Skip to main content

Credo di non aver condiviso mai nulla di ciò che ha detto o ha fatto nella sua lunga carriera politica Hillary Clinton. Perciò mi hanno sorpreso alcuni passaggi della sua intervista rilasciata oggi al Corriere della sera, raccolta da Greta Privitera che l’ha incontrata a Venezia, sul rischio della fine della democrazia.

L’ex-segretario di Stato di Barack Obama ha risposto che i cittadini che vivono nelle democrazie hanno un ruolo importantissimo: “Devono rendersi conto che ci sono forze molto potenti che cercano di dominare non solo la politica, ma anche la cultura. Il tipo di politico che di solito va d’accordo con queste forze è il demagogo”. Migliore definizione, di questi tempi, non potevamo leggere per rafforzarci nella convinzione che tutti i Paesi democratici sono dominati dal cosiddetto Deep State, lo “Stato  profondo” quello che non si vede, non appare ma agisce e domina le dinamiche politiche e sociali. Mentre “il demagogo – a cui fa riferimento che è il terminale delle forze più oscure – è colui che sa attirare l’attenzione con insulti e frasi scioccanti: gli elettori pensano che sia un uomo più autentico ma si tratta di pura performance”.

Una diagnosi difficile da respingere che si rafforza quando la Clinton sostiene che la democrazia ha avversari interni ed esterni. “Per esempio, fuori abbiamo la Russia – sostiene – che interferisce nelle elezioni, sceglie i candidati, i partiti, usa gli attacchi cibernetici, ruba documenti per cercare di far eleggere nel mondo le persone che potrebbero essere a favore di Putin”. E non c’è nessuno che potrebbe negare tale assunto, considerando il cinismo nauseante dell’autocrate del Cremlino, il quale in questi giorni non ha trovato di meglio che parole fredde e di circostanza davanti alla salma di Mikhail Gorbaciov negandogli perfino i funerali di Stato, come a un burocrate qualsiasi, come se non avesse rappresentato, in tempi confusi e di speranza, il vertice di una grande nazione che cercava di riformare nell’ambito di una distensione che il mondo libero guardò con grande fiducia mentre vecchi oligarchi tramavano nell’ombra e l’ebbero purtroppo vinta.

La diagnosi della Clinton è estremamente pertinente, inoltre, riguardo alla crisi delle democrazie occidentali. Deboli, incapaci, spesso corrotte, dilaniate al proprio interno e diffidenti verso gli alleati, esse non trovano un disegno comune per opporsi alle velleità pericolose della Cina e della Russia le quali, con ricatti di ogni genere stanno colonizzando buona parte del mondo, in particolare l’Africa per poter ipotecare il Mediterraneo e poi buona parte dell’Europa a fini neo-colonialisti.

Se Putin, per rappresaglia, può lasciare gli europei senza gas, elettricità e minacciarli da vicino nelle loro esistenze (basta attendere che il prossimo autunno s’indurisca per renderci conto di quanto male può fare la Russia) con la noncuranza di vecchio arnese del KGB, vuol dire che le democrazie sono agonizzanti, che l’Occidente, per quanti sforzi compia, è impotente di fronte ai nuovi despoti esterni. E questo perché manca, come dice la Clinton, non solo di coesione politica, ma di cultura condivisa. In altri termini, non ha identità. E quando l’oikofobia, come Roger Scruton definiva il rifiuto dell’appartenenza, s’impossessa delle comunità, vuol dire che difficilmente la difesa dalla minaccia a cui siamo soggetti può essere vittoriosa.

La democrazia è in pericolo per i nemici esterni, ma anche per le “quinte colonne” che agiscono nei confini degli Stati. E sono proprio i populisti e i demagoghi, al servizio di poteri occulti che mestano nel torbido. Il citato Deep State raccoglie i frantumi dell’equilibrio spezzato e cavalca gli interessi di coloro che non si fanno eleggere, ma inducono i cittadini ad eleggere chi vogliono per dominare attraverso parlamenti “chiusi”, impenetrabili dalla volontà popolare (basta vedere come vengono formate in Italia le liste elettorali per rendersi conto che il processo democratico è falsato) le politiche economiche e le grandi scelte culturali di fondo.

Per una volta lo spunto offerto da Hillary Clinton può essere raccolto. Quanto sia “conservatore” è facile rendersene conto. Peccato che i politici che si definiscono di tale tendenza non se ne siano accorti.

Per una volta Hillary Clinton sposa la critica conservatrice alla crisi della democrazia. Scrive Malgieri

Per una volta lo spunto offerto da Hillary Clinton può essere raccolto. Quanto sia “conservatore” è facile rendersene conto. Peccato che i politici che si definiscono di tale tendenza non se ne siano accorti. L’analisi di Gennaro Malgieri

Artemis, tutte le curiosità sul lancio. Aspettando domani

Sabato il nuovo tentativo di Artemis 1, la missione internazionale guidata dalla Nasa che riporterà “il prossimo uomo e la prima donna” sulla Luna. Risolto il problema tecnico che ha causato il rinvio del lancio, i pronostici sembrano rassicuranti. La partenza della missione è ora prevista per le 20.17 italiane

Tetto al gas, rinnovabili ed extra profitti. La ricetta anti black out di Alessandra Todde

Finiamola con le pulsioni da nucleare e con le tentazioni vintage dei combustibili fossili, per uscire dal tunnel e sganciarsi dalla Russia serve una vera transizione e il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell’elettricità. Nuovo deficit? Pronti a tutto per aiutare i cittadini ma partiamo dagli extra-profitti. Parla il viceministro allo Sviluppo economico Alessandra Todde

G7

Il G7 impone il price cap al petrolio russo. L’ira del Cremlino e i dubbi in casa

Il Gruppo alza la posta nel conflitto commerciale con Putin. Ora sta ai Paesi G7 convincere il resto dell’Ue e possibilmente anche Stati terzi per massimizzare l’impatto. La Russia promette che non venderà petrolio a chi adotta il tetto ai prezzi, ma rischia di perdere i suoi clienti più importanti. Non mancano i dubbi in Occidente

Energia, inflazione e debito. Cernobbio apre i battenti

Il tradizionale Forum Ambrosetti sul lago di Como si è aperto all’insegna di due grandi problemi, il costo dell’energia e un possibile attacco ai conti dell’Italia. E da Di Maio arriva una proposta per scaricare sullo Stato il grosso della spesa in bolletta

Delpini e il pasticcio del discorso su Como. L'opinione di Cristiano

L’arcivescovo metropolita di Milano, monsignor Mario Delpini, ha partecipato ieri al pontificale per Sant’Abbondio, patrono di Como, nella città in cui il vescovo Oscar Cantoni – a differenza dello stesso Delpini – è stato da poco nominato cardinale da papa Francesco

Italgas nel mercato greco. Come cambia lo scacchiere euromediterraneo

Il player italiano privatizza Depa e “segue” Snam in un percorso di crescita strategica: il dossier energetico è in cima ai pensieri geopolitici anche di Roma

Ita, Tim e Mps. Tutte le partite che il voto può sparigliare

Tre grandi partite industriali sono già avviate, anche se non pienamente definite. Ma le elezioni di fine mese possono cambiare le carte in tavola, a cominciare dalla vendita della compagnia ex Alitalia e specialmente con una vittoria della destra. Ma secondo Nicola Porro, al di là delle tentazioni, sarebbe un errore clamoroso

Addio turbo-Pil. Il conto per la Cina (che eviterà la sua Lehman)

Il crollo del mattone con annessa crisi bancaria, si è trasformato in un’ipoteca sulla crescita del Dragone, che deve prepararsi a dimenticare le accelerazioni del passato. In compenso il sistema finanziario terrà. Ecco cosa sostengono gli analisti di Foreign Affairs

 

 

Le inconfessabili verità dell’omicidio Dalla Chiesa

Brandelli di verità e moltissimi interrogativi. Sono molti e inquietanti i misteri che faranno da sfondo alle numerose cerimonie commemorative a Palermo e in tutta Italia per il 40esimo anniversario dell’uccisione del generale Dalla Chiesa. L’analisi di Gianfranco D’Anna

×

Iscriviti alla newsletter