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Il primo ministro ucraino Denys Shmyhal ha detto in un’intervistaPolitico che l’Ucraina si aspetta di ricevere aerei da combattimento dall’Occidente molto presto. Si (ri)accende dunque il dibattito sulla fornitura di questo tipo di armamenti nella lotta contro l’invasione russa. Il primo ministro sfrutta il momento propizio dopo lo sblocco dell’impasse sulla consegna dei carri armati Leopard 2. E insiste sul fatto che la consegna degli aerei dovrebbe avvenire presto per dare ai piloti almeno sei mesi per l’addestramento.

Diversi Paesi hanno fatto pressioni sin dall’inizio dell’invasione perché si fornissero jet a Kiev, su tutti i Baltici e la Polonia. Le reticenze erano le stesse che hanno accompagnato la diatriba sui missili Himars e poi sui Leopard: timore di provocare eccessivamente la Russia e questioni sull’addestramento necessario. Come riportato su queste colonne, sugli aerei si aggiunge anche la preoccupazione su cosa succederebbe se venissero attaccati in volo prima di raggiungere la destinazione in Ucraina. Se uno di questi venisse abbattuto si tratterebbe a tutti gli effetti di un atto ostile contro un Paese Nato. A questo ragionamento si potrebbe forse obiettare che, mentre nella fase iniziale della guerra si combatteva in tutto il Paese, oggi gli scontri sono localizzati quasi esclusivamente nel settore orientale e sud-orientale.

Sempre secondo Politico, all’interno del Dipartimento della Difesa statunitense sarebbe in atto una spinta perché il Pentagono approvi l’invio di F-16. A luglio, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti aveva approvato un pacchetto da 100 milioni di dollari per l’addestramento dei piloti ucraini: training con cui sono stati preparati a guidare i jet da combattimento statunitensi. A ottobre, l’Ucraina ha annunciato che un gruppo di diverse decine di piloti è stato selezionato per l’addestramento sui jet da combattimento occidentali.

Dunque ci si aspetta di vedere F-15 o F-16 impegnati in guerra? È possibile, anche se questi sistemi sono disponibili in quantità relativamente bassa. Secondo il cancelliere tedesco Olaf Scholz la questione semplicemente non si pone. Scholz è stato categorico: dopo il tribolato invio di carri armati, la Germania non fornirà aerei da guerra. Staremo a vedere se questa sarà l’ennesima linea rossa violata sulle forniture di armi a Kiev.

Nel frattempo, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha detto che se gli Stati Uniti volessero la fine della crisi ucraina dovrebbero “smettere di inviare armi e raccogliere i frutti della guerra”. “E’ necessario promuovere quanto prima un allentamento della situazione in modo responsabile e creare un ambiente e condizioni favorevoli e necessarie affinché le parti interessate possano negoziare pacificamente”, ha proseguito la portavoce, che ha definito gli Usa “il più grande promotore della crisi in Ucraina” che, con l’invio di armi aumenta “costantemente la durata e l’intensità del conflitto”.

 

Jet all’Ucraina. Le reticenze tedesche e le possibilità statunitensi

L’Ucraina si aspetta di ricevere presto aerei da combattimento occidentali. Gli Stati Uniti potrebbero essere favorevoli, mentre il cancelliere tedesco Scholz frena decisamente. Intanto la Cina, smentendo di nuovo chi la vorrebbe mediatrice del conflitto, definisce gli Usa “il più grande promotore della crisi”

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