Skip to main content

L’Iran ha lanciato dozzine di missili contro Israele, segnando una grave, ulteriore ed estrema escalation nelle tensioni regionali. Le sirene d’allarme hanno suonato in tutto il Paese, e ai cittadini israeliani è stato ordinato di restare vicini ai rifugi. L’allarme è stato diffuso attraverso i cellulari e le televisioni nazionali, con sirene attivate in diverse città, inclusa Gerusalemme e le zone centrali di Israele.

Questo attacco arriva in un momento critico, subito dopo l’assassinio del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e l’invasione terrestre israeliana nel sud del Libano. Nonostante le previsioni di una moderazione da parte di Teheran e Hezbollah, l’Iran ha scelto di rispondere con forza. Le speranze di Teheran di negoziare un allentamento delle sanzioni con la prossima amministrazione statunitense sembrano ora messe da parte, mentre si prefigura una risposta di ampia portata da parte di Israele.

Le domande chiave: scala, obiettivi e tempistica della risposta israeliana

Con l’attacco iraniano in corso, ci si pongono tre domande principali riguardo alla risposta di Israele. Innanzitutto, qual è l’entità del raid? L’attacco missilistico iraniano è stato confermato dall’esercito israeliano, ma la portata completa è ancora da definire. Ci si aspetta che Israele reagisca con forza indipendentemente dal livello di danno causato dall’Iran, trasformando questo attacco in un’opportunità per rispondere duramente contro Teheran. Ma se i danni saranno importanti, lo stato ebraico sarà chiamato a una risposta più dura.

E dunque, quali saranno gli obiettivi della risposta israeliana? Israele ha diverse opzioni strategiche per il contrattacco, e ciascuna porta con sé diverse implicazioni. È quasi certo che Israele colpirà le infrastrutture militari che l’Iran ha utilizzato per lanciare l’attacco missilistico. L’esercito israeliano ha già avvertito che ci saranno gravi conseguenze per l’Iran, e gli Stati Uniti hanno schierato navi e aerei nella regione pronti ad assistere Israele in caso di necessità. Israele potrebbe decidere di colpire anche le strutture nucleari iraniane, come gli impianti di arricchimento dell’uranio e le strutture correlate alla “weaponization”. Questa opzione rimane tra le più probabili, considerato che è una delle priorità di lunga data del governo Netanyahu. Sebbene meno probabile nel breve termine, Israele potrebbe decidere di colpire le risorse petrolifere dell’Iran, come i campi petroliferi o terminali di esportazione come l’Isola di Kharg, ma ciò rischierebbe di provocare una risposta iraniana su vasta scala, con gravi ripercussioni per la sicurezza civile israeliana e per le relazioni internazionali. Un’opzione meno discussa ma possibile potrebbe vedere Israele colpire infrastrutture civili ed economiche in Iran per fomentare disordini interni e destabilizzare ulteriormente il regime di Teheran.

Dato per scontato il contesto di guerra regionale che si sta innescando, l’altra domanda da porsi è: quando risponderà Israele? La tempistica della risposta israeliana resta incerta, ma è probabile che Israele risponda in due fasi. Un primo attacco potrebbe colpire le infrastrutture militari iraniane a breve termine, potenzialmente in coordinamento con gli Stati Uniti. Successivamente, Israele potrebbe decidere di condurre operazioni indipendenti, mirate al programma nucleare iraniano.

Intanto in Libano…

Parallelamente all’attacco iraniano, il confine settentrionale tra Israele e Libano rimane teatro di intensi scontri. Hezbollah ha lanciato una serie di razzi contro Israele, rispondendo agli attacchi israeliani sui suoi avamposti nel sud del Libano e starebbe partecipando all’attacco iraniano in corso. L’esercito israeliano ha intensificato le operazioni aeree e ha condotto incursioni limitate nel territorio libanese, colpendo infrastrutture militari di Hezbollah.

Le forze israeliane hanno inoltre iniziato operazioni terrestri limitate, con l’obiettivo di distruggere tunnel e depositi di armi di Hezbollah. Sebbene Hezbollah abbia negato che le truppe israeliane siano entrate in Libano, l’esercito israeliano ha pubblicato filmati che mostrano operazioni nei villaggi lungo il confine, segnalando la profondità delle loro incursioni.

Implicazioni strategiche per la regione

L’attacco iraniano rappresenta un cambiamento strategico importante nel conflitto. Se fino a pochi giorni fa si riteneva che Teheran avrebbe preferito mantenere un profilo basso per non compromettere eventuali negoziazioni future con l’Occidente, l’attuale escalation dimostra che le considerazioni tattiche hanno preso il sopravvento.

Per Israele, questa è l’occasione per affrontare simultaneamente diverse minacce. La possibilità di colpire il programma nucleare iraniano, a lungo considerato una priorità strategica, potrebbe essere vista come irripetibile nel futuro prossimo. Tuttavia, questo rischia di portare a una risposta iraniana più aggressiva, coinvolgendo i suoi alleati regionali, come Hezbollah, e altre milizie filo-iraniane.

L’intera comunità internazionale segue con attenzione questi sviluppi, poiché un conflitto più ampio rischia di destabilizzare non solo Israele e l’Iran, ma l’intero Medio Oriente. Le implicazioni per il mercato petrolifero globale e la sicurezza regionale sono enormi. Inoltre, Israele dovrà bilanciare le sue esigenze militari con la necessità di mantenere il sostegno cruciale dei suoi alleati occidentali, specialmente se la sua risposta porterà a un conflitto prolungato.

(Articolo in aggiornamento)

Tutto il territorio di Israele sotto i missili dell’Iran

L’Iran sta colpendo il territorio di Israele con decine di missili lanciati su tutto lo stato ebraico, mentre anche Hezbollah contrattacca all’invasione di terra. Ci sono dei feriti e delle vittime, ora la domanda è quanti danni produrrà il raid iraniano? In funzione di questo si potrà valutare quando e come arriverà la risposta israeliana

Così Comparini punta a rilanciare la strategia spaziale di Leonardo

Con la nomina di Massimo Comparini, Leonardo ha chiaramente avviato un percorso di evoluzione verso un futuro in cui lo spazio non sarà solo un ambito di esplorazione, ma diventerà un elemento cruciale per l’economia globale e per la digitalizzazione della società. La combinazione di tecnologie spaziali e digitali sarà la chiave per garantire che Leonardo continui a essere un leader nel panorama europeo e mondiale

L’Italia che piace ai grandi fondi. Cosa dice l’incontro Meloni-Fink

L’ultima dimostrazione è l’incontro a Palazzo Chigi con il numero uno di BlackRock: rapporti con la finanza e cooperazione pubblico-privato, in particolare sul Piano Mattei, sono cruciali per il Paese. Focus su data center ed energia (pensando al nucleare)

Il costo della guerra. La spesa militare russa raggiunge nuovi massimi

Nel 2025, la Russia aumenterà la spesa per la difesa del 25%, raggiungendo livelli record, segnalando una crescente priorità verso il conflitto in Ucraina e il confronto con l’Occidente. Mentre la spesa sociale subisce tagli significativi

Gcap, Mediterraneo e Indo-Pacifico. Le priorità del rapporto Roma-Londra secondo il Council on Strategy

Un rapporto del Council on Strategy suggerisce al nuovo governo britannico di mettere gli alleati e i partner al centro della propria azione di esteri, difesa e sicurezza. Gcap, Mediterraneo e Indo-Pacifico le priorità nel rapporto con Roma

Una (vera) agenzia demoscopica europea. L'approdo di Swg a Bruxelles raccontato da de Carolis

In risposta alla crescente necessità di dati affidabili e tempestivi sulle tendenze e le posizioni dell’opinione pubblica europea, l’istituto di ricerca Swg ha unito le forze con OpinionWay, una delle aziende leader in Francia nelle ricerche di mercato e nei sondaggi di opinione, per lanciare Polling Europe, un istituto con sede a Bruxelles, specializzato nella ricerca demoscopica in tutto il continente. La genesi della joint venture raccontata da de Caroli

Europeo, continentale e aperto al dialogo. Il ritratto di Mark Rutte secondo l’amb. Talò

Di Francesco Maria Talò

Il nuovo segretario generale della Nato eredita un’Alleanza più grande, e quindi anche più complessa, con le sfide che sono più globali e interconnesse. L’esperienza di Mark Rutte, per anni alla guida dell’esecutivo neerlandese, potrà sicuramente giovare al Patto, con uno sguardo anche al meridione e un’apertura nel conciliare le posizioni di 32 Paesi, con valori comuni ma interessi talvolta diversi

L'Iran pronto all'attacco, ma l'Ue dovrebbe evitare il caos. L'analisi di Barnes-Dacey

Le Idf descrivono come stanno procedendo le prime operazioni di invasione del sud del Libano, mentre dagli Usa arrivano informazioni di intelligence su un possibile, imminente attacco missilistico iraniano contro Israele. Per Barnes-Dacey, direttore del programma Medio Oriente e Nord Africa presso l’European Council on Foreign Relations, i leader europei dovrebbero cercare di giocare un ruolo nel mitigare il conflitto visti gli interessi in ballo

La Nato di Rutte metta al centro dialogo e deterrenza. I consigli di Minuto-Rizzo

Nel giorno del suo insediamento, se potessi dare un consiglio non richiesto a Rutte, gli ricorderei dei “Good old times”, i buoni vecchi tempi. In Europa c’è stata una guerra fredda durata dal ’49 al ’91. Nel 1967 venne pubblicato il famoso Rapporto Harmel, sui “Futuri compiti dell’Alleanza”, che indicava la politica verso l’allora Unione sovietica, fatta da una parte di deterrenza e dall’altra di dialogo. Due cose che non sono opposte

Innovazione tecnologica e salute globale. La sanità del futuro all’Healthcare innovation forum

One health e innovazione tecnologica, ma anche prossimità territoriale, integrazione sanitaria e sostenibilità economica. Questi i temi al centro della terza edizione dell’Healthcare innovation forum tenutasi ieri a Roma. Bellantone (Iss): “Fondamentale la collaborazione interdisciplinare per affrontare le sfide di oggi”

×

Iscriviti alla newsletter