L’Ucraina si aspetta di ricevere presto aerei da combattimento occidentali. Gli Stati Uniti potrebbero essere favorevoli, mentre il cancelliere tedesco Scholz frena decisamente. Intanto la Cina, smentendo di nuovo chi la vorrebbe mediatrice del conflitto, definisce gli Usa “il più grande promotore della crisi”
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Raid in Iran. Le mosse di Usa e Israele, il fattore Russia
Se Israele ha colpito l’Iran, lo ha fatto per interesse diretto e preoccupazioni per la propria sicurezza nazionale. L’aiuto fornito da Teheran a Mosca in Ucraina rende queste azioni più potabili, mentre la Repubblica islamica cercherà di proteggersi e reagire con resilienza
Poste si fa smart. Il progetto Polis a prova di burocrazia
Presentato alla Nuvola di Fuksas l’investimento da 1,1 miliardi che mira a creare un nuovo front office nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, facilitando il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione. Gli interventi di Adolfo Urso e Giorgia Meloni
Il dilemma della Cina post pandemia. Scrive Mayer
Un Paese che viene redarguito dall’Organizzazione mondiale della sanità perché nasconde i dati sul Covid e sulle campagne di vaccinazione rischia di perdere la sua credibilità. E lo stesso discorso vale sul piano politico-simbolico e della comunicazione politica
Vi racconto gli effetti della guerra sulla Moldavia. Parla l'amb. Urecheanu
“La Repubblica di Moldova è forse il Paese più colpito dopo l’Ucraina, e qui mi riferisco principalmente alle crisi economica, energetica e umanitaria che incidono sulla vita quotidiana dei suoi cittadini”. Intervista di Formiche.net ad Anatol Urecheanu, ambasciatore della Repubblica di Moldova
Lo Stato stratega sui chip. Urso va da StM, in attesa di Intel
“StMicroelectronics è un caso di successo per il Sud e per la partnership italo francese tanto più significativo perché sulla frontiera della tecnologia che può diventare un modello nella politica industriale europea”, ha dichiarato il ministro. Ancora aperta la questione riguardante l’investimento di Intel
Il pericolo anarchico tra vecchie utopie e nuove crisi. Il punto di Caligiuri
“Lo Stato non scende a patti con chi minaccia” dice giustamente Palazzo Chigi. È, infatti, compito delle istituzioni reagire, tutelare e ancor prima capire. Vista la ramificazione della protesta sul suolo nazionale ed estero, è difficile prevedere cosa succederà nei prossimi giorni. Oltre all’indispensabile prevenzione e gestione in chiave di ordine pubblico, occorrono soprattutto iniziative politiche su più livelli. L’analisi di Mario Caligiuri, presidente Socint, Società italiana di intelligence
Sicurezza nazionale, ripartiamo dal Cisr. La proposta del prefetto Soi
A volte le riforme istituzionali più efficaci si fanno utilizzando al meglio le norme esistenti. Vale anche per la gestione dei più delicati dossier internazionali, scrive il prefetto Adriano Soi, docente di Intelligence e sicurezza nazionale presso la Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze, nella rubrica “Checkpoint Charlie” sull’ultimo numero della rivista “Airpress”
Da dove parte (e dove vuole arrivare) l'asse europeo di Meloni
Mentre le relazioni franco-tedesche stanno affrontando una fase nuova e diversa dall’ultimo quindicennio targato Merkel, una iniziativa politica che tenda a lavorare per costruire un nuovo equilibrio in Ue può avere senso e portare vantaggi. Appunti in vista delle prossime tappe del premier
Governo promosso al varco dei 100 giorni. Per Sacconi ora la sfida è l’Europa
L’ex ministro: “In politica estera sta facendo ottime scelte, individuando le priorità per il nostro Paese. Come la scelta di investire sul Nord Africa con cui confiniamo, in ottica di alleanze energetiche, di loro sviluppo e di governo dei flussi migratori. Il secondo aspetto sul quale Meloni non ha mai avuto tentennamenti è il posizionamento sul conflitto in Ucraina”
















