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Diciamoci l’amara verità: l’apertura di un secondo fronte, per di più in un’area così delicata qual è quella mediorientale, ha dato a Vladimir Putin spazio politico e propagandistico. Anzi, esiste la prova che Putin è attivamente intervenuto nella vicenda israeliano-palestinese perché, rompendo precedenti rapporti con il governo Netanyahu, egli ha ricevuto una delegazione di Hamas, cosa mai avvenuta nel passato, e ha dichiarato di condividerne le ragioni.

In secondo luogo esistono indizi convincenti su un fatto avvenuto nella notte fra il 6 e il 7 ottobre: gli apparati cibernetici israeliani posti a difesa del confine di Gaza sono stati accecati: un’operazione del genere non può certo essere realizzata dai terroristi di Hamas, ma certamente dagli hacker russi. Però, mentre il rapporto politico fra la Russia e la direzione di Hamas è provata perché pubblica, invece l’azione degli hacker russi può essere arguita, ma mai dimostrata.

Ciò detto, gli errori si pagano: la dottrina esposta a suo tempo da Emmanuel Macron e fatta propria nella sostanza da Biden secondo la quale l’Ucraina va appoggiata, ma “Putin non va umiliato”, ha avuto come conseguenza il fatto che l’Ucraina non è stata rifornita di armi tecnologicamente avanzate e ciò ha pesato sul risultato negativo della cosiddetta controffensiva. In ogni caso però la situazione di stallo mette in evidenza che comunque la Russia non ha vinto. Allora, quando si determinano situazioni di questo tipo sul piano militare la battaglia si sposta sul piano politico e mediatico.

Da questo punto di vista la situazione presenta aspetti addirittura paradossali: ad esempio l’Onu, che in passato si è pronunciato più volte in chiave anti-israeliana, finora ha più volte condannato i bombardamenti israeliani su Gaza, ma non ha detto una parola su quelli russi contro l’Ucraina. In questo quadro vanno collocato le iniziative propagandistiche russe in alcuni comuni italiani. Finora in Italia in modo esplicito le ragioni di Putin sono state sostenute da giornali come Il Fatto, da pensatori come Orsini, da forze politiche come il Movimento 5 Stelle, da Salvini e fino al 24 febbraio da Meloni, che però successivamente ha totalmente rovesciato la sua linea.

Adesso questa iniziativa in vari comuni italiani ha l’evidente obiettivo di coinvolgere alcuni pezzi della sinistra, quella vetero comunista che per una sorta di riflesso automatico ritiene che sia giusta qualunque costa che viene dalla Russia (anche se Putin è un dittatore di estrema destra) e anche di singolari frange del Pd o del mondo cattolico che hanno una visione sui generis del pacifismo, sia tutti coloro che sono antiamericani e antioccidentali a prescindere da quale sia la causa da sostenere.

Si tratta di iniziative di bassa propaganda che stanno suscitando reazioni anche nel Pd e che vanno respinte e contestate con fermezza. Anzi, è auspicabile che prima o poi arriviamo ad una grande manifestazione a Roma o a Milano di solidarietà con l’Ucraina. Non ci può sfuggire che è in atto un’inquietante offensiva dell’autoritarismo da parte di molteplici nazioni, dalla Russia, alla Cina, all’Iran, con varianti turche e ungheresi. Ci auguriamo che prima o poi vengano notizie migliori dagli Stati Uniti.

Perché dobbiamo respingere la propaganda russa. Scrive Cicchitto

Di Fabrizio Cicchitto

Iniziative di bassa propaganda, che stanno suscitando reazioni anche nel Pd, vanno respinte e contestate con fermezza. Anzi, è auspicabile che prima o poi arriviamo ad una grande manifestazione a Roma o a Milano di solidarietà con l’Ucraina. Il commento di Fabrizio Cicchitto

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