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La domanda inoltrata all’Ecr di adesione formale da parte del partito finlandese Perussuomalaiset significa due cose: che la strada dei conservatori europei presenta caratteristiche di attrattività oggettiva, nel breve e nel medio periodo, e che l’azione rivolta alla costruzione di una maggioranza che possa esprimere una Commissione Europea politica e non più di larghe intese continua con profitto.

I Veri Finlandesi, oltre al dato rappresentato dalle recenti elezioni che li hanno visti scalzare i socialisti della premier uscente Sanna Marin, hanno deciso di fare ritorno tra i Conservatori e Riformisti Europei, segno che la presidenza di Giorgia Meloni, unico premier tra gli stati membri a guidare anche un partito europeo, pone dei temi sentiti anche ad altre latitudini.

Che il perimetro di azione dell’Ecr sia strategico anche per i destini dello stesso Ppe è una considerazione condivisa da più parti, sin dal vertice dei popolari tenutosi ad Atene lo scorso 2 dicembre, quando affiorò con decisione l’orizzonte della dottrina Weber. Ovvero provare a riequilibrare il peso e la presenza del Ppe nei governi degli stati membri: nel 2014 il Ppe era al governo in 17 Paesi Ue su 28, mentre nel 2021 solo in 7. E’ con questa lente che va letta la sterzata in ottica europea che la nuova ondata conservatrice data dalle elezioni in Finlandia e Bulgaria sta raccontando. Un passaggio che è stato ribadito da più voci, come quella di Giampaolo Rossi, sotto il comune denominatore di una grande agenda conservatrice anche in Europa.

“Siamo lieti che il partito che ha fatto così bene nelle recenti elezioni nazionali voglia unirsi a noi – hanno commentato i Conservatori e Riformisti Europei – Consideriamo la candidatura una conferma che il nostro movimento, che evita l’estremismo e cerca un ragionevole equilibrio democratico all’interno dell’Unione, sta crescendo”. Il partito sta raccogliendo così un lavoro preparatorio iniziato due anni fa dall’allora eurodeputato Raffaele Fitto (nel frattempo diventato Ministro degli affari europei) che ben conosce non solo l’assise continentale ma anche i gangli tecnici e diplomatici di un contenitore politico tarato sul conservatorismo e da Carlo Fidanza. 

Per cui l’adesione finlandese alla famiglia dei conservatori di Ecr se da un lato conferma la spinta meloniana in seno alla nuova Ue, dall’altro è anticamera (assieme al voto in Finlandia, Bulgaria e in attesa di quello in Francia, Grecia e Spagna) di scenari del tutto diversi rispetto al passato: passo dopo passo, prende forma un’alleanza politica per una Commissione politica.

@FDepalo

Così si allarga la famiglia dei conservatori europei di Meloni

L’adesione finlandese all’Ecr se da un lato conferma la spinta meloniana in seno alla nuova Ue, anche grazie al lavorìo di Raffaele Fitto, dall’altro è anticamera (assieme al voto in Finlandia, Bulgaria e in attesa di quello in Francia, Grecia e Spagna) di scenari del tutto diversi rispetto al passato: sta prendendo forma un’alleanza politica per una Commissione politica

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