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Porti, imprese e sanità. L’Italia rafforza il ponte con Misurata

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Non soltanto nuove rotte commerciali. Il rapporto tra Italia e Libia passa anche dalla sicurezza alimentare, dalla formazione scientifica e dalla capacità di accompagnare le imprese nei mercati della sponda sud. A Misurata, la missione organizzata dalla Camera di commercio italo-libica mette insieme questi diversi livelli della cooperazione: da una parte il collegamento tra infrastrutture portuali, dall’altra il trasferimento di competenze e tecnologie. Sullo sfondo, la prospettiva di rafforzare le connessioni economiche tra Europa e Africa, nel quadro del Piano Mattei

L’intesa tra i porti della Sicilia occidentale e la Free Zone libica si affianca al memorandum sulla cooperazione veterinaria. Due accordi nella missione di sessanta aziende italiane, tra logistica mediterranea e accesso ai mercati africani

Non soltanto nuove rotte commerciali. Il rapporto tra Italia e Libia passa anche dalla sicurezza alimentare, dalla formazione scientifica e dalla capacità di accompagnare le imprese nei mercati della sponda sud. A Misurata, la missione organizzata dalla Camera di commercio italo-libica mette insieme questi diversi livelli della cooperazione: da una parte il collegamento tra infrastrutture portuali, dall’altra il trasferimento di competenze e tecnologie. Sullo sfondo, la prospettiva di rafforzare le connessioni economiche tra Europa e Africa, nel quadro del Piano Mattei.

Due le intese firmate oggi. La prima coinvolge l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale e la Misurata Free Zone. La seconda lega la Camera di commercio italo-libica all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” (Izsum), con un programma dedicato alla sanità animale, ai laboratori veterinari e al controllo delle filiere alimentari.

L’asse tra la Sicilia e Misurata

A sottoscrivere l’accordo portuale sono stati Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, e Mohsen al-Suqutri, presidente del consiglio di amministrazione della Misurata Free Zone. Alla cerimonia era presente Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, impegnato alla guida della delegazione di circa sessanta aziende italiane.

L’obiettivo è rafforzare i rapporti tra il sistema portuale della Sicilia occidentale, che comprende tra gli altri Palermo, Termini Imerese e Trapani, e l’infrastruttura libica, favorendo nuove opportunità nei trasporti, nella logistica e nel commercio.

“Il documento firmato tra la Misurata Free Zone e l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, con il sostegno della Camera di commercio italo-libica, rappresenta un’opportunità concreta di collaborazione che intendiamo riempire di contenuti, trasformando le relazioni istituzionali in progetti, investimenti e nuove occasioni di sviluppo per la Sicilia, la Libia e l’Italia”, spiega Tardino.

La presidente ha inoltre proposto di ospitare una delegazione libica a Palermo per approfondire le iniziative da sviluppare insieme. Per al-Suqutri, l’Italia rappresenta un partner importante tanto per gli scambi commerciali quanto per le possibilità di ulteriore cooperazione. La firma apre ora il lavoro tra i rispettivi gruppi tecnici.

Colicchi sottolinea invece il valore della missione nel far conoscere più da vicino agli interlocutori europei Misurata, la sua zona franca e le potenzialità di collegamento con i mercati africani.

La partita delle infrastrutture

L’intesa si inserisce nella missione imprenditoriale in programma dal 31 ottobre al 4 novembre, organizzata dalla Camera di commercio italo-libica con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, con il sostegno della Misurata Free Zone.

La delegazione comprende imprese delle costruzioni, delle infrastrutture, dell’agroalimentare, dell’energia, della logistica, dei trasporti, della meccanica e della sanità. Tra i partecipanti figurano Fincantieri e il gruppo armatoriale Grimaldi. Agli incontri istituzionali si affiancano appuntamenti bilaterali e visite alle realtà produttive locali.

Una delle prospettive al centro del confronto riguarda il programma di investimenti da 2,7 miliardi di dollari per l’ampliamento dei terminal di Misurata, promosso da un consorzio guidato da MSC. Per Tardino, il potenziamento dello scalo libico apre possibilità anche per i porti della Sicilia occidentale, impegnati a loro volta nel rafforzamento delle infrastrutture e interessati a intercettare nuovi traffici.

Nel messaggio rivolto al Forum imprenditoriale e degli investimenti libico-italiano, l’ambasciatore d’Italia in Libia, Gianluca Alberini, ha accolto con favore la prospettiva dell’accordo portuale, richiamando il potenziale di Misurata come snodo logistico tra Europa e Africa.

La cooperazione passa anche dalla sanità animale

Accanto ai porti, un secondo accordo amplia il perimetro della collaborazione. Nella sede della Camera di commercio italo-libica a Misurata, Colicchi e Stefano Petrini, delegato del direttore generale dell’Izsum Vincenzo Caputo, hanno firmato un memorandum sulla sanità animale, sulla sicurezza alimentare e sulla formazione veterinaria.

Il programma comprende sorveglianza epidemiologica, rafforzamento dei laboratori libici, trasferimento tecnologico e controllo delle filiere degli alimenti di origine animale.

Tra le priorità figurano la formazione sulle principali malattie infettive del bestiame – afta epizootica, dermatite nodulare contagiosa, febbre catarrale degli ovini e peste dei piccoli ruminanti – e il supporto alla definizione di piani di prevenzione, biosicurezza e controllo delle epidemie. Sono previsti anche scambi di informazioni e sviluppo di protocolli diagnostici.

Una parte specifica riguarda la formazione del personale dei laboratori ufficiali o riconosciuti libici, dalla diagnostica molecolare e sierologica alla gestione della qualità. Il memorandum contempla inoltre attività su vaccini autogeni e reagenti diagnostici, con possibili iniziative di trasferimento tecnologico e produzione locale.

Dalle competenze ai progetti

Sul fronte alimentare, la collaborazione prevede controlli microbiologici e chimici sugli alimenti di origine animale e sul pescato, monitoraggio dei residui di farmaci veterinari e dei contaminanti, tracciabilità e gestione del rischio. Attenzione anche agli allevamenti di dromedari, bovini, ovini e caprini e alla qualità igienico-sanitaria di latte e carne.

La dimensione scientifica si accompagna a quella economica: corsi, stage e scambi di esperti potranno affiancarsi a incontri tra imprese italiane e operatori libici, visite tecniche e ricerca di partner per investimenti e progetti congiunti.

Il memorandum avrà durata quinquennale, rinnovabile con il consenso delle parti. L’attuazione passerà attraverso accordi specifici e un piano annuale di lavoro, subordinati alla disponibilità delle risorse e all’approvazione degli organi direttivi.

È su questo passaggio, dalle firme ai programmi operativi, che si misurerà la portata delle intese. Per i porti, la sfida sarà trasformare il dialogo istituzionale in collegamenti e traffici. Per la cooperazione veterinaria, tradurre competenze e formazione in capacità diagnostiche, prevenzione e filiere più sicure. Due percorsi distinti, dentro la stessa agenda di collaborazione economica tra Italia e Libia.


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