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Ieri i 27 Paesi membri dell’Unione europea hanno trovato un accordo sulla missione navale per garantire la navigazione nel Mar Rosso e contrastare gli Houthi. Caduto il veto spagnolo, ora la palla passa al Gruppo politico-militare per le sue raccomandazioni e al Comitato militare dell’Unione europea per le indicazioni militari sul concetto di gestione della crisi. Poche ore prima Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, aveva evidenziato come le conseguenze della crisi nel Mar Rosso sui prezzi dell’energia e sull’inflazione potrebbero manifestarsi nelle prossime settimane.

COME SARÀ LA MISSIONE

La missione si dovrebbe basare su una missione di sorveglianza a guida francese in corso, l’operazione Agenor organizzata nell’ambito dell’iniziativa Emasoh. La proposta di procedere in questa direzione è arrivata dalla diplomazia europea. Un documento visionato da Politico parla della necessità di almeno tre cacciatorpediniere o fregate missilistici per l’operazione, ma i diplomatici affermano che non è ancora chiaro chi fornirà esattamente cosa. Ci vorrà un po’ di tempo per ottenere piena chiarezza, poiché alcuni governi dell’Unione europea – compresa l’Italia – dovranno coinvolgere i propri parlamenti nel processo. I Paesi dell’Unione europea vogliono trasformare il piano in azione il prima possibile, ma non oltre la riunione dei ministri degli Affari esteri del 19 febbraio, hanno detto i diplomatici citati da Politico.

LE PAROLE DI VON DER LEYEN

“Dopo le crisi energetiche e alimentari provocate dalla Russia, il commercio globale è ora interrotto dal terrore degli Houthi nel Mar Rosso”, ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, intervenendo al Parlamento europeo a Strasburgo. “Il nostro mondo è in un’epoca di conflitti e scontri. Di frammentazione e paura. Questo momento richiede concentrazione e responsabilità all’interno della nostra Unione. Solo insieme possiamo affrontare le gravi sfide che abbiamo di fronte. La più grande lezione di questi quattro anni è che siamo uniti, l’Europa è forte”, ha aggiunto.

IL RUOLO ITALIANO

“La delicata situazione nel Mar Rosso” è stata al centro del colloquio in videoconferenza avuto ieri pomeriggio dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto con il suo omologo francese Sébastien Lecornu. I due hanno evidenziato “una sostanziale identità di vedute” ed “espresso la volontà di dare rapido impulso a una missione europea alla quale potrebbero partecipare anche Paesi non Ue che condividano l’importanza della libera navigazione e le cui rotte commerciali siano messe in pericolo dagli attacchi terroristici Houthi”, si legge in una nota della Difesa italiana. Il riferimento sembra essere ai Paesi del Golfo.

Come potrebbe essere la missione navale Ue nel Mar Rosso

Caduto il veto spagnolo, i 27 hanno trovato un accordo per intervenire nell’area minacciata dagli Houthi. La base dovrebbe essere l’operazione Agenor a guida francese. Crosetto e Lecornu: “Potrebbero partecipare anche Paesi non Ue che condividano l’importanza della libera navigazione”

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