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La chiusura record fatta registrare lunedì da Nvidia porta un nome e un cognome: GeForce RTX 40 Super, le nuove schede grafiche basate su intelligenza artificiale da utilizzare soprattutto nel settore del gaming ma non solo. A differenza dei modelli precedenti “Ti”, quelli Super offrono prestazioni notevolmente superiori ma mantenendo lo stesso prezzo. Dopo l’annuncio del loro arrivo sul mercato, dato alla vigilia del CES 2024 di scena a Las Vegas, le azioni del colosso americano sono salite al 6,4% chiudendo a quota 522,53 dollari, come mai era successo nella sua storia. Uno sprint che ha trainato l’intero comparto, con l’indice dei semiconduttori in rialzo del 3,3%.  Insieme a Nvidia, a compiere un balzo in avanti nel Dow Jones sono stati anche Salesforce (+3,95%), Intel (+3,31%), Amgen (+2,61%) e Walgreens Boots Alliance (+2,50%). Non solo. Sempre lunedì, quelle dell’azienda sono state le azioni più scambiate a Wall Street, dato che oltre alle schede grafiche seguiranno altri strumenti di IA.

Se Nvidia ride, tuttavia, Samsung Electronics un po’ meno. Nel quarto trimestre la società ha fatto registrare un calo dell’utile operativo del 35%, attestandosi a 2,1 miliardi di dollari, ben al di sotto delle aspettative che lo vedevano a 3 miliardi di dollari, ma comunque superiore agli 1,9 miliardi segnalati da luglio a settembre. In generale, per l’intero anno scorso, il fatturato preliminare si è ridotto del 14,6% a 197,1 miliardi di dollari e l’utile operativo è sceso dell’84,9% a 5 miliardi di dollari.

Una ragione di questo crollo verticale è il calo delle vendite ma, come sottolinea il Financial Times, a ritirare su la multinazionale sudcoreana potrebbe essere l’industria dei semiconduttori, in crescita grazie alla sempre più alta domanda di microchip. Il che è bastato a spingere le sue azioni in rialzo del 25% nell’ultimo anno, con l’obiettivo di incrementarle ancor di più dopo il lancio di un nuovo smartphone di intelligenza artificiale generativa che dovrebbe arrivare entro fine mese.

Chissà se dentro ci sarà anche il microchip Dram, acronimo che sta per Dynamic random access memory. Tipicamente viene utilizzato per cellulari, Pc e server e potrebbe essere lo strumento con cui risalire la montagna. Anche HSBC ha previsto per Samsung un rialzo all’orizzonte, anzi per utilizzare le loro parole una “enorme ripresa degli utili”, dovuta non solo alla crescita dei chip Dram e Nand (che servono per immagazzinare dati), ma anche degli HBM utilizzati nell’IA, così come l’aumento degli investimenti nei server di intelligenza artificiale, da sfruttare anche su altri prodotti. L’ennesima conferma di quanto l’intelligenza artificiale sia il motore trainante dell’intero settore.

Semiconduttori Microchip

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