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Conta esserci, per une serie di ragioni. Supervisionare la smilitarizzazione e la ricostruzione di Gaza nel quadro di un cessate il fuoco approvato dalle Nazioni Unite. Il “board of peace” per Gaza è pronto al varo e vedrà la prima riunione giovedì prossimo a Washington: la Commissaria europea Suica sarà presente nella sua veste di responsabile per il Mediterraneo e l’Italia sarà presente come osservatore, anche in considerazione della rilevanza che assume il dossier ricostruzione. Per questa ragione il ministro degli esteri Antonio Tajani sarà audito oggi davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e in Aula alla Camera. Di questo e di altro si è discusso ieri a Palazzo Chigi nel vertice tra Giorgia Meloni e suoi vice.

QUI BRUXELLES

L’Ue si dice disposta a collaborare con gli Stati Uniti per quanto riguarda l’attuazione del piano di pace per Gaza, anche se ha ancora “diverse domande” da porre su alcuni elementi dello statuto del Consiglio, tra cui la sua governance e la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite. La presenza della Commissione non equivale a diventarne membro, precisano da Bruxelles, partecipa a questa riunione “proprio in virtù del nostro impegno di lunga data per l’attuazione del cessate il fuoco a Gaza, nonché per partecipare agli sforzi internazionali a sostegno della ricostruzione e della ripresa postbellica”, aggiungendo che l’Ue dispone già di un importante sostegno finanziario. “Ed è in questo contesto che vogliamo partecipare”. Indipendentemente dallo stato di avanzamento dell’impegno nel Board of Peace, ciò che conta è il contributo che l’Ue può apportare alle discussioni, è la posizione della Commissione. Inoltre la presenza della commissaria Šuica si inserisce inoltre nel solco tracciato dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove l’Ue ha co-ospitato con Francia e Germania un incontro tra partner europei e arabi.

QUI ROMA

In occasione del vertice ad hoc convocato a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni nel tardo pomeriggio di ieri (dopo il ritorno della premier a Roma da Niscemi) è stato fatto il punto della situazione, anche alla luce delle accuse giunte dalle opposizioni. Passaggio ribadito in precedenza da Tajani, secondo cui l’Italia punta a partecipare come osservatore a Washington, anche in vista della ricostruzione della Striscia, certo che Roma non potrà restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, oltre che per confermare l’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente. A chi dalle opposizioni ha sollevato dubbi costituzionali sulla presenza del governo come osservatore al Board of Peace ha replicato Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, secondo cui è “una scelta di responsabilità che mantiene aperto un canale di dialogo strategico, anche europeo, con gli Stati Uniti e rafforza il ruolo dell’Italia sullo scenario internazionale”.

SCENARI

Chi non sarà a Washington è il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ufficialmente fa sapere che non prenderà il volo per gli Usa: prevedibile dopo l’attacco al movimento trumpiano Maga stoccato dal palco della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio (che domenica ha dichiarato che gli Stati Uniti non vogliono un’Europa “dipendente” o “vassalla”) è in visita nei paesi europeo filo-trumpiani come Slovacchia e Ungheria.

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Il “board of peace” per Gaza è pronto al varo e vedrà la prima riunione giovedì prossimo a Washington: la Commissaria europea Suica sarà presente nella sua veste di responsabile per il Mediterraneo e l’Italia sarà presente come osservatore. Per questa ragione il ministro degli esteri Antonio Tajani sarà audito oggi davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e in Aula alla Camera

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