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La situazione è drammatica. Attualmente è impossibile fare un computo preciso dei danni. Ma “se erano quantificabili in poco meno di un miliardo un paio di settimane fa, ora saranno molti di più”. Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini parla con tono pacato ma risoluto. Il primo pensiero che rivolge durante il punto stampa è alle vittime di questa tragedia provocata dagli alluvioni. Il cordoglio è un balsamo per una ferita che è ancora ben lontana dal rimarginarsi.

Le proporzioni dei danni sono enormi. Nella sede dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile a Bologna, accanto a Bonaccini c’è la sua vice, Irene Priolo e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Alla vicepresidente è affidato il compito di fare il punto sui danni provocati dai violenti rovesci nelle ultime ore.

“Sono 42 i comuni coinvolti – spiega Priolo – : da Bologna a Rimini. Molte popolazioni sono state evacuate. L’attività di supporto è stata garantita su tanti fronti e il welfare regionale è al lavoro per il supporto a tutti gli enti. Diecimila sfollati, di cui 2600 nelle palestre”. Su questo però, l’assessore è molto chiara: “Si tratta di una soluzione provvisoria. Lavoreremo il più possibile per ripristinare la normalità per le persone”. Certo, non sarà facile.

Al di là della zona costiera, pesantemente penalizzata, la criticità più evidente si registra sul versante infrastrutturale. Sono state chiuse in modo permanente 250 strade. Gli smottamenti e le frane sono pressoché costanti. Anche l’Appennino ha diverse criticità nella zona di Forlì e Cesena. Molte frazioni sono isolate, malgrado Enel sia al lavoro incessantemente per ripristinare la rete elettrica. “Abbiamo aperto anche il Cavo Napoleonico – chiude Priolo – grazie al quale abbiamo fatto defluire qualcosa come 25 milioni di metri cubi d’acqua”.

L’anniversario della prima scossa del terremoto del 2012, che ha duramente colpito l’Emilia-Romagna, ricorre il 20 maggio. Ma Bonaccini spiega chiaramente che “questo alluvione è come fosse un altro terremoto. Ora come allora, dobbiamo avere fiducia, forza e organizzare la reazione”. Nel frattempo è partita la gara di solidarietà per sostenere le popolazioni alluvionate. Sì perché tra le varie iniziative messe in campo dalla Regione – oltre al numero verde per le segnalazioni e per raccogliere le esigenze dai territori, anche grazie al coordinamento con Anci – c’è anche l’apertura di un conto corrente ad hoc sul quale chiunque potrà fare una donazione. La prima donazione, scandisce Bonaccini, è arrivata dalla Ferrari: un milione di euro.

“Sarà un lavoro gigantesco – dice il presidente della Regione – e serviranno strumenti straordinari. La priorità, in questo senso, ce l’hanno le persone. Sul piano degli aiuti apprezziamo molto la vicinanza del governo che, complessivamente, ha già stanziato trenta milioni di euro. Non saranno certamente sufficienti, ma è un segnale di solidarietà concreta che ci fa molto piacere”. Nessuno deve restare indietro. Questo è il messaggio che passa a più livelli. Poi, una volta risolto il problema della collocazione delle persone, si penserà alla ricostruzione. Nel frattempo “bisognerà prorogare gli adempimenti fiscali e attivare i rimborsi per cittadini e imprese”. In questo occorrerà “un commissariamento straordinario, anche per avere procedure più rapide”.

La mano del governo è protesa verso l’Emilia-Romagna. Ieri la visita del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Oggi quella del ministro Pichetto. “La vicinanza del governo a questo territorio e alle popolazioni colpite – così il ministro all’Ambiente – è sincera e concreta. Tanto che, anche nel corso del consiglio dei ministri straordinario di martedì, sono già stati assunti provvedimenti urgenti. Ora dobbiamo capire, giorno dopo giorno, comune per comune, l’entità degli interventi da mettere in campo. L’impegno del governo è garantito: questa è un’emergenza nazionale”. Ed è per questo che serve “lavoro di squadra e impegno da parte di tutti”. Anche sul versante delle sue deleghe Pichetto assicura il massimo apporto, specie per le operazioni di “sfangamento” e “ripristino” delle aree colpite. L’idea è quella di fare ricorso al “fondo di solidarietà europeo”. Ma il problema è da leggersi anche in prospettiva. Nel senso che, rileva Pichetto, “questo è un territorio ad altissimo rischio idrogeologico. Ed è dunque possibile che questi fenomeni si verificheranno con maggiore frequenza, anche in futuro”. L’Emilia-Romagna si piega, ma non molla.

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