide la popolazione in tre categorie, per permettere ad alcuni di tornare a lavorare e non paralizzare la vita sociale. Qui i video delle rivolte

Pakistan, nuovo primo ministro e vecchi problemi

Nuovo primo ministro in Pakistan. Ora l’incognita è capire come reagiranno i sostenitori di Khan, che l’ex premier ha già invitato a protestare contro un governo che denuncia essere frutto di una cospirazione di Washington

Giovani e "voto utile". Il peso di Mélenchon nel ballottaggio francese

“Non dovete dare un voto a Marine Le Pen”. Il leader di France insoumise, arrivato terzo nelle elezioni presidenziali in Francia, non si schiera in maniera esplicita per Macron, ma mette in chiaro chi non deve secondo lui arrivare all’Eliseo. Ecco la sua proposta di governo, chi ha votato per lui e perché, e chi invece non lo supporta…

Comunque vada, la Francia cambierà volto (in Europa)

Al di là del risultato elettorale che riserva poche sorprese, il voto francese è il primo di una lunga serie di ostacoli sulla via di Macron. Dall’asse traballante con Berlino alla guerra russa e il gas, perché monsieur le President non può dormire sonni tranquilli. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

La Quinta Repubblica è tramontata, Macron non costruirà la sesta

Con il voto di ieri si può dire che la Quinta Repubblica non esiste più. I suoi pilastri, neo-gollisti e socialisti, sono miseramente crollati. Tra cinque anni Macron darà l’addio alle armi. Qualcosa farà. Di lui resterà l’ombra di uno Jupiter che non ha compreso la Francia, ma l’avrà malamente governata. Anche la democrazia genera sovrani. Spesso tuttavia si sbaglia. L’analisi di Gennaro Malgieri

Le Pen vs Macron, non sarà un revival. Parla Gressani

Conversazione con il fondatore della rivista Le Grand Continent. Dal 2017 il mondo è cambiato, la politica francese no. Macron ha spaccato i repubblicani, Le Pen ha sfruttato Zemmour. Al secondo turno la sovranista deve sperare di ripetere il miracolo di Trump

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