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La destra per vincere non deve essere il partito della rabbia. Le elezioni in Francia lette da Pombeni

Non si può vincere con una destra di carattere estremista perché non è sufficiente accreditarsi come alternativa quando i cittadini sono delusi: questa è stata una grossa debolezza del Rassemblemant national e poi al secondo turno il duello nel duello ha premiato le caratteristiche personali”. Conversazione con Paolo Pombeni, professore emerito all’università di Bologna e direttore della storica rivista il Mulino per il triennio 2024-2026

Le Pen perde ma non si sa chi vince, e il Fronte Popolare... La versione di Ceccanti

La destra di Le Pen è stata sconfitta ma ora è presto per parlare di una svolta a sinistra della Francia. Melenchon si collocherà all’opposizione perché con le sue posizioni non è coalizzabile. Il Nuovo fronte popolare è una realtà molto eterogenea e, quindi, potenzialmente conflittuale. Riproponibile in Italia? Se le alleanze in negativo poi non evolvono nel tempo in qualcosa di positivo, servono sul momento per una legittima difesa ma sul medio-lungo termine rischiano di esplodere e di favorire le rivincite altrui. L’analisi del costituzionalista Stefano Ceccanti

Meloni non ceda al richiamo della foresta e voti von der Leyen. Il corsivo di Cangini

A Meloni conviene turarsi le orecchie con la cera per evitare di essere sedotta dal canto delle sirene identitarie che risuona alla sua destra. Deve evitare di cedere al richiamo della foresta, votare a favore di von der Leyen e proseguire senza indugi la marcia di avvicinamento al Partito popolare europeo. Se vuole continuare a governare l’Italia facendone l’interesse nazionale, questa è la via

No a ogni estremismo. La strada indicata da Bergoglio alla Francia (e all'Europa)

A Trieste papa Francesco, durante il suo intervento alla Settimana Sociale, ha detto che la democrazia è partecipare e non parteggiare, non fare i tifosi ma dialogare. Con chi dialogano Melenchon e Le Pen? I francesi hanno partecipato al voto. Ma poi gli opposti estremisti stanno chiedendo loro di parteggiare, cioè di tornare tifosi… La riflessione di Riccardo Cristiano

Lezioni francesi per chi ha studiato almeno un poco. Scrive Pasquino

Superata una sfida insidiosa e minacciosa, non solo al regime semipresidenziale, ma in special modo ai suoi valori fondanti, la République ha impartito una lezione democratica molto importante un po’ a tutti, anche al papa preoccupato per l’astensionismo, e continua. Alors, bon voyage. Il commento di Gianfranco Pasquino, accademico dei Lincei e professore emerito di Scienza politica

Parigi affonda Le Pen, e ora? Il rebus francese secondo D'Anna

Avere arginato la minacciosa avanzata dell’estrema destra non basta: ora bisogna governare. Ma sulle rive della Senna dove sono naufragati Le Pen e Bardella, le forze politiche coalizzatesi per battere il neofascismo sono agli antipodi. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Giorgia Meloni, Fanpage e il precedente di Togliatti. La riflessione di Polillo

Giorgia Meloni nella sua lettera ai dirigenti del partito esprime un giudizio senza possibilità d’appello nei confronti di coloro che hanno indugiato in gesti, parole e comportamenti che poco hanno a che vedere con un movimento che “fin dalla sua fondazione” aveva fatto “la scelta di aprirsi a culture politiche compatibili” con quella di coloro che avevano già “fatto i conti con il passato e con il ventennio fascista”. Un po’ come accadde quando Togliatti, nel 1946, sconfessò la linea dei gruppi armati del Pci, appoggiati da Pietro Secchia. La riflessione di Gianfranco Polillo

Se Orban riesce a mediare, depotenzia il putinismo. E Meloni... Parla Natale (Statale)

Il viaggio del presidente ungherese in Russia sta facendo discutere e divide gli animi. Il fronte degli “amici” dello zar anche su scala internazionale sta crescendo. Ma se Orban riuscirà a mediare sul conflitto, il putinismo potrebbe essere fortemente indebolito. E potrebbe essere un bene anche per Giorgia Meloni e per l’Italia. Colloquio con Paolo Natale, docente di sociologia politica alla Statale di Milano

Il vero significato dello shock francese contro il modello degli enarchi parigini. L'opinione di Tivelli

Il modello italiano (per dirla in breve: meno Stato più società), rispetto al modello francese, basato invece su più Stato meno società, si è dimostrato più capace non solo di reagire agli shock, ma anche di costituzionalizzarli. In Francia, la rivolta contro il tradimento dei chierici certamente si registrerà, in qualche modo, anche al secondo turno. Il candidato premier Bardella è il simbolo di una classe dirigente che non dispone certo del know-how, delle dotazioni da tecnocrati di cui dispone il sistema degli enarchi francesi: più che a un’elezione, siamo di fronte a una rivoluzione silenziosa. Le riflessioni di Tivelli

Il Fronte Popolare è alternativo al Centro. Il commento di Merlo

La logica e la deriva del “Fronte Popolare” è semplicemente alternativa rispetto a tutto ciò che è riconducibile al Centro, alla politica di centro, alla cultura di centro e, in ultimo ma non per ordine di importanza, al “metodo” di centro nella politica italiana. Il progetto patrocinato dal presidente di Anpi è frutto e conseguenza della massiccia radicalizzazione del conflitto politico che porta alla costruzione di cartelli elettorali dominati da un odio implacabile nei confronti dell’avversario-nemico. Un nemico che, di conseguenza, non può che essere annientato a livello politico e demolito a livello culturale e, purtroppo, anche personale. L’analisi di Giorgio Merlo

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