La Russia considera le prossime scadenze elettorali europee un terreno utile per amplificare divisioni e indebolire il sostegno all’Ucraina. È l’analisi di Magnus Hjort, direttore generale dell’Agenzia svedese per la Difesa psicologica, intervistato da Politico. Nel mirino soprattutto Germania e Francia. Ma Stoccolma avverte anche contro un rischio meno evidente: attribuire a Mosca ogni anomalia, finendo per alimentare la sfiducia che le operazioni di influenza cercano di produrre
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Ex Ilva, le responsabilità di un declino annunciato. Il commento di Cazzola
La vicenda dell’ex Ilva è il risultato di anni di decisioni controverse, tra interventi della magistratura, incertezze della politica, scelte industriali mancate e conflitti sull’ambiente. Un declino che oggi rischia di lasciare a Taranto solo i costi economici e sociali della crisi. Il commento di Giuliano Cazzola
Phisikk du role - L'inattualità (purtroppo) di Emma Bonino
Bonino, e prima di lei Pannella, hanno fatto politica persino con il loro corpo, seguendo l’insegnamento del Mahatma Gandhi e del suo Satyāgraha, la disobbedienza civile intesa come strumento di lotta politica anche attraverso scioperi della fame e della sete. Una politica alta che oggi ha lasciato il posto ad un cicaleccio continuo da social. La rubrica di Pino Pisicchio
La transizione da Calvino a Cetto Laqualunque attraverso il pensiero trumpiano
Dalla dottrina di Giovanni Calvino al populismo di Donald Trump fino alla caricatura di Cetto Laqualunque: un percorso provocatorio che intreccia etica del successo, culto del leader e promesse elettorali, mostrando come un’idea religiosa possa trasformarsi in demagogia politica. L’opinione del generale Nicola Cristadoro
Preferenze, ma non troppo. Gli effetti reali della riforma elettorale
La riforma elettorale reintroduce le preferenze, ma il loro impatto resta limitato. Le simulazioni mostrano che solo i partiti più grandi ne trarranno un beneficio reale, mentre per molti seggi continueranno a essere decisive le scelte dei vertici di partito. L’opinione di Salvatore Di Bartolo
Ecco la bomba Houthi sulla la rotta del petrolio. L'analisi di D'Anna
Piange il telefono fra Riad e Washington. Bin Salman ha parlato due volte al telefono con Donald Trump per esortarlo a fermare gli Houthi. E per due volte il presidente americano ha fatto orecchie da mercante, nonostante ormai le milizie islamiche filo iraniane controllino di fatto la costa yemenita del Mar Rosso. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Questione sociale, la politica deve riscoprire Donat-Cattin e Marini. La proposta di Merlo
Tra assistenzialismo e ricette liberiste, le nuove disuguaglianze richiedono una cultura politica capace di coniugare lavoro, welfare e crescita. Riscoprire la lezione di Donat-Cattin e Marini può restituire concretezza al dibattito e credibilità all’azione dei partiti
L'Europa giochi duro con la Cina e metta i dazi se vuole sopravvivere. Parla Forchielli
Appalti, investimenti, pannelli, va tutto bene per contrastare il Dragone. Ma l’unica vera arma rimane il caro vecchio dazio ed è ora che l’Ue faccia una scelta di campo, sposando la causa della guerra commerciale contro Pechino. I Brics non sono immuni dalla crisi di Hormuz, chiederanno l’immediato stop alla guerra contro l’Iran. Conversazione con l’economista, saggista e imprenditore Alberto Forchielli
Medio Oriente, lo stallo armato che trasforma il disordine in sistema. L'analisi di Dentice
Il Medio Oriente è in uno “stallo armato”, con un equilibrio coercitivo che impedisce a qualsiasi attore di imporre il proprio ordine. Raid, deterrenza, cessate il fuoco fragili e negoziati convivono nello stesso spazio strategico. Le potenze regionali si comportano sempre meno come costruttori di ordine e sempre più come gestori del rischio, cercando di ridurre la dipendenza da un singolo garante e aumentare la propria capacità negoziale. L’analisi di Giuseppe Dentice, analista dell’Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed) dell’Istituto di Studi Politici San Pio V.
Delhi al centro del mondo. La scommessa indiana sui Brics
Tra Putin, Xi, Pezeshkian e le fratture che attraversano l’ordine globale, il vertice Brics mette alla prova l’autonomia strategica dell’India. La sfida di Modi è fare della multipolarità uno spazio di dialogo, evitando che diventi soltanto una nuova politica dei blocchi
















