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Il G7 presieduto dall’Italia? Ipocrita. È l’accusa lanciata, con la solita tecnica delle voci degli esperti, da quello che rimane un giornale controllato dal dipartimento della propaganda del Partito comunista cinese. Ovvero, il Global Times. Il comunicato finale mette in luce “i tentativi dell’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, di scaricare la colpa sulla Cina, mentre gli Stati Uniti mirano a gettare le basi per un futuro confronto sul campo”, scrive il giornale in lingua inglese.

Il Global Times parla di accuse “infondate” contro la Cina in diversi ambiti. Tra questa: la “crisi ucraina”, e già il fatto che Pechino non riesca a parlare di invasione russa dell’Ucraina la dice lunga, senza addentrarsi nel sostegno a Mosca; la crisi climatica; la cybersicurezza; la “questione di Taiwan”; il Mar cinese meridionale; le “questioni relative ai diritti umani”. C’è poi il tema del Global South, ben rappresentato dai tanti inviti della presidenza italiana per la sessione outreach. “Tuttavia, questi Paesi emergenti sono in grado di vedere oltre le alleanze egoistiche guidate dagli Stati Uniti e dall’Occidente”, scrive il giornale.

Che, però, sceglie anche questa volta di attaccare il G7 in generale e gli Stati Uniti in particolare. Nessuna menzione per l’Italia, nonostante la presidenza e la responsabilità degli inviti. E neppure agli altri Paesi dell’Unione europea del G7, ovvero Francia e Germania. Era già capitato prima del summit. Perché, come spiegato su Formiche.net, la Cina sta provando a dividere l’Occidente, facendo leva sulle dipendenze strategiche dell’Europa.

Il G7 “è una delle migliori occasioni per i leader di confrontarsi sulla Cina e di condividere gli appunti, tra chi ha recentemente incontrato il leader Xi Jinping, come il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron, e chi dovrà incontrarlo a breve, come Giorgia Meloni, presidente del Consiglio”, aveva spiegato una fonte diplomatica impegnata in Puglia.

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