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Patologie del fumo, sistemi senza combustione e alternative meno dannose per fumatori adulti. Questi i temi affrontati durante l’evento “Riduzione del rischio come strategia di salute pubblica nell’eliminazione del fumo di sigaretta”, svolto martedì 3 ottobre all’Hotel Nazionale di Roma in previsione della Conferenza delle Parti della Framework Convention on Tobacco Control di novembre a Panama.

L’appuntamento aveva l’obiettivo di discutere i dati della letteratura e presentare la posizione delle società scientifiche e associazioni mediche (Cipomo, Fadoi, Sic) sul tema delle patologie del fumo correlate e sull’uso dei sistemi senza combustione, come le e-cig, i prodotti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products – HTPs) e i prodotti ad uso orale (snus e nicotine pouches), quali alternative potenzialmente meno dannose per i fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare.

Gli esperti che hanno partecipato ai lavori si sono confrontati sulla necessità di adottare politiche di sanità pubblica che affianchino le attuali politiche di contrasto e prevenzione al fumo, specialmente per gli Heavy Smokers (coloro che non vogliono o non riescono a smettere di fumare). L’esperienza concreta di un numero sempre più consistente di Paesi – come Gran Bretagna, Svezia, Nuova Zelanda e Norvegia – dimostra come l’adozione del principio di riduzione del rischio possa accompagnare le politiche per la prevenzione del fumo. In questi Paesi, i prodotti senza combustione stanno giocando un ruolo fondamentale nel ridurre il numero dei fumatori, con effetti benefici sulla salute pubblica nel suo complesso. Secondo gli esperti, il principio di riduzione del rischio potrebbe essere utile anche per ridurre il rischio di patologie correlate al fumo. Infatti, studi scientifici recenti indicano che i prodotti senza combustione riducono l’esposizione alle sostanze tossiche di coloro che cominciano a farne uso smettendo di fumare le sigarette.

Gli esperti al tavolo si son trovati d’accordo nel sostenere che sono necessari ulteriori studi indipendenti per avvalorare l’uso dei sistemi senza combustione nella riduzione del rischio da fumo a medio e lungo termine, anche se l’evidenza sull’uso è in crescita ed è ormai dimostrata la riduzione di tossicità e l’esposizione a sostanze tossiche rispetto al fumo combusto. Alla luce di queste evidenze sono necessarie politiche che differenzino le sigarette dai prodotti senza combustione, a differenza di quanto prospettato dalla Conferenza delle Parti della Framework Convention on Tobacco Control di novembre.

Al tavolo hanno partecipato Claudio Zanon, direttore scientifico, e Enrico Rossi, relazioni con le regioni, di Motore Sanità, Rossana Boldi, già vice presidente commissione Affari sociali delle Camera dei Deputati, Annamaria Parente, ex presidente commissione sanità del Senato e il giornalista scientifico Alessandro Malpelo. Hanno inoltre preso parte alla discussione Fabrizio Artioli, Consulente per l’Oncologia di prossimità Regione Emilia Romagna di Cipomo, Fabio Beatrice, primario emerito di otorinolaringoiatria in Torino, fondatore del Centro Antifumo Ospedale SG. Bosco di Torino, direttore scientifico del board di MOHRE, Fabio Lugoboni, Direttore USO Medicina delle Dipendenze AOU Integrata Verona, professore psichiatra Scuola di specializzazione di psichiatria e medicina Interna, Università di Verona, Vincenzo Montemurro, segretario Fondazione Società Italiana di Cardiologia, Savina Nodari, vicepresidente Società Italiana di Cardiologia, Salvatore Novo, professore malattie dell’apparato cardiovascolare Università degli Studi di Palermo, Scuola Internazionale di Cardiologia Ettore Majorana Foundation, Giovanni Li Volti, direttore del CoEHAR, Università di Catania, Filippo Pieralli, coordinatore della Fondazione FADOI, Umberto Tirelli, direttore sanitario e scientifico Clinica Tirelli Medical Group, past primario oncologo Istituto Nazionale Tumori di Aviano.

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