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Dal record della domanda alla crisi di Hormuz. Il gas prova la sua resilienza

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Il sistema globale del gas ha iniziato il 2026 da una posizione di forza, con una domanda di gas naturale che ha raggiunto il record di 4.202 miliardi di metri cubi. E in futuro il metano continuerà a rappresentare un elemento essenziale non solo come fonte di approvvigionamento, ma anche come fattore di resilienza del sistema, contribuendo a gestire la volatilità della domanda, le interruzioni delle forniture e i rischi per la sicurezza energetica

Il presente dell’energia si chiama gas. E forse anche il futuro, o almeno un pezzo di esso. Il sistema globale del metano ha iniziato il 2026 da una posizione di forza, con una domanda di gas naturale che ha raggiunto il record di 4.202 miliardi di metri cubi nel 2025, in crescita di 69 miliardi di metri cubi, in aumento dell’1,7%. Da queste cifre prende le mosse il Global Gas Report 2026 realizzato da Snam e dall’International Gas Union (Igu). Il sistema si è adattato in fretta, diventando più diversificato, più flessibile e decisamente più resiliente alle interruzioni, con l’obiettivo futuro di garantire che questa resilienza continui a tenere il passo con un sistema energetico globale sempre più complesso e in rapida evoluzione.

Le evidenze del Global Gas Report arrivano, ovviamente, in un contesto in cui il panorama energetico globale è sottoposto a più pressioni simultanee derivanti dalle tensioni geopolitiche, dalla crescita della domanda di elettricità, dagli eventi meteorologici, dall’espansione del Gnl e dalla rapida diffusione di intelligenza artificiale e data center, oltre che dalla necessità per l’industria del gas di continuare a ridurre le proprie emissioni. La crisi dello Stretto di Hormuz del 2026 ha rappresentato la sfida più significativa per il sistema globale del gas dalla crisi energetica del 2022. L’interruzione ha limitato circa il 20% delle forniture mondiali di Gnl, equivalenti a circa il 3 per cento dell’offerta globale di gas. La produzione globale di gas è prevista in calo di 4 miliardi di metri cubi (-0,1%) nel 2026, con l’impatto sulla produzione del Medio Oriente ampiamente compensato dalla solida crescita produttiva negli Stati Uniti e in altre regioni. Anche la domanda globale è attesa in lieve diminuzione, di 7 miliardi di metri cubi (-0,2%). Si tratterebbe del primo calo, rispettivamente, dell’offerta e della domanda dal 2022.

Tuttavia, gli effetti sono stati sensibilmente diversi rispetto a quelli registrati quattro anni fa. I prezzi del gas sono aumentati ma sono rimasti ben al di sotto dei livelli eccezionali raggiunti quattro anni fa. I prezzi al Ttf hanno superato i 20 dollari per milioni di Btu (60 euro al megawattora), a fronte di oltre 70 dollari registrati durante la crisi del 2022 (227 euro al megawattora). Questa maggiore resilienza riflette gli investimenti effettuati dal 2022 nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nelle capacità di liquefazione e rigassificazione, negli stoccaggi e nella flessibilità degli acquisti. La disponibilità di fonti alternative e gli stoccaggi hanno contribuito ad assorbire l’impatto della crisi, consentendo agli acquirenti di adattarsi alla situazione: la resilienza del sistema globale del gas è stata costruita prima dell’arrivo della crisi dello Stretto di Hormuz.

Per mantenerla, restano essenziali ulteriori investimenti nella produzione di Gnl, nella capacità di rigassificazione, negli stoccaggi e nella diversificazione dei portafogli di fornitura. Nel 2025 la domanda globale di gas naturale è cresciuta in tutte le regioni del mondo ad eccezione dell’Oceania. Il comparto residenziale e commerciale ha registrato l’incremento maggiore, pari a 32 miliardi di metri cubi, seguito dall’industria con 20 miliardi di metri cubi e dalla generazione elettrica con 17 miliardi di metri cubi. Quest’ultima si conferma il principale settore di utilizzo finale, rappresentando il 34 per cento della domanda globale di gas. L’Asia ha registrato il maggiore incremento regionale con 25 miliardi di metri cubi, seguita dal Medio Oriente con 18 miliardi di metri cubi e dall’Europa con 10 miliardi di metri cubi.

I trasporti si sono confermati il comparto con la crescita più rapida, in aumento di 9 miliardi di metri cubi. La produzione globale di gas ha raggiunto il massimo storico di 4.147 miliardi di metri cubi nel 2025, con il Nord America che ha contribuito con 54 miliardi di metri cubi di nuova offerta, più di tutte le altre regioni in crescita messe insieme. Gli Stati Uniti hanno inoltre superato la Russia come maggiore esportatore netto di gas al mondo, con volumi esportati pari a 167 miliardi di metri cubi nel 2025, e il Gnl statunitense ha coperto oltre la metà delle importazioni europee di Gnl. Se le recenti tendenze della domanda dovessero continuare, il consumo globale di gas potrebbe raggiungere un volume compreso tra i 4.516 e i 4.575 miliardi di metri cubi entro il 2030, a conferma della necessità di proseguire gli investimenti nella produzione, nel Gnl, nella rigassificazione e nello stoccaggio per tenere il passo con la domanda.

Di conseguenza, la pianificazione energetica dovrà considerare anche scenari di domanda più elevata, soprattutto in un contesto in cui l’espansione dei data center, l’aumento del fabbisogno di raffrescamento e l’incertezza geopolitica rendono sempre più difficile prevedere i futuri consumi energetici. In questo scenario, il gas continua a rappresentare un elemento essenziale non solo come fonte di approvvigionamento, ma anche come fattore di resilienza del sistema, contribuendo a gestire la volatilità della domanda, le interruzioni delle forniture e i rischi per la sicurezza energetica.


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