Skip to main content

“Il popolo ha parlato. Trump viene reintegrato”. Questo tweet di Elon Musk è la “sentenza” che comunica il voto degli utenti per riammettere il presidente Trump in Twitter dopo quasi due anni di ostracismo.

Eh sì. Perché questo referendum digitale mi ha fatto tornare alla mente proprio la Atene del V secolo. Tutti ricordiamo che con la riforma di Clistene venne introdotto un referendum per allontanare i nemici della democrazia, che prese il nome dal nome del pezzo di terracotta (ostrakos) su cui i cittadini votavano. I membri dell’Ekklesia potevano votare per l’ostracismo una volta all’anno, fra gennaio e febbraio, durante la sospensione dell’attività agricola. Si trattava di una sanzione seria, perché l’ostracizzato doveva restare fuori del territorio della città per dieci anni, anche se conservava i suoi beni e la cittadinanza.

Le fonti raccontano l’ostracismo che venne applicato spesso anche quale strumento di demagogia contro i nemici politici personali, come accadde per Aristide (detto il Giusto) e Temistocle, entrambi grandi protagonisti delle guerre persiane, eppure, entrambi furono ostracizzati (il primo nel 483, il secondo nel 472 a.C.).

Già in quei secoli lontani c’erano perplessità sulla reale capacità dei votanti, spesso analfabeti, di comprendere davvero cosa stessero facendo. Molto noto è il racconto di Plutarco sulla procedura per ostracizzare Aristide:  “… mentre gli elettori scrivevano i nomi sui cocci, un contadino, analfabeta e assai rozzo, consegnò il suo coccio ad Aristide come al primo capitatogli e lo pregò di scriverci sopra “Aristide”. Rimase meravigliato Aristide e avendogli domandato che cosa di male quello gli avesse fatto: – Niente – rispose – ; non lo conosco neppure, ma ho a noia di sentirlo chiamare dappertutto “il Giusto”. A tali parole Aristide non rispose nulla, scrisse il suo nome sul coccio e glielo restituì” (Plutarco, Vita di Aristide 7, 7-8).

Del resto, anche gli studiosi moderni hanno accertato che erano frequenti i brogli nel voto, come risulta dal ritrovamento di alcuni “ostrakos” chiaramente compilati dalla stessa mano e recanti i medesimi errori ortografici e grammaticali!

Ma il punto che ci interessa è un altro. Quante persone devono votare perché un referendum sia valido? Nella antica Atene, si stabilì che alla votazione dovessero partecipare almeno 6000 cittadini (sui circa trentamila cittadini di Atene) e bisognasse raggiungere la maggioranza semplice. Cioè erano sufficienti 3001 voti per ostracizzare un cittadino (cioè il 10% dei cittadini).

Torniamo a Twitter. Sulla riammissione di Trump risulta che abbiano votato 15.085.458 utenti e che l’ex presidente sia stato riammesso da circa 7.845.000 voti. Attenzione: ha votato per Trump il 3,3% dei circa 237 milioni di utenti attivi del social. Davvero pochi. Eppure nel suo tweet sul risultato finale Musk non ha mancato di chiosare con un classicissimo “Vox popoli, vox dei”. Cioè con quella frase medioevale che fu utilizzata da Alcuino alla Corte di Carlo Magno, quando non esistevano né i social né la democrazia.

Twitter, l’ostracismo e la democrazia. Il commento di Celotto

Un referendum digitale che ricorda quelli che si facevano in Grecia. Ma quale dovrebbe essere il quorum? Per la riammissione dell’ex presidente Trump risulta che abbiano votato il 3,3% dei circa 237 milioni di utenti attivi del social. Davvero pochi. Eppure nel suo tweet sul risultato finale Musk non ha mancato di chiosare con un classicissimo “Vox popoli, vox dei”

La libertà sovranista declinata dal governo Meloni. Scrive Ceri

Finora si è registrata una sorta di divisione del lavoro tra Salvini e Meloni: il primo votato a esaltare la libertà come licenza e come sicurezza, la seconda intesa a dare copertura etico-politica all’azione di governo. Ma il gioco delle parti presto muterà fino a diventare confuso e conflittuale. L’analisi di Paolo Ceri, già ordinario di Sociologia all’Università di Firenze

Cosa ci insegna il missile caduto in Polonia sull'avventurismo russo

La gravità del fatto rimane. Come il possibile verificarsi di nuovi incidenti, se i comandanti della spedizione militare russa dovessero perseverare nella loro “strategia”. Ma oggi la Russia di Putin fa meno paura e il suo isolamento internazionale è pressoché totale. Basterà a fermare la furia distruttrice delle truppe di occupazione?

I temi che condizioneranno il 2023, dalla recessione alla crittografia post-quantistica

Dalla recessione (brutale per l’Europa) al Metaverso, passando per le alleanze geostrategiche, i conflitti futuri e le nuove parole da usare. L’Economist elenca i 10 argomenti del prossimo futuro, con l’imprevedibilità come nuova normalità

Hacking Tools tascabili. E i modelli di sicurezza devono essere riscritti

Di Ken Terranova

La dicotomia tra mondo fisico e informatico, nonché la suddivisione analitica tra rischio fisico e informatico, deve essere riscritta nella dimensione della Pubblica Sicurezza, così come nella Sicurezza Privata ed è necessario fare un salto di consapevolezza collettiva con estrema velocità. L’articolo di Ken Terranova, del Center for Cyber Security and International Relations Studies, Università di Firenze

Guida alla politica estera del governo. Stefanini su Balcani, Mediterraneo e Libia

Dopo i vertici europei e gli incontri con Stoltenberg e Biden, per il premier si apre la fase dell’azione. “La Libia? Serve trovare un approccio comune con l’altro paese che ha influenza, ovvero la Francia”. Il processo di adesione all’Ue dei Paesi balcanici, i nuovi legami energetici con l’Africa: l’ambasciatore Stefanini analizza i singoli dossier

Cambia il Congresso, cambierà la politica estera degli Stati Uniti?

Le elezioni di midterm sanciscono la maggioranza democratica in Senato e quella repubblicana nella Camera, oltre alla sconfitta dei candidati trumpiani più oltranzisti. Buone notizie per l’Ucraina che continuerà a ricevere sostegno e per il multilateralismo che non rientrerà nella crisi degli anni di Trump. I dossier più caldi, dal commercio all’Iran, con i commenti degli esperti dell’Atlantic Council

Danni collaterali. Così Evergrande&co. aprono un buco nei conti delle banche

Dopo anni di prestiti forsennati al mercato immobiliare, adesso gli istituti del Dragone scontano gli effetti della svalutazione dei crediti finiti in sofferenza. Risultato, perdite per 212 miliardi di dollari

Varsavia nel conflitto russo-ucraino. Parla il portavoce del ministro degli Esteri

Di Giulia Gigante

La Polonia è ancora scossa dal missile che ha ucciso due persone nell’est del Paese, ma il governo è riuscito a mantenere il sangue freddo e la situazione sotto controllo. Łukasz Jasina, portavoce del Ministro degli Affari Esteri polacco, è nato e cresciuto a pochi chilometri da Przewodów, e parla di come il suo governo sta affrontando l’invasione russa

Ecco come l'Occidente potrà rivaleggiare con la Via della Seta cinese

Biden e von der Leyen hanno rispolverato il programma di investimenti globali di Usa e Ue lanciato durante lo scorso G7 come contraltare alle Vie della Seta cinesi. La paura è che possa essere l’ennesimo roboante annuncio privo di reale sostanza. Se vogliamo competere con il soft power cinese dobbiamo cominciare a fare sul serio, adottando un approccio commerciale strategico con le economie emergenti

×

Iscriviti alla newsletter