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La pandemia è, forse, alle spalle ma l’inflazione, quella sì, picchia duro. E allora per le imprese italiane che vogliono tornare a competere sui grandi mercati internazionali, serve un motore ausiliario, che può fare la differenza. I costi delle materie prime, ma non solo quelli (i trasporti, tanto per dirne una), sono alle stelle e per questo le aziende non possono essere lasciate sole proprio mentre l’economia globale provata da due anni di lockdown e insidiata dal conflitto in Ucraina, prova a rialzare la testa. Il piano industriale di Simest, presentato questa mattina presso la sede di Cassa Depositi e Prestiti, va esattamente in questa direzione.

Per l’azienda incaricata di sostenere e accompagnare l’internazionalizzazione del made in Italy, guidata dal presidente Pasquale Salzano, in tandem con il ceo Regina Corradini D’Arienzo, l’obiettivo è insomma chiaro. Tornare a proiettare le imprese italiane in una dimensione globale, dopo tre anni che hanno sconvolto il mondo. Una mission storica che però oggi può contare su nuovo carburante. Per questo nel triennio 2023-2025 la potenza di fuoco, sotto forma di risorse messe e a disposizione delle imprese, passerà dagli attuali 1,7 miliardi a 6,8 miliardi, dando corpo e vita a un impegno complessivo di 18,5 miliardi di euro nell’arco dell’intero periodo. Un salto di qualità e di volumi, che vale un +20% rispetto a quanto fatto nel triennio precedente.

La strategia su cui Simest ha alzato il velo nel piccolo auditorium di Via Goito e introdotta da un breve intervento del numero uno di Cdp, Dario Scannapieco, poggia essenzialmente su quattro pilastri. E cioè, crescita sostenibile, digitalizzazione ed efficienza operativa, valorizzazione delle imprese e delle persone, impatto sul territorio e rispetto degli standard Esg. In particolare, la prima gamba del piano di Simest potrà contare a sua volta su alcuni capisaldi. Primo, il sostegno incondizionato alle piccole e medie imprese innovative e alla start up, anche e non solo per ridurre sensibilmente le operazioni di finanziamento dei vari business.

Tutto questo, secondo punto, grazie al raccordo con i fondi gestiti dalla Farnesina e con un team di consulenti esperti che affiancheranno tutte quelle imprese che vogliono scommettere sui mercati stranieri, tra cui quest’anno rientrano anche i Balcani. Non è finita. Per quanto riguarda il capitolo digitalizzazione, condizione sine qua non per la riuscita di ogni business a prova di progresso e globalizzazione, nel triennio la società controllata da Cdp, “attuerà un profondo processo di trasformazione digitale mirato a rafforzare e massimizzare la velocità di servizio al cliente, puntando a una migliore esperienza delle imprese grazie alla semplificazione dei processi. Tutto ciò supportato da importanti investimenti digitali in arco di Piano, triplicati rispetto al triennio precedente”, si legge nei documenti che accompagnano il piano di Simest.

Sul fronte delle competenze e della valorizzazione delle risorse umane, poi, non mancherà certo il carburante per una ulteriore accelerazione. Qui l’azienda di Corso Vittorio Emanuele, “punta al benessere e alla crescita delle proprie persone: è stato avviato un Programma di rigenerazione culturale per sviluppare una Cultura co-costruita, trasversale e distintiva, integrata nei principi di gruppo, valorizzando inclusione e diversità nonché l’equilibrio vita-lavoro (come il diritto alla disconnessione) con rafforzamento del welfare aziendale (10% del budget allocato a iniziative di welfare e people caring)”. E ancora, forte attenzione ai percorsi di crescita grazie ad un potenziamento delle competenze professionali anche in ambito Esg”.

Il presidente Salzano, da ex ambasciatore italiano in Qatar, ha sottolineato la grande spinta propulsiva dell’intero piano messo a punto da Simest. Una strategia che “continua a rafforzare la propria operatività a sostegno della competitività internazionale delle imprese italiane. Già a partire dall’insorgere della pandemia Simest ha introdotto nuovi strumenti che hanno permesso di aiutare efficacemente e tempestivamente oltre 16 mila aziende nazionali, soprattutto Pmi, con oltre 15 miliardi di euro per
investimenti in più di 150 Paesi”.

Il manager ha poi sottolineato l’indubbia difficoltà dell’attuale congiuntura geopolitica e dunque in ultima istanza anche economica. “L’attuale momento storico, segnato da grandi emergenze che alimentano un nuovo stato di instabilità persistente, rende necessario rafforzare l’azione: è per questa ragione che il piano ha messo a punto strumenti ancora più efficaci e mira, anche attraverso un nuovo servizio di consulenza strategica, a consolidare il ruolo chiave di Simest quale partner del Made in Italy nel mondo. Crescita sostenibile, innovazione, impatto sul territorio saranno i driver dello sviluppo che intendiamo perseguire per permettere alle nostre imprese di affermarsi nel mondo. Obiettivi condivisi con Cassa Depositi e Prestiti e che attueremo in collaborazione con tutti gli attori del Sistema Paese, a partire dal ministero degli Affari Esteri, dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero dell’Economia e delle Finanze”.

Anche il ceo di Cdp, Scannapieco, ha sottolineato l’importanza del piano in ottica crescita delle imprese. “Con Simest facciamo un grande lavoro di squadra e questo è importante perché sostenere la crescita del paese non si fa se non si lavora in squadra. L’internazionalizzazione è un elemento naturale per le imprese nel complesso scenario globale e la capacità di sostenere il nostro sistema all’estero è una delle sfide principali. L’azione del gruppo Cdp parla molto con il piano elaborato da Simest. Ed è un lavoro che facciamo in stretta sinergia con Simest e con Sace”. In questo senso “Simest ha il compito veramente importante di portare le imprese in quei mercati dove l’Italia ha ancora un’immagine un po’ stereotipata. C’è voglia di Italia in tante regioni del mondo”.

Ecco il patto di Simest per far vincere le imprese italiane nel mondo

La società incaricata di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane ​nel mondo alza il velo sulla strategia che guarda al triennio 2023-2025, portando le risorse a disposizione delle aziende a 6,8 miliardi, per una potenza di fuoco complessiva di 18,5 miliardi. Il presidente Salzano: momento storico complesso, per questo è necessario mettercela tutta

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