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Prima delle bollette della luce per le famiglie, ci sono le imprese che ogni giorno consumano centinaia di euro di gas pur di mantenere i macchinari in funzione. Ma se il fatturato non arriva più a coprire il costo dell’energia, l’attività si ferma e l’Italia comincia a perdere produzione industria e dunque Pil. Oltre a ritrovarsi sugli scaffali e nei negozi prodotti finali costosi molto più di quanto non lo siano ora.

Una bolgia dantesca da evitare e secondo Carlo Calenda, fondatore di Azione e leader insieme a Matteo Renzi del Terzo Polo, c’è solo una soluzione: dimezzare il costo dell’energia subito e portarlo a 100 euro per Mwh per imprese energivore e gasivore. In altre parole, fissare un tetto al 50% per tutte quelle industrie che senza gas non possono produrre. La proposta è arrivata dallo stesso ex ministro dello Sviluppo Economico a mezzo video, pubblicato su Youtube.

“Va appiattito il prezzo a 100 euro/Mwh per le aziende in crisi, perché profondamente energivore, e per quelle che usano il gas nella produzione”, ha spiegato Calenda. Già, ma quanto costa fissare un tetto al prezzo del gas per le imprese in questione? Il leader di Azione ha fatto i suoi conti, parlando di un’operazione che “cuba 10 miliardi di euro”. Ma le proposte sempre in chiave energia non sono finite qui.

“Per quanto riguarda il prezzo del gas e delle rinnovabili”, ha aggiunto Calenda, “proponiamo che il Gse (il Gestore dei servizi energetici, ndr) compri tutte le fonti di produzione dell’energia elettrica. E le compri, per il gas, a prezzo di mercato, perché non puoi fissare un tetto, altrimenti non hai più il gas. Per le rinnovabili, che hanno di molto aumentato i loro guadagni, è che si compri a 70 euro/MWh, cioè a un prezzo fisso. Con questa mediazione tra prezzo di mercato per il gas e prezzo fisso per le rinnovabili riusciremo a portare il costo circa a 330-350 euro/Mwh dai 600 di oggi”.

Sul fronte energetico, il programma congiunto di Italia viva e Azione prevede il raggiungimento dell’indipendenza dal gas russo attraverso una serie di iniziative. Tra queste, la costruzione di due rigassificatori galleggianti, l’aumento della produzione nazionale di gas naturale, la promozione nelle sedi europee, il tetto al prezzo del gas, auspicato dal premier uscente Draghi e il rafforzamento della strategia sulle energie rinnovabili.

Un tetto al gas per le imprese. La proposta di Calenda

Mentre l’Europa tentenna ancora sul price cap al gas, l’ex ministro dello Sviluppo e leader di Azione propone di abbassare il costo per le aziende energivore a 100 euro per Mwh. Una misura che costa 10 miliardi ma può evitare il blocco delle attività. E anche il Gse dovrà fare la sua parte

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