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La Cina ha ampliato i controlli sull’esportazione di sostanze chimiche utilizzabili nella produzione di droghe sintetiche. Una decisione che arriva a pochi giorni dall’incontro a Washington tra Donald Trump e Xi Jinping e interviene su uno dei dossier più sensibili nei rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Il ministero del Commercio cinese ha annunciato oggi l’inserimento di due nuove sostanze nell’elenco dei precursori sottoposti a controllo: per esportarle verso Stati Uniti, Messico e Canada sarà ora necessaria un’autorizzazione. Si tratta di composti di piperidone strutturalmente collegati a un noto precursore del fentanyl.

Il timing è significativo. Washington chiede da tempo a Pechino di intervenire con maggiore decisione sui flussi di sostanze chimiche prodotte in Cina che possono essere utilizzate dalle reti criminali, soprattutto in Messico, per sintetizzare il fentanyl destinato al mercato statunitense.

Il dossier è ormai entrato nella più ampia dinamica negoziale tra le due potenze. All’inizio del 2025, l’amministrazione Trump aveva imposto dazi sui prodotti cinesi proprio facendo riferimento alla questione fentanyl. Dopo l’incontro tra Trump e Xi dello scorso ottobre, Washington aveva accettato di dimezzare le tariffe legate al fentanyl in cambio di una stretta cinese sul commercio illecito. I dazi sono stati poi annullati a febbraio da una sentenza della Corte Suprema americana.

Pechino continua a respingere l’idea che la responsabilità della crisi degli oppioidi negli Stati Uniti possa essere attribuita alla Cina, sostenendo che le proprie norme antidroga siano tra le più severe al mondo. Parallelamente, però, ha progressivamente rafforzato i controlli e la cooperazione con le autorità americane.

La decisione di martedì segue analoghi ampliamenti della lista delle sostanze controllate avvenuti a maggio e nel novembre scorso, anch’essi in concomitanza con momenti di diplomazia ad alto livello tra Washington e Pechino. Quest’anno i media statali cinesi hanno inoltre dato risalto ad almeno due casi legati alla cooperazione antidroga con gli Stati Uniti, compreso l’arresto di cinque sospetti nell’ambito di un’indagine congiunta sul traffico di stupefacenti.

La nuova misura va dunque oltre il semplice aggiustamento normativo. Alla vigilia del vertice di Washington, Pechino mette sul tavolo un risultato concreto su un tema che Trump ha più volte elevato a priorità politica, confermando al tempo stesso come il controllo del fentanyl sia ormai diventato anche una componente transazionale del più ampio negoziato tra Stati Uniti e Cina.

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