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Nel contesto di un uso significativo dei missili in Ucraina e in Medio Oriente, gli Stati Uniti stanno cercando di ampliare la produzione delle munizioni impiegate dai sistemi di difesa aerea Patriot, sia per far fronte al rapido utilizzo dei suddetti missili nelle loro operazioni militari, che per assicurarsi di avere scorte sufficienti nel caso di un’invasione cinese di Taiwan.

La produzione più accentuata si registra per i missili Pac-3 Mse, prodotti dalla Lockheed Martin, che sono considerati la variante più efficace. Nel 2018 Lockheed costruiva trecento cinquanta missili Mse all’anno, e stava lavorando per aumentare la produzione a cinquecento unità annuali prima dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022.

Adesso, col sostegno del Pentagono, l’azienda mira a costruire cinquecentocinquanta missili all’anno soltanto nell’impianto di Camden, in Arkansas. Brenda Davidson, vicepresidente dei programmi Pac-3 dell’azienda, ha dichiarato che al momento la produzione annuale si attesta sulle cinquecento unità, ma che la cifra è destinata a crescere presto.

L’azienda ha infatti costruito un nuovo impianto per la produzione dei missili Pac-3 Mse. L’impianto è dotato di una serie di sistemi automatizzati che rendono la produzione un processo più fluido ed efficiente. E sebbene l’esercito non abbia ancora finanziato un altro aumento della produzione di missili, negli ultimi mesi del 2022 la Lockheed ha deciso di continuare a investire internamente per essere in grado di costruirne seicentocinquanta all’anno. “La Lockheed si è resa conto della domanda” ha detto Davidson, aggiungendo che l’azienda prevede di raggiungere quel numero nel 2027.

Non è chiaro se il Pentagono veda la necessità di aumentare la produzione di missili Patriot oltre le seicentocinquanta unità all’anno. Ma secondo Emily Harding, vicedirettore del programma di sicurezza internazionale del Center for Strategic and International Studies, il dipartimento della Difesa deve incoraggiare l’industria a continuare a investire per produrre rapidamente i missili di cui ha bisogno. Il dipartimento, ha spiegato, dovrebbe essenzialmente dire all’industria: “Anche se, supponiamo per un attimo, domani scoppiasse la pace in tutto il mondo, noi continueremo a rispettare quei contratti, quindi per favore costruiteli”.

Durante una conferenza sulla difesa tenutasi a dicembre a Washington, il capo dell’acquisizione dell’esercito Doug Bush, ha lanciato un segnale al riguardo. Egli ha infatti affermato che, mentre il dispendio di Patriot “è stato gestibile per l’Ucraina perché hanno anche altri sistemi che stanno aiutando…la sfida a lungo termine di avere solo missili Patriot per uno scenario del Pacifico è l’altra ragione per cui stiamo chiedendo al Congresso di sostenere questo investimento”.

Nel frattempo, anche in Europa alcuni Paesi si sono resi conto, dopo l’invasione dell’Ucraina, di aver bisogno di riserve più ampie di munizioni per sistemi contraerei come il Patriot. Quattro Paesi della Nato, ovvero Germania, Romania, Spagna e Paesi Bassi, si stanno unendo per acquistare mille missili Pac-2 Gem-T, che saranno per la gran parte prodotti in tutte le nazioni e, in special modo, in Germania.

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