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Mi sento il soldato di un’idea. Queste le parole che Giorgia Meloni ha segnato in rosso nel suo discorso ricevendo ieri sera a Roma il premio Margaret Thatcher Awards in occasione dell’evento organizzato dalla fondazione New Direction nel centenario della nascita della Lady di Ferro. “Essere conservatori – ha detto dinanzi a 300 ospiti attovagliati all’Acquario Romano – significa difendere ciò che ami, difendere ciò che ti ha reso ciò che sei”.

Tra i presenti, oltre ai vertici della fondazione tatcheriana, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, il presidente di Aspen Giulio Tremonti, moltissimi eurodeputati del gruppo Ecr di vari Paesi (tra cui la francese Marion Maréchal e il rumeno George Simion) capitanati da Nicola Procaccini e Carlo Fidanza, il viceministro degli esteri Edmondo Cirielli e quello per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e alcuni deputati italiani come Il presidente della commissione Ue del Senato Giulio Terzi di Sant’Agata, Elisabetta Gardini ed Emanuele Loperfido.

La notte del conservatorismo europeo, che si è celebrata ieri nella Capitale, ha inteso rendere omaggio alla lunga e duratura eredità della fondatrice e mecenate di New Directions, l’ex primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord Margaret Thatcher. “Un omaggio dedicato a una donna che ha lasciato il segno nel XX secolo ed è passata alla storia per le sue idee coraggiose – ha aggiunto la premier – ma soprattutto per la libertà con cui ha espresso quelle idee senza paura di andare controcorrente, quando semplicemente era importante farlo per il popolo e per il Paese”.

Ha citato poi Sir Roger Scruton, il quale ha detto che il conservatorismo è l’istinto di aggrapparsi a ciò che amiamo, di proteggerlo dal degrado e dalla violenza, di costruire la nostra vita attorno ad esso, tuttavia in quest’epoca, farlo è diventato qualcosa di rivoluzionario, “perché il mondo in cui viviamo ci spinge nella direzione opposta”. Secondo Meloni il conservatorismo è l’antidoto a una civiltà che non crede più in se stessa, una civiltà che demolisce le cose belle e povere che ha creato nella storia, nella sua storia. “Ma la verità è che, come sempre, se distruggi ciò che sei, se distruggi da dove vieni non sarai niente di meglio. Perché alla fine, solo le identità forti non temono gli altri”. Ha toccato inoltre il tema del rispetto, citando la sua origine latina, per arrivare a rivendicare che “ciò che facciamo non lo facciamo perché è facile o è difficile, ma facciamo quello che facciamo perché è giusto o no. E sappiamo di essere dalla parte giusta della storia”.

Tra i premiati anche Rémi Brague, docente e filosofo francese, professore emerito di Filosofia medievale e araba presso l’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne (che rivolto alla platea italiana ha detto: “A Roma oggi avete la nuova lady di ferro”, alludendo alla premier), l’inglese Michael Gove, già ministro e editor di The Spectator, la deputata bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, il noto golfista americano Jack Nicklaus, il Founder & CEO of Angel Neal Harmon e l’attore americano Neal McDonough.

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