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Non c’è solo il caso Navalny a tenere banco al Consiglio europeo degli affari esteri, ma anche la consapevolezza che la politica estera comune, fino ad oggi monca, deve compiere un’accelerazione decisa verso la meta. Lo ha ripetuto ancora una volta il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando che il percorso verso la difesa comune europea è “obbligato”, aggiungendo che il ruolo italiano nel mar Rosso è un fatto oggettivo.

Aspides

In primis emerge dal consiglio il successo italiano della missione Aspides, dal momento che l’Italia è stato il paese che più di ogni altro, secondo Tajani, ha insistito perché ci fosse una missione militare europea, “per proteggere il traffico mercantile a Suez e nel Mar Rosso, per proteggere le nostre esportazioni”. Per cui le navi italiane saranno garantite nel loro percorso dalla presenza della Marina Militare e della missione europea, a cui oltre a Oltre a Italia, Francia, Germania, ci saranno anche Romania e Albania.

Difesa

In secondo luogo il dato della difesa comune Ue è, questa volta, protagonista di una visione comune dal momento che serve per contare all’interno della Nato e per garantirsi una vera politica estera comune. Concetti che Tajani ribadisce al pari di quello relativo allo sforzo verso un’industria della difesa sempre più coordinata. Difesa però “non vuol dire pensare solo a misure o iniziative offensive, le missioni militari sono anche di pace”, con riferimento a quanto fatto dalla Marina militare e dell’Aeronautica, in coordinamento con la Farnesina, per soccorrere i bambini palestinesi da Gaza. “Credo sia giusto proseguire su questa strada”.

Verso le europee

Spazio anche alla politica, con vista europee, e a policies come il segmento green. Tajani ha messo nero su bianco che al congresso di Bucarest, previsto fra un mese, FI sosterrà Ursula von der Leyen come candidata alla presidenza della Commissione europea: “Forza Italia è il Partito popolare europeo in Italia, e all’interno del Partito popolare europeo ci esprimeremo. Ma il nostro intendimento è di sostenere Ursula von der Leyen, che probabilmente sarà anche la sola candidata. Poi vedremo quello che accadrà, ma per quanto ci riguarda sosterremo la continuità”.

Ne ha spiegato anche i motivi, ovvero quelli legati alle sue scelte di merito: “Quella a favore della difesa comune, che va nella direzione della nostra linea politica; ma anche un atteggiamento positivo per quanto riguarda quella che noi consideriamo ‘la terza via dell’ambientalismo’. Quindi la Commissione europea dovrebbe abbandonare la posizione ideologica ed estremista che aveva durante la presenza del commissario Frans Timmermans“.

Auto elettriche

Ha fatto anche un esempio pratico, toccando con mano un settore molto discusso come quello delle auto elettriche quando ha osservato che “il mercato sta cambiando posizione; ve lo dice uno che è stato un grande sostenitore dell’auto elettrica; ma io parlavo del 2050, non del 2035. Si è voluto anticipare quella che era una scelta di buon senso, e questo comporterebbe, se venisse confermata questa scelta, la perdita di 70.000 posti di lavoro nel nostro paese. La lotta al cambiamento climatico non può prescindere dalla questione sociale”. L’obiettivo, dunque, è proteggere il lavoro e i lavoratori, “non possiamo cancellare industria e agricoltura per capricci estremistici con una visione ideologica”.

Navalny

Infine il caso Navalny: l’Ue intitolerà le sanzioni contro Mosca al simbolo della libertà deceduto due giorni fa. Tajani ha anche dato mandato all’ambasciatore italiano di depositare un mazzo di fiori nel luogo dove si commemora Navalny. “Noi sosteniamo la libertà di parola e la democrazia. Il problema non è la Russia in quanto tale ma il Cremlino”.

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