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“La Cina svolga un ruolo fondamentale per convincere la Russia a sedersi a un tavolo di pace”. È l’invito che Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, ha deciso di rivolgere a Wang Yi, capo della diplomazia del Partito comunista cinese, in visita a Roma. Lo ha spiegato, ospite del programma “Oggi è un altro giorno” su Rai 1, lo stesso Tajani (che nei giorni scorsi ha usato parole nette a difesa dello status quo di Taiwan) prima dell’incontro con l’ex ministro degli Esteri cinese, recentemente promosso dal leader Xi Jinping.

ROMA E PARIGI CHIAMANO PECHINO

Pechino dovrebbe sollecitare Mosca ad abbandonare “la scelta aggressiva della violenza che non è rivolta solo contro l’esercito ucraina, ma contro la popolazione civile che soffre ed è al gelo”, ha aggiunto. Si tratta di una “crudeltà disumana” a cui l’Italia sta cercando di porre rimedio tramite l’invio di circa 100 tonnellate di materiale elettrico”. In questo Italia e Francia sono allineata. Anche il presidente francese Emmanuel Macron, infatti, ha chiesto a Wang Yi durante il loro incontro all’Eliseo che la Cina convinca la Russia a sedersi a un tavolo di pace.

LA RISPOSTA CINESE

Una risposta indiretta a Tajani è però arrivata da Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese. La Cina elogia i “solidi progressi” nella cooperazione con la Russia e si dice disposta a lavorare con la Russia per lo sviluppo del “partenariato strategico globale” tra Pechino e Mosca lanciato un anno fa dai leader Xi e Vladimir Putin proprio pochi giorni prima dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La Russia sarà l’ultima tappa della missione di Wang, che è atteso anche alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, a margine della quale potrebbe tenersi un colloquio con Antony Blinken, segretario di Stato americano: sarebbe il primo faccia a faccia dopo le tensioni rinfocolate dai casi del pallone-spia e degli oggetti volanti abbattuti.

LA TAPPA DI WANG A MOSCA

“Ci sono tre spiegazioni possibili” per l’aggiunta di una tappa a Mosca nel tour europeo di Wang (atteso anche in Ungheria), ha spiegato Francesca Ghiretti, analista del Mercis di Berlino, a Formiche.net. “La prima, quella più semplice: una questione logistica. La seconda: che Wang Yi si rechi a Mosca poche le notizie diffuse dalla diplomazia russa su un’imminente visita del leader Xi Jinping per provare ad accontentare le richieste russe. La terza va letta dopo il passaggio a Monaco e ha a che fare con la guerra in Ucraina: dalla tappa in Germania potrebbe emergere nuovamente l’ipotesi – invero poco credibile – di una Cina mediatrice del conflitto e Wang Yi potrebbe cercare con questo tour di rafforzare questa posizione”.

I DOSSIER TRA ITALIA E CINA

Wang è atteso a Roma per parlare di due questioni in particolare, come spiegato su queste pagine: preparare il viaggio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Pechino, dando seguito all’invito esteso dal leader Xi in occasione del bilaterale tenutosi a margine del G20 di Bali, in Indonesia; assicurare il futuro del memorandum d’intesa sulla Via della Seta (sul quale Meloni ha sempre avuto una posizione contraria) che scade a marzo 2024 ma si rinnova automaticamente a fine di quest’anno a meno che una delle due parti non comunichi un passo indietro (le cui modalità però non sono specificate nel documento firmato nel 2019 dal governo gialloverde presieduto da Giuseppe Conte).

LA VIA DELLA SETA

È “ancora prematuro parlare dell’accordo sulla Via della Seta. Ci sono altre urgenze ed emergenze” al momento, ha spiegato Tajani prima dell’incontro con Wang. Secondo Enrico Fardella, professore associato all’Università di Napoli L’Orientale e direttore di ChinaMed, la soluzione più pratica si rivelerà essere quella di un silenzio assenso: “Potrebbe forse consentire di massimizzare i vantaggi mantenendo il memorandum d’intesa come lettera morta se necessario o riesumandolo a seconda delle eventuali convenienze”, ha spiegato il professore a Formiche.net.

Pechino convinca Mosca alla pace. La richiesta di Tajani a Wang

“La Cina svolga un ruolo fondamentale per convincere la Russia a sedersi a un tavolo di pace”, ha detto il ministro degli Esteri prima dell’incontro con il capo della diplomazia del Pcc. Una posizione espressa anche da Macron

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