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“L’incontro di oggi con il Santo Padre ha rappresentato per noi un momento di straordinario valore istituzionale e umano, che lascia una traccia profonda anche sul piano della riflessione civile e morale. Le sue parole hanno toccato il nucleo più autentico della missione dell’INPS, richiamandoci a una responsabilità che non è soltanto amministrativa, ma profondamente sociale e, direi, etica”. Sono queste le parole che ha usato il presidente Inps Gabriele Fava al termine dell’udienza di Papa Leone XIV dei dirigenti e dipendenti dell’Istitituto che si è tenuta lo scorso 10 aprile a Roma. All’udienza con il presidente erano presenti i membri del consiglio d’amministrazione Gnecchi, Gelera e Di Matteo, la direttrice generale Valeria Vittimberga, il presidente del Civ Ghiselli.

“Quando il Papa richiama la necessità di tenere insieme la sostenibilità del sistema con il suo tessuto solidaristico e con il principio di equità, ci consegna una visione alta del ruolo delle Istituzioni. La previdenza non può essere ridotta a un esercizio contabile, né a una semplice architettura di prestazioni. Essa rappresenta, in senso più profondo, il patto di fiducia che lega le generazioni, la forma concreta con cui una comunità si prende cura del proprio futuro senza dimenticare le proprie fragilità”, ha aggiunto Fava.

“È in questa prospettiva che sento una profonda consonanza con il concetto di welfare generativo che stiamo portando avanti. Un welfare che non si limita a intervenire sul bisogno, ma che crea condizioni di possibilità, accompagna i percorsi di vita, investe sul capitale umano e sociale del Paese. Generativo significa questo. Non solo proteggere, ma rendere possibile. Non solo sostenere, ma mettere le persone nelle condizioni di costruire futuro.”

“Penso ai giovani, che rappresentano non soltanto la sostenibilità di domani, ma la misura stessa della nostra responsabilità presente. Penso alle famiglie, al lavoro femminile, alla tutela di chi attraversa momenti di vulnerabilità. Penso a un’Istituzione che deve saper essere rigorosa nei conti e al tempo stesso profondamente umana nello sguardo. Le parole del Santo Padre ci ricordano che la vera sostenibilità è sempre anche morale e sociale. Un sistema è saldo quando è giusto, e può dirsi giusto solo se sa custodire la dignità della persona e riconoscere valore anche alle fragilità”, ha proseguito il presidente Inps.

Per poi immaginare uno sguardo al futuro: “È questa la visione verso cui l’Inps intende continuare a muoversi. Non solo come ente previdenziale, ma come grande infrastruttura pubblica della coesione sociale, capace di accompagnare il lavoro, sostenere la dignità della persona e rafforzare il legame di fiducia tra cittadini e Istituzioni. Usciamo da questa udienza con un mandato ancora più forte, tradurre quei principi in politiche concrete, lungimiranti e giuste, affinché il welfare non sia soltanto risposta al presente, ma autentica costruzione di futuro”.

Per l’occasione, il presidente Fava al termine dell’udienza ha omaggiato il Santo Padre, noto sportivo e tennista, di una racchetta da tennis personalizzata.

Il richiamo del papa al welfare generativo rilancia la missione sociale dell’Inps

L’udienza con Papa Leone XIV rilancia il ruolo sociale e intergenerazionale dell’Inps. Un richiamo forte al welfare generativo che, come ha sottolineato il presidente Fava, deve saper andare “oltre il bisogno immediato: non solo proteggere, ma rendere possibile, creando futuro e coesione sociale”

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