Il governo ora è quasi completo e in generale sembra con diverse velocità, viste anche le ultime scelte. Per governare ci vogliono limiti di velocità, massimi e minimi, uguali per tutti. E perché la politica sia arte ci vuole un “maestro d’arte” che diriga la bottega e segni il passo, indichi costantemente il progetto da realizzare e abbia il coraggio anche di mandare a casa chi, per motivi nobili o meno nobili, pensa ad altro. La riflessione di Rocco D’Ambrosio, presbitero della diocesi di Bari, ordinario di Filosofia Politica nella facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana di Roma
Politica
G20 e Conte torna in classe. L'agenda di oggi
Tra gli appuntamenti di giornata, si rivede l’ex presidente del Consiglio Conte, che all’Università di Firenze terrà una Lectio Magistralis, nella sua prima uscita pubblica dopo il saluto a Palazzo Chigi. Inoltre, G20 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali. Ecco i principali appuntamenti di oggi
M5S, Conte sarà leader (ma non federatore). Parla Sorgi
Leader sì, federatore no. Giuseppe Conte può prendere il timone del Movimento Cinque Stelle ma il progetto di un campo progressista con il Pd è tramontato con Draghi, dice l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi. Dibba&Co? I tempi del vaffa sono finiti
L'Italia è tornata a contare in Europa. Le donne Pd e il futuro 5 Stelle. Parla Urbinati
Il ruolo dell’Italia in Europa ha avuto una svolta già con le trattative per il Recovery Fund, Draghi capitalizzerà quanto fatto finora. L’arrivo di Biden segna una svolta per i rapporti transatlantici. Le polemiche sul ruolo delle donne Pd nel governo sono sterili: dovevano farsi sentire prima della composizione, non dopo. Conte traghetterà i 5 Stelle e potrà farli diventare un partito vero. L’analisi della professoressa Nadia Urbinati
Chi va e chi resta. Tutti i travagli a 5 Stelle (via Facebook)
Da Vincenzo Spadafora e Emanuele Dessì, i grillini in subbuglio affidano alla piattaforma Facebook i loro pensieri (e le loro smentite) sulla situazione interna al Movimento 5 Stelle. C’è chi va via e c’è chi resta (per ora)
Le conseguenze politiche (auspicabili) di Draghi. La bussola di Ocone
Adesso che la composizione del governo Draghi è definitiva, i partiti devono puntare a un conflitto meno valoriale-simbolico. Ma la domanda che sorge spontanea a questo punto è se maturerà un’area di centro tendenzialmente maggioritaria, un partito “nazionale” à la Macron per intenderci, oppure se la dialettica resterà a due, fra una destra e una sinistra, come è stata nel corso della “Seconda Repubblica” fino al 2013. La bussola di Corrado Ocone
Cosa c'è dietro la svolta moderata di Luigi Di Maio
Di Maio esce dall’angolo, rivendica il processo di maturazione compiuto in questi anni dal M5S, fino a diventare “sinceramente” atlantista ed europeista. La collocazione del M5S come forza moderata e responsabile non è solo frutto del contingente, dell’effimero, del governismo. Piuttosto è il tentativo di occupare uno spazio politico anche in prospettiva post-Draghi
Troppo facile dare la colpa a Zingaretti
Si può certo continuare a dire che Zingaretti è indeciso a tutto e che non regge il centro della scena, ma è abbastanza miserabile metterla così. La sinistra italiana va ampiamente ripensata, magari provando a smetterla di cercare spasmodicamente il mostro da combattere. Il corsivo di Roberto Arditti
Anche con l'82% dei voti in Senato, il governo Draghi ha messo la fiducia al Milleproroghe
Nonostante i 262 sì alla fiducia in Senato al governo Draghi (82%), il ministro D’Incà ha messo la fiducia al Milleproroghe
La scommessa Draghi? In nome dell'Europa e nel solco di Guido Carli
La nomina di Draghi rappresenta una reale opportunità per l’Italia in chiave europeista sulla scia etica e culturale di Guido Carli. Ed è nella scia di quella memoria che la Fondazione Guido Carli organizza il 5 marzo alle 17 la Lectio magistralis dal titolo “Il diritto alla felicità. Confronto a due voci sul futuro dell’etica”. L’intervento di Romana Liuzzo, presidente della Fondazione
















